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Cerimonia per gli Anniversario del 169° della Carica di Pastrengo e del 54° di fondazione del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo

Nella mattinata del 27 Aprile, presso la Caserma Salvo D’Acquisto, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette è stato celebrato il 54° annuale di fondazione del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo in concomitanza del  169° anniversario della “Carica di Pastrengo”, noto fatto d’armi avvenuto nel 1848, durante la prima guerra d’indipendenza, allorquando il Maggiore Negri di Sanfront, Comandante dei tre Squadroni Carabinieri di scorta a Carlo Alberto, re di Sardegna, percepito il tentativo di accerchiamento attuato dalle truppe austriache durante uno spostamento del sovrano, ordinò immediatamente la carica. Al grido “Pastrengo” 280 cavalieri, sciabole alla mano, caricarono tre volte  gli austriaci, che sorpresi dalla carica inattesa ripiegarono abbandonando le loro postazioni.
Il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, erede delle gloriose tradizioni ippiche dell’Arma, è l’ultimo Reggimento interamente montato delle Forze Armate Italiane e svolge le normali attività d’istituto, quali pattuglie e perlustrazioni in aree impervie dell’intero territorio nazionale, e fornisce concorso nell’espletamento di servizi di ordine pubblico e soccorso in caso di pubbliche calamità.
Al termine della celebrazione, dopo le dimostrazioni di ordine pubblico a cavallo e di dressage, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Claudio Graziano e di quello della Repubblica Ceca Gen. Josef BEČVÁŘ è stata rievocata la carica con l’esibizione dei cavalieri del Reggimento nel famoso “Carosello Equestre”.

 

(fonte: www.carabinieri.it)

Carabinieri. Conferenza sul terrorismo confessionale: minaccia, prevenzione e contrasto internazionale

conferenza-terrorismo-confessionaleSi è svolta a Roma, presso la caserma “Salvo D’Acquisto” la conferenza internazionale sul tema “Il terrorismo di matrice confessionale: caratteristiche della minaccia e strumenti per la prevenzione e il contrasto in ambito internazionale”.
L’evento, che si è aperto la mattina del 30 novembre con i saluti del Comandante Generale Tullio Del Sette e con un intervento del Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, è stato organizzato dall’Arma per approfondire il quadro e le possibili linee evolutive della minaccia fondamentalista e per analizzare gli strumenti di prevenzione e di contrasto attualmente disponibili.
I lavori della mattinata, moderati dal Presidente del Centro Sudi Internazionali Andrea Margelletti, sono stati aperti dal Direttore del DIS Alessandro Pansa e dai Direttori delle Agenzie di Sicurezza nazionali Mario Parente (AISI) e Alberto Manenti (AISE), che hanno illustrato l’attuale scenario di riferimento e il modello italiano di prevenzione e contrasto al terrorismo.
A seguire sono stati affrontati argomenti di grande attualità come la radicalizzazione ed il fenomeno dei “lupi solitari”, mentre diversi spunti di riflessione sono stati offerti dal Direttore de “La Stampa”, Maurizio Molinari, con il suo intervento sulla cronaca del terrorismo come opportunità di contro-narrativa jihadista.
Ha poi preso la parola il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, che ha tenuto un discorso sulla continuità tra vecchi e nuovi terrorismi alla luce dell’esperienza giudiziaria italiana.
Ha concluso la prima serie di interventi il Sottosegretario Marco Minniti, proseguendo l’esposizione delle strategie adottate dalle Forze di Polizia nei teatri della “global jihad”, con particolare riferimento alle esperienze maturate nei Paesi colpiti da gravi atti terroristici.
Nel pomeriggio sono intervenuti il rappresentante per l’Italia di Eurojust Filippo Spiezia, il Vicecapo della Counterterrorism Section National Security Division del Dipartimento della Giustizia USA  Matthew Blue, il Deputy Assistant Director della divisione antiterrorismo dell’FBI Steven Harsen, il Direttore dell’European Counter Terrorism Centre (ECTC) di Europol Col. Manuel Navarrete Paniagua, il Capo delle Relazioni internazionali dell’Unità di coordinamento della lotta al terrorismo della Direzione Generale della Polizia Francese Jean Pascal Mariani ed il Capo Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa Amm. Pasquale Simoncini.

(fonte www.carabinieri.it)

Missioni di Peacekeeping: modello Carabinieri, “Voi siete i migliori”. Il Generale Petraeus riceve dal Ministro della Difesa La Russa la Croce D’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri.

« Un momento significativo per l’Arma dei Carabinieri che vuole sottolineare il suo impegno nel territorio per la stabilizzazione e per la pace anche attraverso l’addestramento delle forze di polizia locale ». Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Leonardo Gallitelli, ha espresso la vicinanza della Benemerita al Generale Usa David Howell Petraues, Comandante ISAF e U.S. Force in Afghanistan, durante una intensa cerimonia che lo scorso giovedì 9 giugno 2011 ha visto la consegna della Croce d’Oro al Merito all’alto ufficiale americano presso la caserma “Salvo D’Acquisto”, sede del Comando Unità Mobili e Specializzate Carabinieri “Palidoro”.

« Radicate e profonde sono le relazioni d’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America – ha dichiarato il Comandante Generale Gallitelli –  e la riconoscenza che l’Arma vuole esprimere al Generale Petraeus, vero mentore dell’Arma in tutti i contesti difficili e delicati dove i carabinieri hanno avuto il privilegio di operare sotto al sua alta responsabilità ».

