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Celebrato il 199° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

ROMA 06 Giugno 2013 – Il 5 giugno 2013 l’Arma dei Carabinieri ha celebrato il 199° Annuale della propria Fondazione.
Nella mattinata, il Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli ha reso visita al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presso il Palazzo del Quirinale.
Nella circostanza, al seguito del Generale Gallitelli, in rappresentanza di tutti i Carabinieri d’Italia, vi era anche un simbolico gruppo di allievi provenienti dagli Istituti di Formazione della Benemerita.
A seguire, nel pomeriggio, all’interno della Caserma Hazon, sede del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, si è svolta una breve e sobria cerimonia alla presenza del Ministro della Difesa Mario Mauro, del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e del Comandante Generale dell’Arma.

Lo schieramento dei Reparti è avvenuto con l’accompagnamento musicale della prestigiosa Banda dell’Arma dei Carabinieri. Il Reggimento di formazione, al Comando del Col. Paterna, era formato da tre Compagnie. La prima rappresentata da Ufficiali Allievi della Scuola Ufficiali Carabinieri, la seconda da allievi provenienti dai altri reparti di formazione dell’Arma: Scuola Marescialli e Brigadieri e Legione Allievi Carabinieri. La terza, di carattere “operativo” rappresentata da militari dell’Arma dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”. Sono stati poi resi gli Onori al Ministro della Difesa, che ha passato in rassegna i Reparti accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.

Per l’occasione, è stata data lettura del messaggio augurale che il Capo dello Stato ha inviato al Comandante Generale dell’Arma, nel quale ha sottolineando come i Carabinieri abbiano, nella storia, intessuto un profondo legame con gli Italiani, fatto di “solidarietà, fiducia, dedizione al bene comune e capacità di rispondere ai bisogni della gente”, grazie soprattutto alla preziosa azione svolta dalle Stazioni Carabinieri“impareggiabili” e “autentici simboli della vicinanza dello Stato ai cittadini“. Successivamente ha preso la parola il Ministro della Difesa Mario Mauro, il quale ha dapprima rivolto “un commosso e grato pensiero ai Carabinieri che, in ossequio al giuramento prestato, hanno offerto la propria vita per servire, con dedizione silenziosa, il Paese, le Istituzioni e i Cittadini“, definendo la Benemerita “Istituzione fondamentale, vero e proprio presidio di libertà“. Il Ministro ha quindi affermato che, alla vigilia del terzo secolo di storia, l’Arma “guarda al futuro con la forza e la determinazione che derivano dalla responsabile consapevolezza di rappresentare un’importante garanzia e un baluardo per la difesa del Bene comune“.

Fase saliente della cerimonia è stata la consegna delle “Ricompense” ai Carabinieri maggiormente distintisi nelle attività di servizio con le motivazioni a fianco di ciascuno indicate:

Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” all’App. Sc. Tiziano Della Ratta, già effettivo al NORM della Cp. di Maddaloni (CE): “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa e insigne coraggio, presente in abiti civili per indagini di polizia giudiziaria all’interno di una gioielleria, non esitava, unitamente a un commilitone, ad affrontare tre malviventi armati di pistola, entrati per perpetrare una rapina. Esponendosi coscientemente al fuoco dei malfattori, anche a protezione dei due clienti presenti, replicava efficacemente con l’arma in dotazione prima di essere mortalmente ferito e di accasciarsi esanime al suolo. Il pronto intervento di altri militari consentiva l’immediato arresto dei due rapinatori rimasti feriti, mentre altri otto correi venivano catturati nel corso delle successive e tempestive investigazioni. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”. Maddaloni (CE), 27 aprile 2013;

Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” all’App. Giovanni SALVO, già effettivo alla Stazione di Villaricca (NA): “Con coraggiosa determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, nello svolgimento di un servizio di pattuglia in territorio caratterizzato da elevato indice di criminalità, non esitava a porsi all’inseguimento di due sospetti rapinatori che si erano dati alla fuga a bordo di un motoveicolo. Nel corso dell’intervento, condotto a forte velocità lungo un’arteria stradale ad alta densità di traffico, veniva coinvolto in un incidente stradale, a seguito del quale riportava gravissime lesioni che ne causavano la morte. Fulgido esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere spinti fino all’estremo sacrificio”. Giugliano in Campania (NA), 9 ottobre 2009;

Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo e di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero “alla memoria” all’App. Sc. Manuele Braj, già effettivo al 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia” (GO): “Addetto alla Squadra Shooting Range / Fire Arms del Police Speciality Training Team di Adraskan (Afghanistan), nell’ambito della missione ISAF, in un contesto ambientale caratterizzato da persistente ed elevatissimo rischio proveniente da sommerse sacche di ostilità, dedicava ogni personale risorsa all’assolvimento del compito assegnato, impegnandosi con instancabile slancio ed intima convinzione nelle attività di addestramento e di supporto in favore della polizia locale. Nel corso della supervisione dell’esercitazioni a fuoco presso il poligono di tiro della locale base, veniva mortalmente investito dalla devastante deflagrazione causata dall’impatto di un razzo esploso da appartenenti a cellula terroristica contro la garitta di osservazione, ove si trovava unitamente ad altri militari. L’altissimo spirito di abnegazione, il cosciente sprezzo del pericolo e la straordinaria professionalità costantemente testimoniati hanno consentito il perseguimento degli scopi della rischiosa missione, esaltando il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate a livello internazionale. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevatissimo senso del dovere ed assoluta dedizione al servizio”. Adraskan (Afghanistan), 25 giugno 2012.

Medaglia d’Oro al Valor Civile al Brig. Giuseppe Giangrande e al Car. Sc. Francesco Negri, effettivi al 6° Battaglione “Toscana”:

  • Brig. Giuseppe Giangrande “Addetto a Battaglione Mobile, nel corso di servizio di ordine pubblico nei pressi di importante sede Istituzionale, tentava, per scongiurare i rischi all’incolumità di numerose persone, di porre in essere una reazione ad efferata e improvvisa azione di fuoco, venendo gravemente ferito da un proiettile esploso da breve distanza, evidenziando grande coraggio ed altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
  • Car. Sc. Negri: “Addetto a Battaglione Mobile, nel corso di servizio di ordine pubblico nei pressi di importante sede Istituzionale, tentava, per scongiurare i rischi all’incolumità di numerose persone, di porre in essere una reazione ad efferata e improvvisa azione di fuoco, venendo ferito da due proiettili esplosi da breve distanza, evidenziando grande coraggio ed altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
    Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al V.Brig. Delio Marco Murrighile e all’App. Ciro Cafiero, effettivi al 6° Btg. “Toscana”:
  • V.Brig. Murrighile: “Durante un servizio di ordine e sicurezza pubblica svolto a protezione della sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dando prova di eccezionale coraggio e sprezzo del pericolo, interveniva con risoluta determinazione nei confronti di un uomo armato di pistola che aveva proditoriamente e gravemente ferito due Carabinieri impegnati nel medesimo dispositivo di sicurezza. Benchè superficialmente attinto, senza conseguenze, da un colpo di pistola, riusciva, unitamente ad altro militare, a bloccare, disarmare e trarre in arresto l’attentatore. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
  • App. Cafiero: “Durante un servizio di ordine e sicurezza pubblica svolto a protezione della sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dando prova di eccezionale coraggio e sprezzo del pericolo, interveniva con risoluta determinazione nei confronti di un uomo armato di pistola che aveva proditoriamente e gravemente ferito due Carabinieri impegnati nel medesimo dispositivo di sicurezza. Benchè costantemente esposto ad azione di fuoco, riusciva, unitamente ad altro militare, a bloccare, disarmare e trarre in arresto l’attentatore. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
    Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Mar. Ca. Tiziano Perilli e al Mar. Ca. Fabio De Angelis, effettivi alla Stazione di Cuggiono (MI):
  • Mar. Ca. Perilli: “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, due malviventi che, armati di pistola, dopo aver tentato una rapina in danno di un istituto di credito, si erano asserragliati all’interno di un edificio disabitato. Fatto segno a proditoria azione di fuoco, replicava con l’arma in dotazione, costringendo alla resa uno dei malviventi. L’intervento si concludeva con l’arresto di entrambi i rapinatori e il sequestro delle armi. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Buscate (MI), 5 aprile 2013;
  • Mar. Ca. De Angelis: “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, due malviventi che, armati di pistola, dopo aver tentato una rapina in danno di un istituto di credito, si erano asserragliati all’interno di un edificio disabitato. Benchè fatto segno a proditoria azione di fuoco, replicava con l’arma in dotazione e non esitava a fare irruzione nello stabile, costringendo alla resa uno dei malviventi dopo averlo ferito ad una gamba. L’intervento si concludeva con l’arresto di entrambi i rapinatori e il sequestro delle armi. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Buscate (MI), 5 aprile 2013;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Brig. Cosimo Raho, effettivo al NORM della Cp. di Manduria (TA): “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava a porsi all’inseguimento di due individui che, per sottrarsi a un controllo, si erano dati a precipitosa fuga. Fatto segno a proditoria azione di fuoco ad opera di uno dei malviventi, poi rivelatosi un pericoloso latitante, appartenente ad organizzazione di tipo mafioso e già condannato per omicidio, replicava con l’arma in dotazione, costringendolo alla resa. L’intervento si concludeva con l’arresto di entrambi i malfattori e il sequestro dell’arma utilizzata. Chiaro esempio di elette virtù militarie altissimo senso del dovere“. Manduria (TA), 29 marzo 2013;
A seguire, come di consueto, la consegna del “Premio Annuale” a cinque Comandanti di Stazione. Un riconoscimento carico di significati per l’importante ruolo svolto dalla Stazione Carabinieri nelle relazioni con il territorio e la sua comunità di riferimento. Un rapporto che spesso travalica le problematiche inerenti la sicurezza e la legalità sfociando in esigenze legate al vivere quotidiano.

