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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Abrate, in visita ai contingenti militari italiani in Afghanistan e Libano

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Biagio Abrate si è recato dal 14 al 17 febbraio in visita in Afghanistan e in Libano per portare il saluto ai militari italiani e per incontrare le principali autorità locali.

Nei giorni 14 e 15 febbraio, il Generale Abrate è stato a Kabul, dove ha incontrato l’Ambasciatore italiano, Claudio Glentzer, il Capo di Stato Maggiore della Difesa afgano, Generale Shir Mohammad Karimi e il comandante della missione Isaf, Generale David Petraeus.

Durante l’incontro con il Generale Karimi è stata affrontata la situazione afgana e quella del contesto regionale.
In particolare, il Generale Karimi ha evidenziato l’importanza che le istituzione afgane, nell’ambito del “processo di transizione” da poco cominciato, «assumano gradualmente il totale controllo del proprio Paese».

Ha poi ringraziato il Generale Abrate per il lavoro di addestramento e cooperazione che i militari italiani svolgono quotidianamente con le forze di sicurezza afgane.

L’ottimo lavoro dei militari italiani e, più in generale, dell’Isaf è dimostrato dal fatto che «gli insurgents non stanno attaccando solo le unità militari, ma anche obiettivi civili, come supermercati e piazze». «Questo significa – prosegue il Generale Karimi – che il controllo del territorio da parte della coalizione è efficace e che gli insurgents si sentono pressati».

Anche il Generale Petraeus ha espresso parole di elogio verso i militari italiani indicandoli come «esempio per la capacità di interfacciarsi con la popolazione e con le forze di sicurezza afgane».

Il Generale Abrate si è poi recato a Herat presso il Contingente militare italiano, dove è stato accolto dal Comandante del Regional Command West, Generale di Brigata Marcello Bellacicco.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha incontrato i militari italiani di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, schierati per l’occasione in “Piazza Italia”, e ha rivolto loro l’apprezzamento per quanto stanno facendo in favore della popolazione afgana.

Il Generale ha poi visitato i reparti aerei italiani di Esercito, Marina e Aeronautica, oltre ad incontrare i vertici delle forze di sicurezza afgane con i quali ha trattato temi inerenti le operazioni e l’addestramento del personale afgano.

Il 16 febbraio dopo aver visitato alcune postazioni militari poste all’interno della “bolla di sicurezza” nella zona di Bala Murghab, ha lasciato l’Afghanistan per recarsi in Libano.

Al suo arrivo a Beirut, sempre accompagnato dal Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo D’armata Giorgio Cornacchione, ha incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Libano Giuseppe Morabito, il Vice Comandante di UNIFIL Generale di Brigata Santi Bonfanti ed il Comandante del Settore Ovest di UNIFIL, Generale di Brigata Guglielmo Luigi Miglietta.

L’ambasciatore ha colto l’occasione per  riportare il sentimento di stima e gratitudine che i libanesi hanno nei confronti dei militari italiani operanti in UNIFIL.

Nella mattina del 17 febbraio, si è tenuto l’incontro con il Comandante delle Forze Armate libanesi Generale Jean Kahwajii, il quale ha espresso grande apprezzamento per la fattiva collaborazione con cui i nostri militari quotidianamente operano e collaborano con le Forze Armate libanesi nel sud del Libano.

Come previsto dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, uno dei principali compiti affidato alle truppe di UNIFIL, infatti, è quello di  assicurare il supporto alle Forze Armate libanesi affinché possano esercitare in quest’area la piena sovranità nazionale.

A seguire, la delegazione ha raggiunto, in elicottero, ITALAIR l’Unità di volo italiana di UNIFIL, dove ha incontrato anche il personale Italiano in servizio presso il comando multinazionale della missione.

La visita è proseguita con l’incontro con il Force Commander di UNIFIL, Maggior Generale Alberto Asarta Cuevas.
Il Capo della Missione ha manifestato la soddisfazione di avere alle sue dipendenze un contingente così preparato e motivato come quello italiano, sottolineando l’alto livello di professionalità e l’importante apporto dato dai nostri militari alla missione.

La delegazione, durante il trasferimento verso la base italiana di Shama, ha sostato presso un “check point” congiunto Caschi Blu Italiani e Forze Armate Libanesi, dove il Generale Abrate ha constatato di persona le sinergie esistenti tra le due realtà, che dal 2006 collaborano fattivamente nel controllo del territorio e nel mantenimento della pace nel sud del Libano.

Al suo arrivo presso il comando del settore ovest a guida italiana, composto oltre che dai 1600 militari italiani anche dai 2300 militari di Francia, Ghana, Malesia, Slovenia, Corea del Sud e Brunei, al Capo di Stato Maggiore sono stati tributati gli onori militari da un picchetto in armi ed è stato poi accolto dal 75° Comandante della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” e Comandante del Settore Ovest di UNIFIL.

Il Generale Abrate, rivolgendo il proprio saluto ai militari Italiani ha espresso loro  “la piena soddisfazione e il pieno riconoscimento a Ufficiali, Sottufficiali, volontari di tutte le Forze Armate anche in questa parte del mondo per il costante impegno profuso nonché la vicinanza e l’orgoglio da parte delle Istituzioni”.

Al temine, il Capo di stato Maggiore della Difesa è intervenuto in una attività addestrativa congiunta con le Forze Armate libanesi, volta alla costituzione di un posto comando tattico idoneo a fronteggiare una emergenza di protezione civile in caso di disastro naturale.

