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RicosMigration per arginare la piaga dell’immigrazione illegale

La Fondazione San Giovanni Battista collabora con l’Università di Pisa per una ricerca sui nigeriani presenti in Sicilia

 

Ragusa, 31 ottobre 2018 – Combattere la tratta degli esseri umani, scoraggiare l’immigrazione irregolare, portare a conoscenza dei rischi correlati a questa forma di migrazione. Questi gli obiettivi del progetto universitario “Ricosmigration”. Una ricerca che rientra all’interno di un programma congiunto di ricerca dottorale tra l’Università di Pisa, e l’Università di Ghent (Belgio) e che è stato selezionato tra i primi 10 progetti di ricerca Young Earth Solution Research Projects dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition. 

Il progetto ha coinvolto nei giorni scorsi anche la Fondazione San Giovanni Battista di Ragusa, da anni impegnata nel settore dell’accoglienza e dell’integrazione dei richiedenti e titolari protezione internazionale. 

“La Nigeria – spiegano il professore Fabio Bartolini e il dottor Obi Chinedu Temple – è ampiamente conosciuta per il suo alto tasso di emigrazione giovanile attraverso le rotte irregolari. Nonostante gli sforzi ed il rigoroso controllo delle frontiere, molti giovani hanno continuato a intraprendere un disperato viaggio in Italia attraverso il Mar Mediterraneo. Alcuni hanno perso la vita durante il tragitto, mentre coloro che sono giunti in Italia stanno incontrando innumerevoli difficoltà. Molti di questi vivono nei centri di accoglienza, oppure sono spesso sfruttati o mendicano per strada. Nonostante ciò, molti giovani risedenti in Nigeria continuano ad accollarsi i rischi dell’immigrazione irregolare spinti dal richiamo di una nuova vita all’estero più attraente di quella nei loro villaggi. I ragazzi in età scolare nelle aree rurali sono spesso i più esposti alle immigrazioni irregolari a causa di informazioni spesso incomplete e non veritiere. Il progetto RicosMigration, pertanto, intende condurre una campagna informativa nelle scuole delle aree rurali nigeriane per informare dei rischi e della pericolosità dell’immigrazione irregolare. Inoltre, il progetto intende anche svolgere formazione rivolta al personale docente delle scuole nigeriane per sensibilizzare i ragazzi su tali pericoli”. 

Una parte fondamentale del progetto prevede, dunque, una serie di interviste a testimoni diretti del fenomeno. A tale scopo l’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze Agrarie,  alimentari e Agro-ambientali ha chiesto alla Fondazione San Giovanni Battista una collaborazione specifica per permettere al dottor Chinedu Obi di svolgere delle interviste ai migranti nigeriani in Italia e con tale materiale di poter realizzare un video informativo. 

“Abbiamo accolto la richiesta dell’Università di Pisa – dichiara Renato Meli, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – con grande attenzione ed entusiasmo. Come sempre le nostre porte sono aperte per chi intende affrontare la tematica delle migrazioni con scrupolosa attenzione e serietà. Condividiamo lo spirito della ricerca presente in questo progetto e siamo onorati di aver contribuito per quanto a noi richiesto. Lo scopo di questo progetto è particolarmente interessante proprio perché le azioni previste sono utili a prevenire l’immigrazione clandestina. Nei nostri centri ospitiamo spesso donne e uomini provenienti dalla Nigeria e possiamo confermare quanto sia complessa la situazione di queste persone, con particolare riferimento alle donne, molto spesso vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale. E’ un bene che gli studenti possano essere messi a conoscenza dei problemi e dei rischi che corrono allontanandosi dalla loro terra d’origine”. 

Al termine del lavoro il dottor Chinedu Obi ha espresso gratitudine alla Fondazione San Giovanni Battista per la collaborazione messa in atto.  

Ragusa. Al via il progetto di volontariato “Green zone”.

Libero Consorzio e Fondazione San Giovanni Battista promuovono un percorso di inclusione sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale

 

Ragusa, 29 ottobre 2018 – “Green zone” è il nome del progetto di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa. 