E’ infatti nota la valorizzazione che il Gen. Petraeus ha fatto della presenza dei Carabinieri nei teatri operativi dell’Iraq e dell’Afghanistan dove l’Arma è presente in tre centri addestrativi con risultati straordinari che hanno contribuito a creare quello che è oramai da tutti riconosciuto come il “modello Carabinieri” nelle missioni di peacekeeping.

« La formula nuova che lei ha contribuito ad ideare – ha continuato il Gen. Gallitelli – la rende alfiere della professionalità, del coraggio, e della abnegazione dei carabinieri che operano fuori dai confini nazionali: ci inorgoglisce la sua affettuosa ammirazione ed e’ per questo che stasera le vogliamo dimostrare la nostra riconoscenza ed augurarle i migliori auspici per il nuovo incarico quale direttore della CIA ».

Nelle motivazioni dell’onorificenza, che è stata concessa su proposta del Generale Gallitelli, si legge: “…. soldato impareggiabile e interprete tenace e lungimirante degli ideali di libertà e democrazia, ha offerto ripetute prove di coraggio e di straordinarie doti organizzative per combattere la minaccia terroristica e per affermare l’ordinata e pacifica convivenza dei popoli. Il Generale Petraeus, amico e convinto estimatore dell’Arma dei Carabinieri per l’addestramento e la riorganizzazione delle forze di polizia irachene e afghane, valorizzando e facendo risaltare le peculiari capacità professionali dei Carabinieri in tutti i contesti internazionali. Il Generale Petraeus con la sua opera saggia, appassionata e instancabile, ha rafforzato in modo straordinario il prestigio dell’Arma dei Carabinieri e dell’Italia nel mondo“.

L’onoreficenza è stata consegnata dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ed alla cerimonia  hanno partecipato l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia S.E. Thorne, il Consigliere Diplomatico del Presidente della Repubblica S.E. Stefanini, il Direttore Generale per il Sistema Paese del MAE S.E. Melani, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Biagio Abrate, i Vertici dell’Istituzione, i Comandanti dei Reparti dell’Arma impiegati all’estero in operazioni di peacekeeping, nonché una rappresentanza del Co.Ce.R..

« La Sua  presenza testimonia l’affetto e la stima che Lei più volte ha espresso verso i soldati italiani, e in particolare i Carabinieri, impegnati in Iraq e in Afghanistan – ha detto il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, ricordando lo storico rapporto di alleanza ed amicizia che lega l’Italia e gli Stati Uniti d’America e di come oggi le relazioni tra i due Paesi siano così forti e piene di prospettive per il futuro – un rapporto privilegiato frutto di una comune identità di vedute che, da molti anni ormai, ha portato le Forze Armate dei due paesi ad operare quasi sempre in stretto contatto in tanti Teatri particolarmente difficili, per difendere gli irrinunciabili Valori di Libertà e Democrazia ».

Il Generale Petraeus, amico ed estimatore dell’Arma già da diversi anni, ha potuto valutare l’efficacia del “modello carabinieri” sia in Bosnia, dove ne ha apprezzato l’attività di peacekeeping ed antiterrorismo, sia in Iraq, per l’attività addestrativa che viene svolta a favore della “Iraqi National Police”. L’elemento chiave del successo di tale “modello” risiede nella sua duplice veste di forza “militare” e “di polizia”, in grado di svolgere compiti operativi d’imposizione dell’ordine e della sicurezza pubblica in aree destabilizzate e di assistenza per la ricostruzione e il funzionamento delle istituzioni. Così, in virtù dell’importante ruolo assunto anche nel teatro operativo afgano, il generale statunitense ha promosso l’impiego dei Carabinieri nell’attività addestrativa delle forze di polizia locali.

L’alto ufficiale statunitense, che nel 2007 è stato definito dalla rivista “Time” tra i 100 leader più influenti nel mondo ed è stato uno dei quattro candidati alla prestigiosa qualifica di “Person of the Year”, vanta una lunga esperienza in operazioni di sostegno della pace. La consegna dell’onorificenza al Gen. Petraeus, che in Italia ed all’estero ha sempre espresso il proprio incondizionato apprezzamento per l’attività svolta dai Carabinieri, assume un valore ancora più importante poiché avviene a poco più di un mese dalla sua nomina a Direttore della CIA e dall’importante operazione militare che ha condotto all’acquisizione del covo di Bin Laden.

Nel corso del suo intervento, il generale statunitense ha esteso la sua personale gratitudine anche a tutte le nostre Forze Armate, rivolgendo il pensiero ai 26 italiani che, nella missione Isaf, hanno perso la vita.

« E’ un lavoro in cui siete veramente i migliori – ha affermato Petraeus – che è di fatto cruciale nello sviluppo della polizia afghana e che continuerà ad essere fondamentale nei prossimi mesi quando cominceremo a trasferire la responsabilità nella sicurezza alle forze locali. Il vostro Paese – ha sottolineato Petraeus rivolgendosi al Ministro La Russa – sta dando un grande contributo all’impegno congiunto , volto ad aiutare i nostri partner afghani ».

E in risposta alla metafora sportiva con cui ancora una volta l’ufficiale ha definito l’Arma dei Carabinieri “la Michael Jordan dell’addestramento”, il Ministro La Russa ha ribattuto affermando che “per noi, avere come capo in Afghanistan un uomo come il Generale Petraeus è come, per una squadra di calcio, avere come allenatore Mourinho o Trapattoni”.

Il Generale Petraeus ha concluso il suo intervento con un “Mille grazie”  pronunciato con tipico accento americano, visibilmente emozionato, e col cuore. ( cm )