Quest’anno sono premiati i seguenti Sottufficiali:

  • Lgt. Giovanni Sappada, Comandante della Stazione di Tarvisio (UD);
  • Lgt. Domenico Resciniti, Comandante della Stazione di Gela (CL);
  • MAsUPS Luigi Russo, Comandante della Stazione di Orzinuovi (BS);
  • MAsUPS Sebastiano Zampone, Comandante della Stazione di Montalto di Castro (VT);
  • MAsUPS Antonio Galgano, Comandante della Stazione di Lavello (PZ).

L’Arma celebra la propria festa il 5 giugno, giorno in cui, nel 1920, la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. La motivazione che ha accompagnato la medaglia è la seguente: “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia“.
Contestualmente, in ogni Provincia italiana, si sono svolti analoghi incontri con il personale dipendente durante i quali l’Autorità di vertice ha illustrato il significato dell’evento dopo aver dato lettura del messaggio del Capo dello Stato.

 

Riepilogo dell’attività operativa dell’Arma nel 2012

La sicurezza è oggi, più che mai, il prodotto di un sistema integrato di azioni attesa la continua evoluzione del quadro della minaccia, direttamente connessa con le dinamiche dei mutamenti economici e sociali in atto.
A fronte infatti di un articolato e complesso mosaico di rischi è necessario l’intervento di molteplici componenti operative, in grado di incidere con la dovuta efficacia su ogni specifico settore e, nel contempo, di interagire tra loro con immediatezza e continuità, garantendo all’offerta di sicurezza la necessaria trasversalità e flessibilità.
In tale contesto si inquadra l’attività dell’Arma, il cui perno è rappresentato dall’organizzazione territoriale, che, con le sue 4.614 Stazioni Carabinieri e 57 Tenenze, aderisce con piena funzionalità al vasto reticolo degli 8.092 Comuni italiani, rappresentando, per la maggior parte di essi, l’unico presidio di polizia.
Si tratta di Reparti, tra le più concrete e immediate espressioni della vicinanza dello Stato al cittadino, che svolgono, nella grande città come nel piccolo centro, un non facile ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione, contribuendo al rafforzamento dell’unità e della coesione sociale.
I risultati conseguiti da questi Comandi nell’anno appena trascorso testimoniano la loro valenza operativa. Le sole Stazioni hanno segnalato all’Autorità giudiziaria 322.629 persone e ne hanno tratte in arresto 48.225, pari ad oltre il 75% dell’attività di tutta l’Arma (409.263 persone denunciate e 81.892 arrestate).
L’attività di controllo del territorio, fondata proprio sulla capillare distribuzione in ambito nazionale di Tenenze e Stazioni, si è estrinsecata in oltre 4.500.000 servizi, nel corso dei quali si è proceduto all’identificazione di 19.003.791 persone e al controllo di 14.467.589 veicoli. L’azione di questi presidi, i quali garantiscono il contatto quotidiano con la realtà degli ambiti territoriali di competenza e con le problematiche della popolazione, è ulteriormente qualificata dai 130.805 servizi svolti dal “Carabiniere di quartiere”, che opera in 810 quartieri di tutti i 103 capoluoghi di provincia e di altre 116 maggiori città.
Un apporto determinante nel settore preventivo è altresì offerto dai Nuclei Radiomobili che hanno effettuato oltre 202.000 interventi, nonché tratto in arresto 22.221 persone. L’efficacia del dispositivo è accresciuta dall’ attività di coordinamento delle pattuglie svolta dalle Centrali Operative attestate presso i Comandi Provinciali e le Compagnie, che, attraverso il “112” – individuato quale Numero Unico di Emergenza Europeo – hanno assicurato la risposta alle oltre 5 milioni di richieste pervenute dai cittadini.
Tale dispositivo di controllo del territorio è stato rinforzato con l’impiego medio giornaliero di 300 militari in forza alle Compagnie di Intervento Operativo (C.I.O.), il quale, in varie località del territorio nazionale, ha consentito di garantire una risposta immediata ad esigenze emergenti a sostegno dell’azione preventiva e di contrasto dei comandi territoriali alla criminalità comune e organizzata.
Accanto all’ attività di prevenzione generale, l’Arma pone da sempre una particolare attenzione alla sicurezza sulle strade, riferita agli oltre 648.000 Km di viabilità ordinaria urbana e extraurbana ove l’Istituzione, in ragione della propria capillarità territoriale, svolge una rilevante funzione di controllo. Nel 2012, i servizi dedicati alla vigilanza stradale hanno richiesto l’impiego di oltre 4.450.000 pattuglie che hanno accertato circa 948.912 infrazioni al Codice della Strada. Sul piano dell’infortunistica, sono stati invece rilevati oltre 23.000 incidenti, che hanno causato il decesso di 989 persone e il ferimento di altre Il.790. Nello specifico settore l’attività non si è limitata ai soli aspetti repressivi, ma anche alla diffusione della “cultura della legalità” tra i giovani, con la partecipazione ad attività didattiche in materia di educazione alla circolazione stradale.
