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Libia. Le Nazioni Unite impongono l’embargo delle armi.

Resolution 2292 / 2016 - photo ONUIn uno sforzo per attuare l’embargo sulle armi imposto alla Libia, oggi (ndr. 14.06.2016) il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato gli Stati membri, agendo a livello nazionale o tramite organizzazioni regionali, di ispezionare le navi in alto mare al largo della costa della Libia ritenute d’essere in violazione dell’embargo.

All’unanimità adottando la risoluzione 2292 (2016) ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, il Consiglio di 15 membri ha condannato il flusso di armi e di materiale connesso in Libia, tra cui per Stato islamico in Iraq e il Levante (ISIL / Da’esh) e altri gruppi terroristici nel paese. Ha esortato gli Stati membri a combattere, con tutti i mezzi, le minacce alla pace internazionale e alla sicurezza causate da atti terroristici.

Il Consiglio ha autorizzato gli Stati membri a utilizzare tutte le misure per realizzare tali ispezioni senza inutili ritardi o interferenze con l’esercizio della libera navigazione, e di sequestrare e smaltire il materiale sequestrato senza danneggiare l’ambiente marino o la sicurezza della navigazione.

Gli Stati membri che effettuano le ispezioni devono prontamente presentare una relazione scritta iniziale al Commissione 1970 istituita per supervisionare le sanzioni contro la Libia, spiegando i motivi e i risultati delle ispezioni e descrivendo gli sforzi per cercare il consenso dello Stato di bandiera della nave. Un successivo rapporto deve inoltre fornire particolari non previsti in quello iniziale.

Il Consiglio ha inoltre chiesto che il Segretario generale di fornire, entro 30 giorni, un rapporto sulla minaccia rappresentata dai combattenti terroristi stranieri reclutati o che hanno già aderito ad  ISIL, Al-Qaeda e gruppi associati, in Libia e nei paesi vicini, tra cui quelli fuori costa.

Federica Mogherini at Security CouncilL’adozione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite della risoluzione 2292 permetterà ad “Operazione Sophia” di svolgere “un ruolo importante anche nell’attuazione dell’embargo sulle armi dell’Onu sulla Libia”. E’ quanto osserva l’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Federica Mogherini, ricordando che “Operazione Sophia” è stata in prima linea nella risposta dell’Europa alla crisi dei rifugiati e dei migranti nel Mediterraneo. “Dall’inizio del suo mandato, un anno fa – ha osservato Mogherini – Operazione Sophia ha contribuito a salvare oltre 15 mila vite umane e a catturare 71 contrabbandieri sospettati”. Il capo della diplomazia Ue ha anche ricordato che i ministri dell’Unione hanno recentemente deciso di estendere il mandato della missione per la formazione della guardia costiera libica e per l’attuazione dell’embargo sulle armi, in attesa della risoluzione del Consiglio di sicurezza. “La risoluzione – ha osservato Mogherini – riflette il sostegno unanime della comunità internazionale al lavoro dell’Ue per far sì che il Mediterraneo sia un luogo più sicuro per tutti, soprattutto per i libici.

“Viste le circostanze eccezionali si decide di autorizzare per un periodo di 12 mesi dall’adozione della risoluzione gli stati membri (a livello nazionale o attraverso organizzazioni regionali) a ispezionare le navi nelle acque internazionali al largo delle coste libiche su cui si hanno fondati motivi di ritenere che stiano trasportando armi in violazione dell’embargo”.

Questo è quanto scritto nella risoluzione approvata il 14 giugno 2016, in cui si torna a sottolineare con forza la necessità che le autorità del governo unitario promuovano la stabilizzazione della Libia “come passo cruciale per affrontare la situazione politica, di sicurezza, umanitaria, economica e istituzionale allo scopo di fronteggiare la minaccia del terrorismo”.