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Commemorazione del 69° anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

ROMA 24 Marzo 2013 – Nel Sacrario delle Fosse Ardeatine, alla presenza del Capo dello Stato, è stato commemorato il 69esimo anniversario dell’eccidio nel quale persero la vita 335 persone, tra cui 12 carabinieri.

Il 23 marzo 1944 membri dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) tesero un agguato a un Reparto delle S.S. a Roma, in Via Rasella, in cui morirono 33 soldati tedeschi. In risposta all’attentato, Hitler ordinò di fucilare i responsabili o, in alternativa, di effettuare una rappresaglia secondo il rapporto di 10 italiani per ogni soldato tedesco ucciso nell’agguato. I Reparti della Gestapo e delle S.S. di Roma, guidati dal Tenente Colonnello Herbert Kappler, dopo aver inutilmente intimato ai responsabili di costituirsi, riunirono 335 persone, traendole in gran parte dalle prigioni di Via Tasso, sede romana della Gestapo, ove erano rinchiusi tutti i prigionieri politici, i sospetti partigiani e loro fiancheggiatori. Ad essi aggiunsero 12 carabinieri, numerosi ebrei, criminali comuni detenuti nel carcere di Regina Coeli, nonché elementi rastrellati all’ultimo minuto su delazione.

Tutti quanti furono trasportati nelle cave di pozzolana vicine alle Catacombe di S.Callisto, sulla via Ardeatina, ove furono trucidati con raffiche di mitragliatrice. Al termine delle esecuzioni, genieri tedeschi fecero saltare in aria le pareti della cava ricoprendo i cadaveri, che furono riesumati, dopo la liberazione alleata di Roma, il 4 giugno 1944. Alla commemorazione hanno partecipato le massime Autorità civili e militari dello Stato. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ha deposto, su ciascuno dei 12 sacelli dei Carabinieri Caduti, una composizione floreale.

Il Generale Gallitelli poi, presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma, ha deposto una Corona d’alloro ai piedi della lapide sulla quale sono scolpiti i 12 nomi delle vittime dell’eccidio: i Tenenti Colonnelli Giovanni Frignani e Manfredi Talamo, il Maggiore Ugo De Carolis, il Capitano Raffaele Aversa, i Tenenti Genserico Fontana e Romeo Rodriguez Pereira, il Maresciallo Francesco Pepicelli, i Brigadieri Candido Manca e Geraldo Sergi, il corazziere Calcedonio Giordano, i Carabinieri Augusto Renzini e Gaetano Forte. Alla commemorazione erano presenti anche i Vertici Istituzionali, i Presidenti dell’A.N.C. e dell’O.N.A.O.M.A.C., nonché la Rappresentanza Militare. La cerimonia si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa e con il saluto ai familiari dei caduti e alle rappresentanze intervenute.

 

( courtesy www.carabinieri.it )

Commemorazione del 69° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine

ROMA 24 Marzo 2013 – Nel Sacrario delle Fosse Ardeatine, alla presenza del Capo dello Stato, è stato commemorato il 69esimo anniversario dell’eccidio nel quale persero la vita 335 persone, tra cui 12 carabinieri.

Il 23 marzo 1944 membri dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) tesero un agguato a un Reparto delle S.S. a Roma, in Via Rasella, in cui morirono 33 soldati tedeschi. In risposta all’attentato, Hitler ordinò di fucilare i responsabili o, in alternativa, di effettuare una rappresaglia secondo il rapporto di 10 italiani per ogni soldato tedesco ucciso nell’agguato. I Reparti della Gestapo e delle S.S. di Roma, guidati dal Tenente Colonnello Herbert Kappler, dopo aver inutilmente intimato ai responsabili di costituirsi, riunirono 335 persone, traendole in gran parte dalle prigioni di Via Tasso, sede romana della Gestapo, ove erano rinchiusi tutti i prigionieri politici, i sospetti partigiani e loro fiancheggiatori. Ad essi aggiunsero 12 carabinieri, numerosi ebrei, criminali comuni detenuti nel carcere di Regina Coeli, nonché elementi rastrellati all’ultimo minuto su delazione.