Il controllo del territorio ha altresì beneficiato delle competenze di 21 Nuclei cinofili (che complessivamente hanno svolto 6.624 servizi: dall’intervento in caso di calamità naturali, alla ricerca di persone scomparse e di stupefacenti, alla individuazione di ordigni), dei tiratori scelti e degli artificieri antisabotaggio in occasione di grandi eventi, delle 2.079 pattuglie del Reggimento Carabinieri a Cavallo nelle aree verdi urbane e nei boschi, e degli Squadroni Eliportati “Cacciatori” Calabria e Sardegna, estremamente utili in ambienti naturali impervi, come le zone montuose della Sila e della Barbagia. Nel 2012 i “Cacciatori” hanno svolto complessivamente 5.572 servizi, nel corso dei quali sono state tratte in arresto 220 persone. Anche nei cieli e nelle acque interne l’impegno dell’Arma è stato costante, come testimoniano le oltre 3429 missioni di volo operative svolte dagli elicotteri dei 15 Nuclei presenti sul territorio nazionale e le 84.132 ore di navigazione delle motovedette in dotazione, che hanno consentito, tra l’altro, il soccorso di 257 imbarcazioni e di 3.206 persone in difficoltà. Di non minore importanza il contributo fornito dai Carabinieri della “montagna” e dai subacquei. Nel 2012, sciatori e rocciatori hanno assicurato 19.085 servizi, mentre i subacquei hanno effettuato 692 interventi di soccorso e di polizia giudiziaria.
Di assoluto rilievo è stato anche l’impegno nel settore dell’ordine pubblico. In tale quadro, l’attività dell’Arma si è sviluppata con impegno costante nei riguardi di fenomeni eterogenei, dalle manifestazioni di piazza a quelle sportive, per garantire un’adeguata cornice di sicurezza, fornendo rinforzi per servizi di ordine pubblico, tratti dai Battaglioni, per 200.135 unità (con una media giornaliera pari a 548), alle quali si sono affiancati ulteriori 214.146 militari impiegati per servizi connessi aesigenze specifiche, quali la vigilanza a obiettivi sensibili o eventi eccezionali.
Il dato, comunque, non evidenzia in modo esauriente l’impegno complessivo dell’Istituzione nello specifico settore, ove si consideri che particolarmente significativo è il numero dei servizi di ordine pubblico svolti dai reparti territoriali in provincia, dove l’Arma opera in modo prevalente al comando dei propri Ufficiali e Marescialli. Nel decorso anno sono stati complessivamente impiegati 429.081 carabinieri dell’Organizzazione Territoriale (con una media giornaliera di 1.175 militari).
Con riferimento all’attività di contrasto, nel 2012 i Carabinieri hanno perseguito 2.060.238 reati, pari al 72% di tutte le Forze di Polizia, deferendo in stato di libertà all’ Autorità Giudiziaria complessivamente 409.263 persone e traendo in arresto 81.892 soggetti, di cui 53.513 in flagranza di reato.
Sul versante della lotta alla criminalità organizzata l’Arma ha posto rilevanza strategica alle attività investigative volte prioritariamente alla disarticolazione delle organizzazioni criminali, allo “spossessamento” dei patrimoni illeciti e alla cattura dei latitanti. Lungo queste direttrici si è sviluppata la risposta operativa, assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.) in stretta sinergia con i Comandi territoriali che, nel 2012, ha portato alla cattura di 9 latitanti di massima pericolosità, all’ arresto di 733 soggetti per associazione mafiosa, nonché al sequestro e alla confisca di beni per un valore complessivo, rispettivamente, di oltre 621 M€ e di 260 M€.
Analogamente incisivi sono stati gli interventi sviluppati per contrastare l’eversione interna ed il terrorismo internazionale, come attestato dai 42 arresti eseguiti, nel medesimo arco temporale, nei confronti sia di esponenti delle varie formazioni di matrice anarco-insurrezionalista, sia di aderenti ad organizzazioni terroristiche straniere. In tale ambito, infatti, si inquadrano anche le risultanze delle attività investigative delegate al R.O.S. sugli attentati contro i contingenti militari nazionali dispiegati in Teatri Operativi Esteri, sui sequestri e sugli omicidi di connazionali commessi nelle aree di crisi, nonché sugli atti di pirateria verificatisi nell’Oceano Indiano, questi ultimi con finalità di estorsione per finanziare organizzazioni qaidiste.
È in questo quadro di minaccia che si inserisce l’obiettivo istituzionale del potenziamento dell’azione investigativa conseguito attraverso il rafforzamento dei cinque Reparti anticrimine del ROS e l’istituzione delle Sezioni “Misure di prevenzione” nei Nuclei Investigativi di tutti i Comandi Provinciali in sede di DDA. Alla stessa logica si ispira la recentissima istituzione, in seno al ROS, del “Reparto Crimini Violenti”, destinato ad accrescere e qualificare le capacità investigative in occasione di delitti particolarmente efferati e complessi, che suscitano 1’allarme della collettività e determinano comprensibili aspettative di rapida e positiva conclusione delle indagini.
