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LICENZIAMENTI ALLA NORTEL

Roma 15 Luglio 2009 – Proprio nei giorni dell’anniversario della Rivoluzione Francese, a Parigi è in atto un altro tipo di rivolta: quella dei lavoratori della Nortel, che oggi hanno occupato la sede dell’azienda con bombole di gas, minacciando di far saltare lo stabilimento se non si raggiungerà un accordo per i 480 lavoratori in licenziamento.
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CRONACHE BUIE DI LICENZIAMENTI ANNUNCIATI

Fujitzu-Siemens in fuga:
Avviate le procedure nell’intera Penisola.

di Rossella Smiraglia

Il 26 marzo la Fujitzu-Siemens ha annunciato l’avvio di una procedura di licenziamento di 63 lavoratori, su tutto il territorio nazionale. Le sedi periferiche verranno chiuse ed in particolare la sede romana vedrà la perdita di 17 dipendenti.

Le organizzazioni sindacali ( OOSS ) e le RSU di Roma e Milano hanno proposto all’azienda strumenti alternativi al licenziamento, come la cassa integrazione a rotazione, i contratti di solidarietà, l’utilizzo del partime o della riqualificazione all’interno del’azienda.
L’azienda dal canto suo, si è dichiarata disponibile a considerare la possibilità dell’uso della Cassa o del partime, ma non disponibile a percorsi alternativi che non si concludano con i licenziamenti di 63 dipendenti.

Da circa un anno si assiste ad un impoverimento del lavoro qualificato nel comparto tecnologico a Roma. Ricordiamo che il 31 dicembre ha definitivamente chiuso la sede romana della R&D della Ericsson, con la dispersinone di circa 300 lavoratori altamente specializzati, verso altre sedi o in altre aziende.
Ancora una volta si assiste alla decisione unilaterale di una multinazionale di ridurre il personale senza mettere al corrente i dipendenti e i sindacati di quale sia il piano industriale. Anche se come dicono i sindacati, in passato si è sempre riusciti a trovare soluzioni condivise con Fujitzu-Siemens, “oggi si assiste ad un atteggiamento arrogante e tracotante della Dirigenza nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che va denunciato e combattuto”…
Si assiste ad una perdita di potere contrattuale dei sindacati nei confronti di multinazionali che arrivano in Italia, prendono aiuti e poi scappano a gambe levate, anche quando le condizioni generali dell’azienda non sono di crisi, e quello che preocupa è l’assoluta mancanza di trattative con i diretti interessati, così come è accaduto per la Ericsson e di recente con la Oracle Italia.
La Oracle Italia s.r.l. ha annunciato una ristrutturazione che comporterà una riduzione del personale di 60 lavoratori su 1100 in tutta Italia . E questo in un contesto di acquisizioni e ristrutturazioni con incentivazioni all’esodo, da una parte e distribuzione di utili dall’altra.
Entro tre mesi si avrà un ulteriore impoverimento del lavoro qualificato nella capitale, che pure aveva fatto un vanto del polo industriale nell’IT e in generale della presenza sul territorio di aziende di rilievo…
La domanda che ci si pone è dove siano le Istituzioni, se si rendono conto dell’impoverimento della qualità del lavoro, se non sia giunto il momento di regolamentare il settore occupazionale in modo da garantire che le multinazionali non vengano in Italia a fare il bello e il cattivo tempo, senzza minimamente guardare alle conseguenze sociali che un tale atteggiamento determina .

GELATE RISARCITE

Siracusa – Decreto di calamità per Carlentini, Lentini e Francofonte, colpite dalle gelate che dal 16 al 19 febbraio dello scorso anno colpirono le province di Catania, Enna e Siracusa.
Lo ha firmato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, accogliendo così in parte le richieste avanzate dalle comunità colpite dal maltempo nel 2008.
“È sicuramente un risultato positivo per i lavoratori – ha commentato il segretario generale della Fai Cisl, Giuseppe Linzitto – Il decreto servirà ad assicurare il pagamento totale delle giornate previste (fino a 151) anche a chi, a causa delle gelate, fu costretto a limitare la propria attività. Insomma anche coloro i quali chiusero l’anno con 5 o 10 giornate beneficeranno del pagamento di quanto dovuto attingendo al numero di giornate effettivamente lavorate nell’anno precedente, cioè nel 2007”.
Il segretario della Fai di Siracusa, comunque, sottolinea la necessità di estendere il decreto anche a tutti gli altri comuni della provincia. “In quei giorni – dice – il maltempo e le gelate colpirono le campagne e le coltivazioni di tutto il siracusano. Per questo chiediamo al Ministro di rivedere il decreto ed assicurare così la compensazione di quanto dovuto ai lavoratori attingendo al Fondo di solidarietà nazionale”.
La Fai Cisl ricorda, infine, che tutte le sedi comunali sono a disposizione di quanti devono presentare la domanda di disoccupazione che scade il prossimo 31 marzo.