Tutti quanti furono trasportati nelle cave di pozzolana vicine alle Catacombe di S.Callisto, sulla via Ardeatina, ove furono trucidati con raffiche di mitragliatrice. Al termine delle esecuzioni, genieri tedeschi fecero saltare in aria le pareti della cava ricoprendo i cadaveri, che furono riesumati, dopo la liberazione alleata di Roma, il 4 giugno 1944. Alla commemorazione hanno partecipato le massime Autorità civili e militari dello Stato. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ha deposto, su ciascuno dei 12 sacelli dei Carabinieri Caduti, una composizione floreale.

Il Generale Gallitelli poi, presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma, ha deposto una Corona d’alloro ai piedi della lapide sulla quale sono scolpiti i 12 nomi delle vittime dell’eccidio: i Tenenti Colonnelli Giovanni Frignani e Manfredi Talamo, il Maggiore Ugo De Carolis, il Capitano Raffaele Aversa, i Tenenti Genserico Fontana e Romeo Rodriguez Pereira, il Maresciallo Francesco Pepicelli, i Brigadieri Candido Manca e Geraldo Sergi, il corazziere Calcedonio Giordano, i Carabinieri Augusto Renzini e Gaetano Forte. Alla commemorazione erano presenti anche i Vertici Istituzionali, i Presidenti dell’A.N.C. e dell’O.N.A.O.M.A.C., nonché la Rappresentanza Militare. La cerimonia si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa e con il saluto ai familiari dei caduti e alle rappresentanze intervenute.

 

( courtesy www.carabinieri.it )

Giurano gli allievi Carabinieri del 129mo corso: in 198 ricevono gli alamari.

ROMA 20 Aprile 2012 – Questa mattina, in Roma, all’interno della caserma “Orlando De Tommaso”, sede della Legione AllieviCarabinieri, hanno avuto luogo le cerimonie di giuramento solenne e conferimento degli alamari ai 198 Allievi Carabinieri frequentatori, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma, del 129° corso formativo intitolato al “Carabiniere Giuseppe Plado Mosca, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria”. Nella circostanza è stata altresì celebrata la “Giornata delle Medaglie d’Oro al Valor Militare”. All’evento ha partecipato il Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Clemente Gasparri e il Comandante della Legione Allievi Carabinieri, Generale di Brigata Enzo Bernardini, nonché varie autorità e i familiari degli Allievi Carabinieri.

La Legione Allievi Carabinieri, che nel 2011 ha celebrato il 150° anniversario della sua costituzione, è l’Istituto di formazione più antico dell’Arma dei Carabinieri e trae le sue origini dal Deposito di Reclutamento fondato nel 1822.

Forse non tutti sanno che la Legione Allievi Carabinieri non ha una propria Bandiera di Istituto, tipica degli Enti addestrativi militari, in quanto da 118 anni ha l’onore di custodire la Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri.

La Legione Allievi ha formato tutti i Carabinieri che, nella duplice veste di soldati e di tutori della legge, hanno servito la Patria, in pace ed in guerra, nel territorio nazionale e all’estero, talvolta sino all’estremo sacrificio, come avvenuto, la notte tra l’8 e il 9 settembre 1943, a Roma, presso il ponte della Magliana, dove, nei combattimenti per la difesa della Capitale contro soverchianti forze tedesche, caddero numerosi giovani Allievi Carabinieri ed il loro Comandante, il Capitano Orlando De Tommaso, cui è stata intitolata la sede della Legione. Questa vicenda, tra le tante che hanno visto protagonisti i Carabinieri, come la deportazione in Germania, il mattino del 7 ottobre del 1943, di oltre 2.000 Carabinieri in servizio a Roma che vennero fatti radunare anche presso la caserma della Legione Allievi, merita di essere ricordata perché emblematica del legame che lega l’Arma alla città eterna, il cui gonfalone, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha partecipato alla cerimonia presso la Legione AllieviCarabinieri.