Alle ore 15.00, il Generale Abrate ha lasciato la base di Shama diretto verso l’aeroporto di Beirut dal quale ha fatto rientro in Italia.

( foto www.difesa.it )

Afghanistan: successo della seconda operazione “Districts Stability”

HERAT 30 Agosto 2010 – Si è conclusa con successo al termine di sei giorni di attività nel distretto di Chest-e-Sharif, a 140 km da Herat, una nuova operazione di “Districts Stability” condotta in partnership con le forze di sicurezza afgane dal Provincial Reconstruction Team e dalla Task-Force Centre, le unità costituite rispettivamente dal 1° reggimento artiglieria da montagna e dal 3° reggimento alpini della brigata Taurinense, cui si è aggiunto un team del 28° reggimento Comunicazioni Operative di Pesaro.

L’operazione – svolta con oltre 20 veicoli blindati Lince – si è articolata in una serie di ricognizioni e incontri con i leader locali del distretto, per verificare tra l’altro lo stato di diversi seggi elettorali in vista delle votazioni di settembre. Gli Alpini della 34ma compagnia della Task Force Centre si sono recati insieme alla polizia afgana fino alla diga di Salma, una delle principali dell’intero paese, dove hanno verificato le condizioni di sicurezza dell’area.

Momento culminante dell’operazione – mirata a estendere il raggio d’azione delle istituzioni di Herat nei distretti remoti della provincia nei quali la presenza governativa è limitata – è stata la convocazione di una shura (assemblea) a cui hanno partecipato oltre 250 persone tra esponenti governativi, anziani dei villaggi e mullah. Alla shura ha partecipato anche il generale Claudio Berto, comandante del Regional Command West, il quale ha presentato il progetto di riparazione della strada che collega Herat e Chest – e – Sharif, un’opera da 100.000 Euro che sarà finanziata dal Ministero della Difesa. Il progetto consentirà tra l’altro lo sviluppo del commercio del marmo bianco delle cave di Chest – e – Sharif, per il quale esiste l’interessamento di ditte italiane del settore.

Il Provincial Reconstruction Team ha poi annunciato la costruzione di 1 pozzo della profondità di oltre 100 metri, e ha donato beni per un valore di 36.000 Euro.

Afghanistan: un ospedale pediatrico per i bambini di Herat

Afghanistan: un ospedale per i bambini di Herat HERAT 13 Maggio 2010 – Un ospedale pediatrico per i bambini afghani! Lo sforzo congiunto del Ministero degli Esteri e del Ministero della Difesa consentirà alla popolazione afgana di disporre da oggi di due strutture sanitarie di primissimo ordine: un Ospedale Pediatrico ed un Ospedale Regionale completamente ristrutturati che serviranno un bacino di circa 1milione di persone. L’inaugurazione delle strutture realizzate con fondi italiani è avvenuto lo scorso 5 maggio alla presenza del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Elisabetta Belloni, che ha tagliato per due volte un nastro tricolore insieme al generale Claudio Berto, comandante del Regional Command West di ISAF e al governatore di Herat, Yusuf Nooristani.

Queste strutture sanitarie rappresentano un esempio di fattiva e concreta sinergia tra le diverse presenze italiane che ad Herat, la capitale economica dell’Afghanistan, operano in favore della ricostruzione e della stabilizzazione di una Provincia chiave della regione occidentale dell’Afghanistan: la componente civile, guidata dal dott. Sergio Maffettone; la componente militare del Provincial Reconstruction Team, guidata dal col. Emmanuele Aresu; la Cooperazione Italiana ad Herat, rappresentata dal dr. Marco Urago.

All’Ospedale Regionale, la Cooperazione Italiana ha provveduto alla ristrutturazione dell’Ospedale e alla fornitura di apparecchiature elettromedicali per i quattro principali reparti: Pronto Soccorso, Radiologia, Laboratorio Analisi e Sale Operatorie per un investimento complessivo di oltre 1,2milioni di euro. Il PRT, attraverso ingegneri militari, che operano nel CIMIC Centre, ha finanziato i lavori per la cabina di trasformazione e l’allacciamento alla rete di distribuzione principale, ad oltre 5 km di distanza dalla sede dell’Ospedale, per un investimento da parte del Ministero della Difesa di 180mila euro.

Altrettanto presso l’Ospedale Pediatrico: costruito sempre dalla componente militare del PRT di Herat nel 2008 con un investimento di oltre 850 mila euro, dispone della struttura principale per i reparti sanitari e di una guesthouse per lo staff. La Cooperazione Italiana ha provveduto, con un investimento complessivo di oltre 1milione di euro, all’allestimento e all’equipaggiamento e ha sviluppato le attività di sostegno e formazione del personale medico e paramedico. Le attività di supporto della Cooperazione si articolano anche attraverso il sostegno all’acquisto di farmaci, il trasporto gratuito dei pazienti dall’ospedale regionale al pediatrico ed il servizio mensa per lo staff.

L’ospedale pediatrico, che dispone di 100 posti letto, nel corso dell’ultimo anno ha curato oltre 15mila pazienti, di cui 7mila ricoverati. Tale ospedale è peraltro strettamente connesso all’attività sanitaria di supporto alla popolazione che viene condotta ogni giorno dal personale medico militare del PRT che dal 2005 ha visitato oltre 23mila pazienti e che, dal 2008, si avvale dell’Ospedale Pediatrico per i casi che necessitano ricoveri o cure più complesse.