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#Libia: una tregua in dirittura d’arrivo.

Gli attacchi diretti e indiretti contro i civili possono costituire crimini di guerra.

Il consiglio sociale di Bani Walid ha negoziato oggi presso il Bab Albahr Hotel un accordo di cessate il fuoco tra il Consiglio supremo di riconciliazione di Tripoli e il Consiglio degli Anziani di Tarhouna per porre fine agli scontri nel sud di Tripoli.
I firmatari hanno detto ai giornalisti in una conferenza stampa che l’accordo dice che un immediato cessate il fuoco deve entrare in vigore, e tutti i gruppi combattenti devono ritirarsi a 15 chilometri di distanza dalle loro attuali posizioni in modo che l’area dal posto di controllo Fam Mulgha a Tarhouna a Tripoli meridionale sia protetta dai dipartimenti della sicurezza in ciascuno dei distretti e delle città.

Si legge nell’accordo:
“Disconosciamo tutti i criminali e fuggiaschi che sono ricercati da entrambe le parti, scambiamo corpi e prigionieri e risolviamo i problemi dei civili sfollati e poi formeremo un comitato per supervisionare l’attuazione del cessate il fuoco”. 

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Libia. Training Gender Compartecipato, diploma per 64 corsisti libici

Chiusura, la mattina del 30 novembre a La Maddalena, del primo corso di “Training Gender Compartecipato”, organizzato dal Comando della missione europea EUNAVFORMED – Sophia, a favore del personale libico appartenente alla Guardia Costiera e alla Marina Militare.

La giornata di oggi ha rappresentato “un tassello importante per dimostrare l’attività che l’Italia svolge per la stabilizzazione della Libia perché la Guardia Costiera e la Marina Militare libica sono strumenti attraverso i quali raggiungere questo obiettivo, perché rafforzare le istituzioni della Libia è un modo per arrivare alla pacificazione dell’area”.

Al termine del Corso sono stati consegnati i diplomi ai 64 corsisti libici che porta, per la fine di quest’anno ad un addestramento di oltre 300 militari della Guardia Costiera e della Marina libica durante l’ Operazione EUNAVFOR MED.

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Global Migration Compact: l’ Italia non sarà presente a Marrakech

«Il Global Migration Compact è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all’esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera».

Così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Global Migration Compact.

«A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato», ha dichiarato il premier Giuseppe Conte.

 

In una nota della Farnesina, si riporta la risposta del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, all’interrogazione a risposta immediata dell’On. Giorgia Meloni, in occasione del ‘Question Time’ dello scorso 21 novembre, da cui risulta che, in seno al Governo, con riguardo alla posizione da assumere, “ci sarà un approfondimento e che questo terrà conto degli stimoli del Parlamento”.

Il Ministro resta convinto che l’orientamento del Parlamento rappresenti un punto di riferimento essenziale.

«Il Global Compact, cosiddetto, che è un insieme di atti che vengono collegati alla Dichiarazione di New York sui migranti e i rifugiati del 2016, non sarà un atto giuridicamente vincolante – ha dichiarato il Ministro Moavero –  nell’ambito dei negoziati che si sono sin qui svolti su questo atto, nei mesi e negli anni che ci precedono l’Italia ha sempre tenuto presente l’elemento importante di arrivare a una condivisione di oneri nella gestione dei fenomeni migratori e a una cooperazione rafforzata con i Paesi di origine e di transito».

«Nel documento sono recepiti questi principi di responsabilità condivisa, principi di partenariato con i Paesi di origine e di transito e la necessità di contrasto ai trafficanti di esseri umani; c’è anche l’obbligo per gli Stati di origine di riammettere i propri cittadini – ha aggiunto il Ministro – sono una serie di elementi che noi cerchiamo di portare avanti, anche nell’ambito del confronto in sede di Unione europea. Per quanto riguarda l’orientamento circa questo accordo detto Global Compact, ricordo che il Presidente del Consiglio aveva espresso un orientamento favorevole; in ogni caso avremo un approfondimento in sede di Governo, prima di procedere alla conclusione eventuale dell’accordo stesso, tenendo conto, anche, degli stimoli parlamentari».