Il dirigente del Libero Consorzio, Raffaele Falconieri e il presidente della Fondazione, Renato Meli, hanno siglato il protocollo di intesa che darà l’avvio al progetto. 

“La fondazione –  dichiara Meli – opera nel settore  dell’accoglienza da oltre 15 anni. Da tre anni proponiamo percorsi di volontariato e cittadinanza attiva per favorire processi di integrazione efficaci e stabili tra migranti e cittadini presenti sul territorio. Un modo per prevenire fenomeni di discriminazione sempre più ricorrenti. La cura del verde pubblico, la pulizia di spazi comuni sono azioni che hanno l’obiettivo di favorire la costruzione di un orizzonte di valore sociale e civico condiviso mediante attività di volontariato da parte dei migranti ospiti di centri di accoglienza, al servizio del territorio di riferimento”.

“Il progetto di volontariato – conferma Falconieri – va a vantaggio della collettività, dà un segno tangibile di impegno e volontà di partecipazione delle persone accolte sul nostro territorio. Il valore di tali attività è immediatamente legato non solo all’impiego del tempo in maniera costruttiva, ma anche alla possibilità di apprendere nuove competenze”. 

“Inoltre – aggiungono i firmatari del protocollo di intesa – il prendersi cura di spazi in stato di abbandono e degrado e di persone ha importanti valenze simboliche e l’intento palese di scalfire la diffidenza e l’indifferenza che talvolta separano i due mondi, mettendo in diretta connessione le strutture di accoglienza e la città con i suoi abitanti. Infine, l’accudimento di aree locali di uso comune, costituisce concreto strumento di cittadinanza attiva e consapevole per i migranti, nonché fonte di sensibilizzazione per la cittadinanza tutta. 

Attraverso attività come quella proposta, si può contribuire a prevenire, mitigare e rispondere ai differenti meccanismi di esclusione sociale che, in quanto tali, precludono e ostacolano il pieno sviluppo degli individui e della comunità nel suo complesso”.

I volontari svolgeranno attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado (strade provinciali), manutenzione di strutture pubbliche (scuole). Potranno essere inoltre assegnati loro compiti di vigilanza e gestione delle aree di pertinenza esterne agli edifici scolastici, nonché, in presenza del personale già in servizio presso gli enti locali, potranno essere adibiti al presidio e sorveglianza degli attraversamenti pedonali in concomitanza con le fasi di accesso ed uscita dalla scuola da parte degli studenti.

Si prevede a tal fine il coinvolgimento di migranti guidati da un coordinatore della Fondazione San Giovanni Battista e da eventuali referenti di settore designati dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

Tutte le attività prevedono un percorso di formazione e verranno svolte all’interno del territorio provinciale, con particolare riferimento alle città di Comiso e Ragusa.

Saranno impiegati complessivamente 9 richiedenti o titolari di Protezione internazionale o umanitaria, residenti presso centri SPRAR “Biscari” e “Farsi Prossimo” della Fondazione San Giovanni Battista siti a Ragusa e Comiso.

Il periodo di realizzazione delle attività va da metà ottobre a dicembre 2018 e da Febbraio a Dicembre 2019. 

I 40 anni del GIS Carabinieri

Nella mattinata, a Roma, alla presenza dei Ministri della  Difesa, Elisabetta Trenta e dell’Interno Matteo Salvini, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e del Comandante Generale dell’Arma Giovanni Nistri, si è svolta la cerimonia per il 40° anniversario di fondazione del Gruppo Intervento Speciale (G.I.S.), alla quale hanno preso parte rappresentanti delle Forze Speciali nazionali ed estere, a testimonianza della considerazione professionale che il reparto ha saputo conquistarsi sul campo in tanti anni di attività.

Il Comandante Generale, nel corso del proprio intervento, ha sottolineato come il G.I.S. operi mosso dal desiderio di servire. “Uomini del dovere che mettono i loro diritti in secondo piano dietro quelli dei cittadini”. Non super uomini, ma degli uomini consapevoli.

