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Cerimonia in memoria del Ten. Col. Varisco ucciso dalle BR

ROMA 13 Luglio 2011 – Questa mattina, in occasione del 32° anniversario della scomparsa del Tenente Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, si è tenuta a Roma, una cerimonia commemorativa in suo ricordo, nel luogo dove il 13 luglio del 1979 cadde vittima di un agguato rivendicato dalle Brigate Rosse. Dopo gli onori militari due corone di alloro sono state deposte ai piedi della stele che ricorda il tragico evento, una a nome dell’Arma dei Carabinieri, dal Colonnello Maurizio Mezzavilla, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma e una a nome del Comune di Roma da Giorgio Ciardi, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma. Alla cerimonia erano inoltre presenti il Dottor Palazzi, in rappresentanza del Presidente della Provincia di Roma, il Dott. Luigi Ciampoli, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, il Questore di Roma, Francesco Tagliente, il Generale Ignazio Gibilaro, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, il Dottor Angelo Giuliani, Comandante del Corpo di Polizia Roma Capitale e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Il Ten. Col. Antonio Varisco nasce a Zara il 29 marzo 1927. Nel  dicembre del 1957, dopo aver prestato servizio come ufficiale di complemento, viene nominato sottotenente in servizio permanente effettivo e destinato alla Tenenza di Roma-Tribunali. Negli anni successivi viene incaricato di organizzare i reparti dell’Arma presso gli uffici giudiziari della Capitale. Nel dicembre del 1973, nominato Maggiore, gli viene affidato  il Nucleo di Polizia Giudiziaria di Roma.

Nel 1976, con il grado di Tenente Colonnello diviene comandante del Reparto Servizi Magistratura, unità costituita per iniziativa dello stesso Colonnello Varisco.

Il mattino del 13 luglio 1979, mentre in auto si sta recando al palazzo di giustizia, percorrendo Lungotevere Arnaldo da Brescia, cade vittima di un agguato tesogli da brigatisti rossi che, dopo aver fatto esplodere una bomba fumogena per costringerlo a rallentare la marcia, gli esplodono contro diversi colpi di fucile.

Per questo episodio l’Ufficiale è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione:

«Comandante del Reparto Carabinieri Servizi Magistratura, assolveva i suoi particolari e delicati compiti con assoluta dedizione, responsabile impegno ed ammirevole tenacia, pur consapevole del gravissimo rischio personale per il riacutizzarsi della violenza eversiva contro l’intero ordine giudiziario. Fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco in un vile e proditorio agguato tesogli da un gruppo di terroristi, sublimava col supremo sacrificio una vita spesa a difesa della collettività e delle istituzioni democratiche. Roma, 13 luglio 1979.»

 

Tutela del patrimonio culturale: carabinieri in prima fila

Lo scorso mese di giugno il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha portato a conclusione, nell’ambito delle attività di contrasto al traffico nazionale e internazionale di beni culturali, alcune operazioni che hanno consentito il recupero di importanti opere d’arte di provenienza illecita.

Gli importanti risultati conseguiti sono il frutto dei consolidati rapporti che il Comando TPC mantiene a livello internazionale, dello scambio quotidiano di notizie con gli organi di polizia di tutto il mondo, direttamente o attraverso INTERPOL, della stretta collaborazione con la Magistratura, del raccordo tecnico-operativo con le Soprintendenze di tutta l’Italia nonché della costante stretta sinergia con l’Arma Territoriale.

Le esperienze acquisite sul campo, riconosciute sempre più frequentemente in seno a importanti consessi internazionali, e il mirato utilizzo dell’importante strumento di analisi che è la Banca Dati Leonardo delle opere d’arte illecitamente sottratte, consentono il puntuale monitoraggio dei fenomeni criminosi da contrastare, così da poter preparare e adottare le misure più idonee ai fini investigativi.

Le cinque operazioni portate a termine  testimoniano l’impegno che il Comando ha profuso nei vari settori d’intervento riscuotendo risultati in particolare nel settoredell’archeologia e dei beni artistici e storici contrastandone il furto, la ricettazione, lo scavo clandestino sull’intero territorio nazionale con riflessi anche in ambito internazionale grazie al recupero di alcuni importanti dipinti rubati all’estero.

Le opere recuperate, di grande  valore storico-artistico e nel caso dei reperti archeologici, addirittura unici per la peculiarità della loro

produzione, costituiscono un importante successo nella lotta ad una criminalità particolarmente aggressiva interessata al reperimento e commercio illegale di beni culturali.

Complessivamente sono stati recuperati:

  • · statua in marmo rubata nel 1979 dal duomo di Parma il cui valore venale è stimato in settecentocinquantamila euro circa;
  • · un’anfora ad occhioni figurata e una kylix del maestro ceramista Tleson per un valore patrimoniale quantificabile in circa 500.000 (cinquecentomila) euro;
  • · cinque dipinti, rubati dalla galleria Riemer di Slovenske Konjice (Slovenia) il 24 marzo del 2004 il cui valore commerciale è stimato in circa 75.000 euro;
  • · beni religiosi compendio di furti commessi il 21 giugno 2011 ed il 14 novembre 2008 ai danni rispettivamente delle chiese di San Rocco e Sant’Antonio in Morozzo(CN) e di San Lorenzo in Loranze’ (TO), di valore devozionale;
  • · 2.298 beni archeologici provento di scavo clandestino operato in Puglia e Basilicata tra la fine del 2010 ed il primo semestre del 2011 il cui valore sarebbe stato, se immessi sul mercato, di almeno 600.000 (seicentomila) euro.