Palermo: seguire modelli americani, la ricetta dei giovani di Confindustria contro la burocrazia

PALERMO 05 Marzo 2010 – Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, ieri da Catania aveva chiesto al governo regionale di semplificare le procedure di autorizzazione alle imprese rendendo l’iter amministrativo semplice, trasparente e celere.
Oggi i Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, presieduti da Giorgio Cappello, riunitisi a Palermo per esaminare lo stato d’attuazione dell’iniziativa “AddioBurocrazia”, hanno incontrato il console Usa a Napoli, J. Patrick Truhn, per avere illustrato vari modelli statunitensi di rapporto fra cittadini e pubbliche amministrazioni.
Il console, in sintesi, ha spiegato che negli Usa i cittadini sono resi protagonisti della propria vita, al punto che già nel 1980 il Congresso ha deciso che qualunque agenzia o ministero che creasse nuovi moduli per i cittadini americani da compilare online, dovesse farli approvare ogni tre anni dall’Ufficio per la Gestione e il Budget, che è incaricato di mantenere un database con le informazione raccolte dal governo, che rappresenta l’impegno burocratico nei confronti del cittadino americano. Vi sono poi degli Stati, come il Missouri, che hanno creato un portale on line attraverso il quale chi deve avviare un’impresa può registrarla in pochi minuti ed ottenere le informazioni normative e i servizi cui si ha diritto.
Il Dipartimento di Stato, ad esempio, ha analizzato i vari percorsi burocratici dei suoi servizi per renderli più efficienti eliminando i passaggi inutili o duplicati. J. Patrick Truhn, riferendosi alle specifiche esigenze delle imprese, ha citato il modello dei “Distretti per il Miglioramento delle Imprese” (“Business Improvement Districts”), partenariati pubblico-privati per migliorare i servizi o per realizzare o completare infrastrutture, autotassandosi per finanziare l’opera.
“Ispirati dalle parole del Console – ha riferito Giorgio Cappello al termine dell’incontro – riteniamo opportuno avviare un dialogo con la politica, ma soprattutto con i burocrati, per individuare insieme la strada migliore che consenta di semplificare il rapporto tra imprese e pubbliche amministrazioni in Sicilia. Alla luce dell’esperienza americana, credo che il modello di sinergia pubblico-privato per realizzare specifici progetti utili allo sviluppo di un’area o di un distretto possa essere facilmente tradotto in legge”.

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