Il compito di assicurare agli investigatori tradizionali il massimo contributo da parte delle scienze forensi è assegnato invece agli specialisti del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), dei 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Roma, Parma, Messina e Cagliari e delle Sezioni Investigazioni Scientifiche (S.I.S.), inquadrate nei principali Comandi provinciali, che, nel 2012, hanno portato a termine, complessivamente, 19.128 accertamenti.
Il panorama degli assetti istituzionali devoluti al contrasto degli illeciti è completato dai reparti speciali che operano, nel quadro della ripartizione dei comparti di specialità tra le Forze di Polizia, in stretto rapporto con le unità territoriali, a salvaguardia degli interessi primari della collettività direttamente riconducibili alla qualità della vita.
L’Arma ha svolto un’attività altamente qualificata nei comparti di specifica competenza, come dimostrano le quasi 58.000 ispezioni effettuate dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con l’accertamento di quasi 35.000 infrazioni e l’arresto di 177 persone. Sono analogamente considerevoli i risultati conseguiti dal Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, che è riuscito a recuperare oltre 141.000 opere d’arte nell’ambito degli oltre 178.000 controlli eseguiti. Di pregio è anche 1’attività condotta dal Comando per la Tutela dell’Ambiente che nell’anno trascorso ha compiuto 2.742 controlli, traendo in arresto 49 persone e deferendone ulteriori 1.779. Il quadro è completato dall’azione svolta dai Nuclei Ispettorato del Lavoro non soltanto per verificare 1’osservanza della normativa antinfortunistica e previdenziale, ma anche per arginare i fenomeni del lavoro nero e dell’impiego di manodopera clandestina. Analoga attività ispettiva è stata condotta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari per contrastare il fenomeno delle truffe ai danni dell’Unione Europea, nonché per tutelare i consumatori mediante verifiche sul ciclo di produzione in agricoltura e sulla genuinità dei prodotti immessi sul mercato. Nell’ altrettanto delicato settore della prevenzione e del contrasto al falso nummario, il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria ha arrestato 497 persone e deferito altre 584, sequestrando, tra l’altro, banconote, assegni e valori bollati falsificati per un ammontare complessivo di oltre 1.880.000 euro, nonché monete contraffatte per 1.985 euro.
In un momento segnato da particolari difficoltà congiunturali, l’obiettivo di continuare a garantire sicurezza ed efficienza con la massima economicità è stato perseguito investendo prioritariamente sulla riconfigurazione del dispositivo, con particolare riguardo alle strutture logistiche, amministrative e di comando, nonché con il ricorso a sofisticati strumenti elettronici, che hanno agevolato l’attività di gestione, e una serie di interventi finalizzati ad elevare la qualità della formazione mediante nuovi modelli addestrativi.
Tra le iniziative finalizzate al conseguimento di più elevati standard di professionalità, assume una particolare rilevanza l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative, che dal 2008 provvede alla specializzazione degli ufficiali di polizia giudiziaria, abilitati alla conduzione delle investigazioni più complesse e all’uso dei più sofisticati strumenti tecnologici oggi disponibili. Nel 2012, in particolare, sono stati specializzati oltre 600 ufficiali di polizia giudiziaria impegnati in prima linea nella lotta alla criminalità.
Nella stessa direzione muove l’attività addestrativa svolta dalla Sezione Atti Persecutori del Ra.C.I.S., costituita nel 2009 e orientata a sviluppare le capacità investigative sull’odioso, ma quanto mai attuale fenomeno dello “stalking”, evidenziando l’attenzione che da sempre l’Arma rivolge ai soggetti più vulnerabili.
La “prossimità” come strategia di sicurezza comprende anche iniziative orientate a favorire un consolidamento diffuso della cultura della legalità: un’opera di educazione, condotta in stretta sinergia con le istituzioni scolastiche, rivolta ai giovani affinché questi apprezzino il valore delle norme quali necessari strumenti regolatori della vita collettiva. A livello periferico, i reparti dei carabinieri, grazie alla loro capillarità, si propongono quale diretto punto di riferimento dei responsabili degli istituti scolastici e i Comandanti avvicinano direttamente i giovani nelle scuole, con l’obiettivo di favorire, attraverso la conoscenza dell’Istituzione, l’accettazione e la pratica del valore della legalità.
L’impegno dell’Arma è stato rilevante anche all’estero, ove 1.049 carabinieri sono stati impiegati in operazioni di sostegno della pace in vari teatri operativi, dal Kosovo alla Cisgiordania, dall’Afghanistan al Libano, dalla Libia a Cipro, fino alla Georgia e al Niger, e 461 carabinieri hanno assicurato la tutela di 129 sedi diplomatiche italiane.
L’abnegazione e il coraggio di tutti i Carabinieri trovano speciale riscontro nell’alto contributo di sangue pagato nel 2012: 4 carabinieri caduti in servizio e 454 feriti gravemente nel corso del servizio. 

