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Roma: carabinieri ritrovano tir con armi e refurtiva

ROMA 16 Gennaio 2011 – Nella giornata di ieri, al termine di oltre 48 ore di incessanti ricerche attuate dai Carabinieri della Compagnia di Pomezia, che hanno setacciato il territorio di competenza, in particolare siti industriali dismessi, parcheggi isolati ed aree di sosta, è stato rinvenuto in un’area di servizio del Grande Raccordo Anulare, l’autoarticolato utilizzato dai malfattori la mattina del 12 Gennaio u.s., quando verso le ore 07.00 avevano perpetrato una efferata rapina con sequestro di persona presso un deposito della ditta CAFI SRL di via Pontina Vecchia, tutti incappucciati ed armati di pistole, picchiando e legando ai polsi mediante fascette di plastica gli operai presenti, rapinandoli di alcune migliaia di euro ed asportando un ingente quantitativo di elettrodomestici e caldaie, poi caricati sull’autoarticolato. Cinque di loro, originari della provincia di Napoli e Salerno, già conosciuti alle forze dell’ordine, erano stati bloccati subito dopo il colpo, a poca distanza dal deposito, dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Pomezia, mentre stavano gettando a terra passamontagna e guanti e stavano tentando di allontanarsi a bordo di due autovetture.
I militari dell’Arma, ieri mattina, hanno subito cinturato l’area ove era parcheggiato il TIR ed hanno effettuato accurati rilievi tecnici sul mezzo, al cui interno veniva rinvenuta tutta la refurtiva asportata durante l’azione criminosa, del valore stimato in oltre 100.000 euro nonche’ varie pistole utilizzate dai rapinatori ed un cospicuo quantitativo di indumenti ed oggetti vari che saranno ora inviati ai laboratori del RIS per i successivi esami tecnico-scientifici.
Intanto proseguono a tutto campo le indagini tese a risalire ad eventuali altri complici della banda, in collaborazione con altri reparti partenopei dell’Arma.

Roma: truffe ai danni di 30 banche, Polizia arresta 19 persone

ROMA 09 Novembre 2010 – Sono 19 le misure di custodia cautelare in carcere eseguite dal personale degli investigatori della Questura di Roma, di cui le ultime 9 all’alba di oggi, a conclusione di un’indagine che ha consentito di smascherare un “giro di truffe” in danno di istituti di credito della Regione Lazio.
Tra gli affiliati all’associazione anche alcuni soggetti legati agli ambienti della “ndrangheta” e al clan Vrenna/Bonaventura/Corigliano.
In pochi mesi avevano “acceso” oltre 70 conti correnti in 30 diversi banche della regione, con la emissione di oltre 100 carnet e 2000 assegni.
Di questi, fin’ora solo 125 titoli di credito immessi sul “mercato” e poi protestati hanno fruttato un guadagno di circa 450.000,00 euro.
L’associazione operava in varie province del Lazio, tra cui Roma, Viterbo, Latina e Frosinone. In pochissimi casi le truffe sono state messe a segno anche in Emilia Romagna.

L’indagine degli uomini della Questura di Roma che ha consentito di porre fine al giro di truffe ai danni di istituti di credito della Regione Lazio prende spunto da una verifica effettuata dalla Volante del Commissariato “Porta Pia” nel novembre del 2009, quando, dopo aver proceduto al controllo di uomo, lo ha trovato in possesso di numerosissima documentazione bancaria.
L’uomo, L. C., un pregiudicato calabrese di 65 anni, oltre al materiale cartaceo, consistente in gran parte in documentazioni bancarie di conti correnti non intestati a lui, e’ stato trovato in possesso di alcuni assegni in bianco già firmati, nonchè di carte bancomat di dubbia provenienza.
Insospettiti, i poliziotti avevano deciso quindi di approfondire i controlli.
Nel corso dei mesi l’attività d’indagine, gli esiti dei pedinamenti e degli appostamenti effettuati nei confronti degli indagati, coniugati con i riscontri delle intercettazioni, ha consentito di far emergere e di smantellare un’intera struttura specializzata in truffe milionarie in danno di istituti di credito e privati cittadini.
In particolare, L. C., a capo dell’organizzazione e con precedenti specifici, avvalendosi della collaborazione di alcuni corregionali, tra cui qualcuno legato agli ambienti della “ndrangheta” e al “clan” Vrenna/Bonaventura/Corigliano.
Il piano della banda prevedeva elevati guadagni a fronte di un “rischio calcolato” di una denuncia per semplice truffa.
I componenti , 19 persone in tutto, sotto la minuziosa regia del “capo”, hanno iniziato ad accendere conti correnti bancari, sia personali che a nome di fittizie società abilmente costituite.
Con astuzia, gli affiliati dell’associazione, prima di allacciare rapporti con le agenzie di credito, hanno regolarizzato la loro posizione anagrafica ed ottenuto la residenza in alcuni comuni del Lazio, anche al fine di carpire la fiducia dei funzionari di banca.
Grazie alla residenza nella Regione Lazio, riuscivano così ad ottenere l’apertura di conti correnti, corredati di carnet di assegni e carte bancomat.
Proprio attraverso gli assegni e i le carte di credito riconducibili ai predetti conti correnti effettuavano pagamenti per acquisti che gli ignari venditori non avrebbero mai riscosso per la mancanza della “provvista” sul conto.
In alcuni casi i libretti di assegni venivano anche venduti a terzi che, a loro volta, li acquistavano per porre in essere analoghe truffe.
Le indagini svolte fin ora hanno permesso di accertare che sono almeno 71 i conti correnti accesi in 30 diversi Istituti di Credito del Lazio, per un totale di 100 carnet e 2000 assegni circa.
Sono 125 invece gli assegni emessi e risultati protestati per un valore totale di circa 450.000,00 euro.
Al termine dell’indagine, che ha richiesto uno sforzo significativo da parte degli agenti del Commissariato di Porta Pia, diretti dal dott. Mauro Baroni, sono state emesse 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere sgominando l’intera banda.

Roma: rapinavano prostitute, blitz dei carabinieri di Frascati

ROMA 09 Settembre 2010 – La scorsa notte, sulla via Prenestina, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati hanno arrestato una banda di malviventi, composta da tre cittadini romeni, mentre tentavano di rapinare, armati di taglierino, due prostitute. I militari nei giorni scorsi hanno eseguito una serie di servizi di osservazione, in abiti borghesi e con autovetture di copertura, con lo scopo di osservare i movimenti della “banda”. Questa notte i Carabinieri, appostati, hanno notato l’autovettura con la quale si muovevano i tre romeni, rispettivamente di 24, 25 e 26 anni, che ha avvicinato alcune prostitute di colore. In particolare, due dei tre giovani, sono scesi dall’autovettura e, con la minaccia di un taglierino puntato dietro la schiena delle donne, hanno tentato di farsi consegnare i guadagni della serata dalle due meretrici di colore, terrorizzate. A questo punto è scattato il blitz: i militari hanno bloccato immediatamente uno dei tre giovani, riuscendo a fermare anche gli altri due, dopo un breve inseguimento, sulla via Casilina. Le giovani prostitute, “salvate”, sono state comunque multate in base all’ordinanza contro il fenomeno della prostituzione emanata dal Comune di Roma, mentre i tre arrestati saranno processati con rito direttissimo con l’accusa di tentata rapina aggravata dall’uso delle armi in concorso.