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Somalia: dall'Italia aiuti umanitari organizzati dalla Perigeo Onlus

Sono partiti dal porto di Ancona i primi due container di aiuti umanitari per la Somalia organizzati dall’Associazione Perigeo Onlus, con destino il porto di Bosaso nel Puntland somalo.

I container carichi di medicinali, apparecchiature sanitarie, cibo e beni di prima necessità saranno destinati a due strutture ospedaliere della Somalia, una nel Puntland Somalo, l’altra a Mogadiscio.

Il dr. Gianluca Frinchillucci, Direttore della Perigeo e delegato culturale e sanitario del Puntland per l’Italia e l’Europa spiega: “L’invio dei container è la nostra prima concreta risposta all’emergenza umanitaria in Somalia. Non potevamo non essere tra i primi dato il nostro importante impegno istituzionale nei confronti del Puntland e dell’intera Somalia” e aggiunge: “Sarà lo stesso Ministro della Sanità del Puntland, on. Ali Warsame, di cui siamo i rappresentanti in Italia ed Europa, che si prenderà carico del ricevimento dei due container. Uno rimarrà nel Puntland all’ospedale generale del Mudug di Galkayo, mentre l’atro sarà mandato a Mogadiscio grazie ai contatti con il Governo di Transizione Somalo.”

“Anche il Vescovo di Gibuti e Amministratore apostolico di Mogadiscio, Mons. Bertin, sostiene il progetto attraverso il suo appoggio e la collaborazione di Caritas Somalia” aggiunge Laura Bacalini, direttrice dei progetti della Perigeo e coordinatrice dell’emergenza umanitaria per il Corno D’Africa. “Il ponte di aiuti umanitari, coordinato dalla Perigeo, si sta costituendo come una vera e propria rete di enti che collaborano da tutta Italia: dalla Cgil Marche, al Comitato per la lotta contro la fame di Forlì, al Banco Farmaceutico di Milano, all’Università di Medicina di Chieti. Il nostro impegno continuerà anche nei prossimi mesi con altri container per la Somalia e per il Corno d’Africa.

 

Somalia: dall’Italia aiuti umanitari organizzati dalla Perigeo Onlus

Sono partiti dal porto di Ancona i primi due container di aiuti umanitari per la Somalia organizzati dall’Associazione Perigeo Onlus, con destino il porto di Bosaso nel Puntland somalo.

I container carichi di medicinali, apparecchiature sanitarie, cibo e beni di prima necessità saranno destinati a due strutture ospedaliere della Somalia, una nel Puntland Somalo, l’altra a Mogadiscio.

Il dr. Gianluca Frinchillucci, Direttore della Perigeo e delegato culturale e sanitario del Puntland per l’Italia e l’Europa spiega: “L’invio dei container è la nostra prima concreta risposta all’emergenza umanitaria in Somalia. Non potevamo non essere tra i primi dato il nostro importante impegno istituzionale nei confronti del Puntland e dell’intera Somalia” e aggiunge: “Sarà lo stesso Ministro della Sanità del Puntland, on. Ali Warsame, di cui siamo i rappresentanti in Italia ed Europa, che si prenderà carico del ricevimento dei due container. Uno rimarrà nel Puntland all’ospedale generale del Mudug di Galkayo, mentre l’atro sarà mandato a Mogadiscio grazie ai contatti con il Governo di Transizione Somalo.”

“Anche il Vescovo di Gibuti e Amministratore apostolico di Mogadiscio, Mons. Bertin, sostiene il progetto attraverso il suo appoggio e la collaborazione di Caritas Somalia” aggiunge Laura Bacalini, direttrice dei progetti della Perigeo e coordinatrice dell’emergenza umanitaria per il Corno D’Africa. “Il ponte di aiuti umanitari, coordinato dalla Perigeo, si sta costituendo come una vera e propria rete di enti che collaborano da tutta Italia: dalla Cgil Marche, al Comitato per la lotta contro la fame di Forlì, al Banco Farmaceutico di Milano, all’Università di Medicina di Chieti. Il nostro impegno continuerà anche nei prossimi mesi con altri container per la Somalia e per il Corno d’Africa.

 

NAS sequestrano cosmetici in tutta Italia

ROMA 10 Dicembre 2009 – Costante è l’attenzione prestata dai Carabinieri dei NAS per la tutela del consumatore, attenzione che in questi periodi si rivolge soprattutto a quei prodotti di particolare interesse in virtù dell’approssimarsi delle festività natalizie.
Tra questi, spiccano i cosmetici, prodotti utilizzati per la cura e la pulizia del corpo che, se non correttamente prodotti, conservati o utilizzati, possono essere causa di dermatiti o di pericolose reazioni allergiche.
Per tale motivo, i Carabinieri dei NAS stanno effettuando specifici servizi presso aziende di produzione e vendita di tali prodotti, verificandone lo stato igienico sanitario e gestionale, la qualità delle materie prime utilizzate e la correttezza delle indicazioni riportate nell’etichettatura. In particolare, in queste ultime settimane i militari degli speciali Reparti hanno effettuato 423 ispezioni, rilevando circa 100 irregolarità amministrative e penali e ponendo sotto sequestro 30.000 confezioni di cosmetici di varie tipologie.
Particolare rilevo ha assunto l’attività svolta dal NAS di Roma, che all’interno di un magazzino all’ingrosso della Capitale, ha scovato 7.700 confezioni di dentifricio, prive in etichetta delle indicazioni precauzionali a tutela dei bambini, necessarie in rapporto al quantitativo di fluoruro presente nel prodotto; sequestri del medesimo tipo sono stati effettuati anche dai Nuclei di Pescara, Parma e Cagliari.
All’interno di un altro deposito all’ingrosso della provincia di Milano, il Nucleo del capoluogo lombardo ha invece scoperto 3.300 cosmetici pericolosi per la salute in quanto la forma delle confezioni poteva essere confusa con alimenti, con il potenziale rischio di ingerimento da parte di bambini.
Circa 1500 confezioni di cosmetici, mancanti delle prescritte indicazioni di etichetta in lingua italiana, sono stati invece sequestrati dai NAS di Latina e Reggio Calabria in esercizi commerciali gestiti da soggetti di origine cinese.
Il NAS Carabinieri di Ancona, nel corso di una verifica presso uno stabilimento produttivo, ha invece rinvenuto 104 fusti da 20 litri di “ESTRATTO DI ALOE VERA”, materia prima normalmente usata nella produzione di creme per la pelle e shampoo per capelli, scaduta da oltre 2 anni; il quantitativo individuato, immediatamente posto sotto sequestro dai militari operanti, sarebbe bastato a produrre oltre 230.000 confezioni di cosmetici, che avrebbero potuto provocare dermatiti ed irritazioni cutanee agli ignari consumatori.
Sono 60 le persone segnalate alle competenti autorità, e 4 le strutture chiuse o sequestrate dai militari dei NAS.
Il valore dei cosmetici sottoposti a sequestro supera i 300.000 €.