 

( www.carabinieri.it )

Celebrato il 199° Annuale di Fondazione dell'Arma dei Carabinieri

ROMA 06 Giugno 2013 – Il 5 giugno 2013 l’Arma dei Carabinieri ha celebrato il 199° Annuale della propria Fondazione.
Nella mattinata, il Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli ha reso visita al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presso il Palazzo del Quirinale.
Nella circostanza, al seguito del Generale Gallitelli, in rappresentanza di tutti i Carabinieri d’Italia, vi era anche un simbolico gruppo di allievi provenienti dagli Istituti di Formazione della Benemerita.
A seguire, nel pomeriggio, all’interno della Caserma Hazon, sede del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, si è svolta una breve e sobria cerimonia alla presenza del Ministro della Difesa Mario Mauro, del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e del Comandante Generale dell’Arma.

Lo schieramento dei Reparti è avvenuto con l’accompagnamento musicale della prestigiosa Banda dell’Arma dei Carabinieri. Il Reggimento di formazione, al Comando del Col. Paterna, era formato da tre Compagnie. La prima rappresentata da Ufficiali Allievi della Scuola Ufficiali Carabinieri, la seconda da allievi provenienti dai altri reparti di formazione dell’Arma: Scuola Marescialli e Brigadieri e Legione Allievi Carabinieri. La terza, di carattere “operativo” rappresentata da militari dell’Arma dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”. Sono stati poi resi gli Onori al Ministro della Difesa, che ha passato in rassegna i Reparti accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luigi Binelli Mantelli e dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.

Per l’occasione, è stata data lettura del messaggio augurale che il Capo dello Stato ha inviato al Comandante Generale dell’Arma, nel quale ha sottolineando come i Carabinieri abbiano, nella storia, intessuto un profondo legame con gli Italiani, fatto di “solidarietà, fiducia, dedizione al bene comune e capacità di rispondere ai bisogni della gente”, grazie soprattutto alla preziosa azione svolta dalle Stazioni Carabinieri“impareggiabili” e “autentici simboli della vicinanza dello Stato ai cittadini“. Successivamente ha preso la parola il Ministro della Difesa Mario Mauro, il quale ha dapprima rivolto “un commosso e grato pensiero ai Carabinieri che, in ossequio al giuramento prestato, hanno offerto la propria vita per servire, con dedizione silenziosa, il Paese, le Istituzioni e i Cittadini“, definendo la Benemerita “Istituzione fondamentale, vero e proprio presidio di libertà“. Il Ministro ha quindi affermato che, alla vigilia del terzo secolo di storia, l’Arma “guarda al futuro con la forza e la determinazione che derivano dalla responsabile consapevolezza di rappresentare un’importante garanzia e un baluardo per la difesa del Bene comune“.