Riprendendo il motto del G.I.S. “nella virtù del singolo trae la forza il gruppoIn Singuli virtute aciei vis –  l’Arma tutti i giorni si deve ricordare – ha concluso il generale Nistri – che è nella virtù dei 110.000 uomini che compongono la nostra Istituzione che abbiamo tratto, che traiamo e che trarremo sempre la forza per continuare a servire le istituzioni. Nella virtù di 110.000 uomini, che sono molti ma molti più di dei pochi che possono dimenticare la strada della virtù”.

Il Ministro Salvini, nel suo breve intervento, ha ringraziato gli operatori e tutti i loro familiari e ha ricordato che il suo dovere di Ministro è di dare all’Arma non solo uomini e mezzi ma “il rispetto. Il senso dell’onore e il senso del rispetto”. Non ammetterò mai – ha proseguito – che l’eventuale errore di uno permetta di infangare il sacrificio e l’impegno di centinaia di migliaia di ragazzi e di ragazze in divisa”. Ha concluso ringraziando gli uomini del G.I.S. per il loro anteporre la fedeltà al Paese all’interesse proprio e della famiglia.

Infine ha preso la parola il Ministro della Difesa. Dopo aver rivolto un “saluto speciale al Comandante del GIS e ai suoi uomini”, a cui ha espresso “il più vivo apprezzamento per la professionalità, il senso del dovere, il coraggio e l’esemplarità con cui svolgono i loro delicatissimi compiti”. Ha quindi rivolto un saluto agli operatori del G.I.S. non più in servizio  e ha ripercorso brevemente la storia del G.I.S.: dalla sua nascita, il 6 febbraio 1978, in piena emergenza terrorismo, per idea, impulso e direttiva dell’allora Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, al “battesimo operativo” nel dicembre 1980, in occasione della rivolta dei detenuti nel carcere di Trani, ai numerosi e più recenti successi nella cattura di latitanti e sequestratori, nonché nella neutralizzazione di pericolosi terroristi. Siate consapevoli di rappresentare nel panorama nazionale e internazionale una forza di altissima specializzazione di cui l’Italia è orgogliosa.

Il Ministro Trenta ha sottolineato “l’attenzione del Governo verso tutto l’Arma dei Carabinieri, che è sempre stata ed è vicina al cittadino e ogni singolo carabiniere è sempre stato ed è punto di riferimento per i cittadini onesti, esempio in termini di rettitudine e integrità…ma laddove si accerti l’avvenuta negazione di questi valori si deve agire ed accertare la verità isolando i responsabili allo scopo di ristabilire il sentimento di fiducia nei confronti dei cittadini verso l’Arma dei carabinieri e delle Istituzioni”.

Il Ministro ha concluso “rinnovando il più sentito apprezzamento al G.I.S. e a tutta l’Arma dei Carabinieri per l’attività svolta”.

Nel corso della cerimonia sono stati consegnati un Encomio Solenne* al Reparto, quale prima attestazione di merito, e  un attestato all’ultimo operatore tuttora effettivo al Reparto, che è stato tra i soci fondatori. Essa si è conclusa con una spettacolare esercitazione di liberazione di ostaggi da un edificio, alla quale hanno preso parte per il supporto tattico anche i carabinieri paracadutisti del 1° Reggimento “Tuscania”, oltre alle Aliquote di Primo Intervento (API) e alle Squadre Operative di Supporto (SOS) e assetti dell’Organizzazione Mobile, elicotteristici, investigativi, specialistici e territoriali dell’Arma.

A seguire, al termine della cerimonia, le Autorità si sono spostate all’interno dei Saloni di Rappresentanza del Comando Unità Mobili e Specializzate dove, alla presenza dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Poste Italiane Matteo Del Fante e del Responsabile Corporate Affairs Giuseppe Lasco è stato presentato un francobollo dedicato ai 40 anni del G.I.S.. Il francobollo, che fa parte della serie tematica “il senso civico”, rappresenta un omaggio e un segno di riconoscenza nei confronti di un reparto militare altamente specializzato che svolge un lavoro straordinariamente prezioso al servizio della collettività.