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Blitz dei Carabinieri presso lo scalo di San Lorenzo, dove era stata ritrovata li’ la borsa rapinata dagli assassini del papà e della bambina cinesi

ROMA 10 Gennaio 2012Continuano senza sosta i controlli dei Carabinieri per monitorare i siti sensibili della Capitale, alla luce dei recenti fatti di cronaca. All’alba è scattato un blitz presso lo Scalo San Lorenzo, a poche centinaia di metri, in linea d’aria, dal luogo dove è stata trovata la borsa rapinata dagli assassini del papà e della bambina cinesi. Sono stati controllati 25 vagoni ferroviari all’interno dei quali dimoravano 36 persone di origine nordafricana, molti dei quali sprovvisti di documenti. Quattro di queste sono state arrestate (3 per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e una per possesso di un documento falso). I Carabinieri hanno portato in caserma gli altri fermati, privi di documenti, che saranno sottoposti a foto segnalamento per accertarne l’identità e riscontrare se trattasi di persone destinatarie di provvedimenti. Sono stati 150 i Carabinieri impiegati, di tutte le Stazioni di Roma, del Nucleo Investigativo di via In Selci e delle Compagnie di Intervento Operativo, con unità cinofile antidroga e antiesplosivo e coadiuvati dall’alto da un elicottero del Reparto di Pratica di Mare.

In tutta la Capitale, intanto, nelle ultime 24 ore, sono stati complessivamente 24 gli arresti computi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma nel corso dell’attività di controllo del  territorio che ha interessato gran parte dei quartieri romani, con una particolare attenzione per quelli periferici.

 

Blitz dei Carabinieri presso lo scalo di San Lorenzo, dove era stata ritrovata li' la borsa rapinata dagli assassini del papà e della bambina cinesi

ROMA 10 Gennaio 2012Continuano senza sosta i controlli dei Carabinieri per monitorare i siti sensibili della Capitale, alla luce dei recenti fatti di cronaca. All’alba è scattato un blitz presso lo Scalo San Lorenzo, a poche centinaia di metri, in linea d’aria, dal luogo dove è stata trovata la borsa rapinata dagli assassini del papà e della bambina cinesi. Sono stati controllati 25 vagoni ferroviari all’interno dei quali dimoravano 36 persone di origine nordafricana, molti dei quali sprovvisti di documenti. Quattro di queste sono state arrestate (3 per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e una per possesso di un documento falso). I Carabinieri hanno portato in caserma gli altri fermati, privi di documenti, che saranno sottoposti a foto segnalamento per accertarne l’identità e riscontrare se trattasi di persone destinatarie di provvedimenti. Sono stati 150 i Carabinieri impiegati, di tutte le Stazioni di Roma, del Nucleo Investigativo di via In Selci e delle Compagnie di Intervento Operativo, con unità cinofile antidroga e antiesplosivo e coadiuvati dall’alto da un elicottero del Reparto di Pratica di Mare.

In tutta la Capitale, intanto, nelle ultime 24 ore, sono stati complessivamente 24 gli arresti computi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma nel corso dell’attività di controllo del  territorio che ha interessato gran parte dei quartieri romani, con una particolare attenzione per quelli periferici.

 

Furti in appartamenti di lusso: Carabinieri bloccano banda di georgiani

ROMA 22 Novembre 2011– Nella periferia sud di Roma (Loc. Borghesiana e Tor Bella Monaca) è stata condotta un’operazione dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati in collaborazione con le Compagnie dipendenti e le unità cinofile dei Carabinieri di Santa Maria Galeria, tesa a smantellare un pericoloso sodalizio criminoso dedito alla commissione di furti in abitazioni di lusso. Per questo motivo è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale nei confronti di 5 soggetti (di cui quattro georgiani ed 1 ucraino).

L’attività investigativa, che ha avuto inizio nella scorsa primavera proprio per fronteggiare il fenomeno dei furti in appartamento, è stata condotta prevalentemente attraverso strumenti investigativi tradizionali quali numerosi servizi di osservazione e pedinamento, individuazioni fotografiche, e, soprattutto attraverso un’accurata analisi del modus operandi dei ladri, che ha portato ad individuare la banda, composta da soggetti tutti provenienti dalla regione caucasica, tutti pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la persona, che si è resa responsabile di innumerevoli furti in appartamenti delle zone residenziali della Capitale. In particolare sono stati riscontrati dai Carabinieri circa 25 furti e parte della refurtiva è stata recuperata, sebbene si è certi che ne siano stati commessi molti di più, nella zona dei Castelli Romani ma anche e soprattutto nei quartieri romani di Montesacro, Collina Fleming e Trionfale.

La banda provvedeva ad individuare gli appartamenti d’interesse ed a studiare le abitudini dei proprietari sino ad individuare il momento in cui l’appartamento veniva lasciato incustodito. A quel punto, attraverso la forzatura delle serrature i ladri si introducevano all’interno impossessandosi di tutto ciò che riuscivano a portare con se: preziosi, apparecchi high tech, orologi, telefoni cellulari ed altro. I preziosi venivano poi, in alcuni casi spediti all’estero, in altri casi rivenduti sulla stessa piazza romana presso negozi “Compro Oro” o presso ricettatori di fiducia, tanto che, nel corso delle indagini, è stato possibile recuperare circa 50 chilogrammi di oggetti preziosi.

I cinque rivestivano all’interno del gruppo ciascuno ruoli ben precisi: due di essi erano i promotori ed organizzatori del sodalizio gestivano l’aspetto logistico, la coesione del gruppo, il reperimento anche all’estero di specifici macchinari ed attrezzature idonee all’apertura di porte blindate, controllavano l’esecuzione degli ordini impartiti e la vendita della refurtiva. Gli altri si dividevano i compiti proponendo gli obiettivi, curando l’apertura delle porte (uno di essi è particolarmente abile in questo).

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, grazie alle risultanze acquisite nel corso delle indagini ha potuto rubricare ai cinque, oltre ai capi di imputazione scaturenti dai singoli furti, anche l’art. 416 del codice penale, vale a dire l’associazione per delinquere.

Oltre all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari che hanno portato a recuperare numerosi gioielli, oggetti in argento, computer portatili provento dei furti, oltre che a vari arnesi atti allo scasso, specifici anche per aprire le blindature.

Sempre durante il blitz è stata rinvenuto in un appartamento in uso ad uno degli arrestati un laboratorio per estrarre la cocaina dai tessuti intrisi che vengono usati per portare clandestinamente la droga. In particolare all’interno dell’appartamento ove stavano due degli arrestati è stato sorpreso un peruviano con un borsone pieno di vestiti imbevuti di cocaina liquida, mentre dentro la raffineria è stata sorpresa una donna incensurata, amica di uno degli arrestati, la quale all’arrivo dei Carabinieri ha tentato di disfarsi del liquido in decantazione evidentemente estratto da altri capi di abbigliamento precedentemente trattati.