Fase saliente della cerimonia è stata la consegna delle “Ricompense” ai Carabinieri maggiormente distintisi nelle attività di servizio con le motivazioni a fianco di ciascuno indicate:

Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” all’App. Sc. Tiziano Della Ratta, già effettivo al NORM della Cp. di Maddaloni (CE): “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa e insigne coraggio, presente in abiti civili per indagini di polizia giudiziaria all’interno di una gioielleria, non esitava, unitamente a un commilitone, ad affrontare tre malviventi armati di pistola, entrati per perpetrare una rapina. Esponendosi coscientemente al fuoco dei malfattori, anche a protezione dei due clienti presenti, replicava efficacemente con l’arma in dotazione prima di essere mortalmente ferito e di accasciarsi esanime al suolo. Il pronto intervento di altri militari consentiva l’immediato arresto dei due rapinatori rimasti feriti, mentre altri otto correi venivano catturati nel corso delle successive e tempestive investigazioni. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”. Maddaloni (CE), 27 aprile 2013;

Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” all’App. Giovanni SALVO, già effettivo alla Stazione di Villaricca (NA): “Con coraggiosa determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, nello svolgimento di un servizio di pattuglia in territorio caratterizzato da elevato indice di criminalità, non esitava a porsi all’inseguimento di due sospetti rapinatori che si erano dati alla fuga a bordo di un motoveicolo. Nel corso dell’intervento, condotto a forte velocità lungo un’arteria stradale ad alta densità di traffico, veniva coinvolto in un incidente stradale, a seguito del quale riportava gravissime lesioni che ne causavano la morte. Fulgido esempio di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere spinti fino all’estremo sacrificio”. Giugliano in Campania (NA), 9 ottobre 2009;

Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo e di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero “alla memoria” all’App. Sc. Manuele Braj, già effettivo al 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia” (GO): “Addetto alla Squadra Shooting Range / Fire Arms del Police Speciality Training Team di Adraskan (Afghanistan), nell’ambito della missione ISAF, in un contesto ambientale caratterizzato da persistente ed elevatissimo rischio proveniente da sommerse sacche di ostilità, dedicava ogni personale risorsa all’assolvimento del compito assegnato, impegnandosi con instancabile slancio ed intima convinzione nelle attività di addestramento e di supporto in favore della polizia locale. Nel corso della supervisione dell’esercitazioni a fuoco presso il poligono di tiro della locale base, veniva mortalmente investito dalla devastante deflagrazione causata dall’impatto di un razzo esploso da appartenenti a cellula terroristica contro la garitta di osservazione, ove si trovava unitamente ad altri militari. L’altissimo spirito di abnegazione, il cosciente sprezzo del pericolo e la straordinaria professionalità costantemente testimoniati hanno consentito il perseguimento degli scopi della rischiosa missione, esaltando il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate a livello internazionale. Chiaro esempio di elette virtù militari, elevatissimo senso del dovere ed assoluta dedizione al servizio”. Adraskan (Afghanistan), 25 giugno 2012.

Medaglia d’Oro al Valor Civile al Brig. Giuseppe Giangrande e al Car. Sc. Francesco Negri, effettivi al 6° Battaglione “Toscana”:

  • Brig. Giuseppe Giangrande “Addetto a Battaglione Mobile, nel corso di servizio di ordine pubblico nei pressi di importante sede Istituzionale, tentava, per scongiurare i rischi all’incolumità di numerose persone, di porre in essere una reazione ad efferata e improvvisa azione di fuoco, venendo gravemente ferito da un proiettile esploso da breve distanza, evidenziando grande coraggio ed altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
  • Car. Sc. Negri: “Addetto a Battaglione Mobile, nel corso di servizio di ordine pubblico nei pressi di importante sede Istituzionale, tentava, per scongiurare i rischi all’incolumità di numerose persone, di porre in essere una reazione ad efferata e improvvisa azione di fuoco, venendo ferito da due proiettili esplosi da breve distanza, evidenziando grande coraggio ed altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
    Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al V.Brig. Delio Marco Murrighile e all’App. Ciro Cafiero, effettivi al 6° Btg. “Toscana”:
  • V.Brig. Murrighile: “Durante un servizio di ordine e sicurezza pubblica svolto a protezione della sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dando prova di eccezionale coraggio e sprezzo del pericolo, interveniva con risoluta determinazione nei confronti di un uomo armato di pistola che aveva proditoriamente e gravemente ferito due Carabinieri impegnati nel medesimo dispositivo di sicurezza. Benchè superficialmente attinto, senza conseguenze, da un colpo di pistola, riusciva, unitamente ad altro militare, a bloccare, disarmare e trarre in arresto l’attentatore. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
  • App. Cafiero: “Durante un servizio di ordine e sicurezza pubblica svolto a protezione della sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dando prova di eccezionale coraggio e sprezzo del pericolo, interveniva con risoluta determinazione nei confronti di un uomo armato di pistola che aveva proditoriamente e gravemente ferito due Carabinieri impegnati nel medesimo dispositivo di sicurezza. Benchè costantemente esposto ad azione di fuoco, riusciva, unitamente ad altro militare, a bloccare, disarmare e trarre in arresto l’attentatore. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Roma, 28 aprile 2013;
    Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Mar. Ca. Tiziano Perilli e al Mar. Ca. Fabio De Angelis, effettivi alla Stazione di Cuggiono (MI):
  • Mar. Ca. Perilli: “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, due malviventi che, armati di pistola, dopo aver tentato una rapina in danno di un istituto di credito, si erano asserragliati all’interno di un edificio disabitato. Fatto segno a proditoria azione di fuoco, replicava con l’arma in dotazione, costringendo alla resa uno dei malviventi. L’intervento si concludeva con l’arresto di entrambi i rapinatori e il sequestro delle armi. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Buscate (MI), 5 aprile 2013;
  • Mar. Ca. De Angelis: “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava ad affrontare, unitamente ad altro militare, due malviventi che, armati di pistola, dopo aver tentato una rapina in danno di un istituto di credito, si erano asserragliati all’interno di un edificio disabitato. Benchè fatto segno a proditoria azione di fuoco, replicava con l’arma in dotazione e non esitava a fare irruzione nello stabile, costringendo alla resa uno dei malviventi dopo averlo ferito ad una gamba. L’intervento si concludeva con l’arresto di entrambi i rapinatori e il sequestro delle armi. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere“. Buscate (MI), 5 aprile 2013;

Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Brig. Cosimo Raho, effettivo al NORM della Cp. di Manduria (TA): “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, non esitava a porsi all’inseguimento di due individui che, per sottrarsi a un controllo, si erano dati a precipitosa fuga. Fatto segno a proditoria azione di fuoco ad opera di uno dei malviventi, poi rivelatosi un pericoloso latitante, appartenente ad organizzazione di tipo mafioso e già condannato per omicidio, replicava con l’arma in dotazione, costringendolo alla resa. L’intervento si concludeva con l’arresto di entrambi i malfattori e il sequestro dell’arma utilizzata. Chiaro esempio di elette virtù militarie altissimo senso del dovere“. Manduria (TA), 29 marzo 2013;
A seguire, come di consueto, la consegna del “Premio Annuale” a cinque Comandanti di Stazione. Un riconoscimento carico di significati per l’importante ruolo svolto dalla Stazione Carabinieri nelle relazioni con il territorio e la sua comunità di riferimento. Un rapporto che spesso travalica le problematiche inerenti la sicurezza e la legalità sfociando in esigenze legate al vivere quotidiano.

Quest’anno sono premiati i seguenti Sottufficiali:

  • Lgt. Giovanni Sappada, Comandante della Stazione di Tarvisio (UD);
  • Lgt. Domenico Resciniti, Comandante della Stazione di Gela (CL);
  • MAsUPS Luigi Russo, Comandante della Stazione di Orzinuovi (BS);
  • MAsUPS Sebastiano Zampone, Comandante della Stazione di Montalto di Castro (VT);
  • MAsUPS Antonio Galgano, Comandante della Stazione di Lavello (PZ).

L’Arma celebra la propria festa il 5 giugno, giorno in cui, nel 1920, la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. La motivazione che ha accompagnato la medaglia è la seguente: “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia“.
Contestualmente, in ogni Provincia italiana, si sono svolti analoghi incontri con il personale dipendente durante i quali l’Autorità di vertice ha illustrato il significato dell’evento dopo aver dato lettura del messaggio del Capo dello Stato.

 

Riepilogo dell’attività operativa dell’Arma nel 2012

La sicurezza è oggi, più che mai, il prodotto di un sistema integrato di azioni attesa la continua evoluzione del quadro della minaccia, direttamente connessa con le dinamiche dei mutamenti economici e sociali in atto.
A fronte infatti di un articolato e complesso mosaico di rischi è necessario l’intervento di molteplici componenti operative, in grado di incidere con la dovuta efficacia su ogni specifico settore e, nel contempo, di interagire tra loro con immediatezza e continuità, garantendo all’offerta di sicurezza la necessaria trasversalità e flessibilità.
In tale contesto si inquadra l’attività dell’Arma, il cui perno è rappresentato dall’organizzazione territoriale, che, con le sue 4.614 Stazioni Carabinieri e 57 Tenenze, aderisce con piena funzionalità al vasto reticolo degli 8.092 Comuni italiani, rappresentando, per la maggior parte di essi, l’unico presidio di polizia.
Si tratta di Reparti, tra le più concrete e immediate espressioni della vicinanza dello Stato al cittadino, che svolgono, nella grande città come nel piccolo centro, un non facile ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione, contribuendo al rafforzamento dell’unità e della coesione sociale.
I risultati conseguiti da questi Comandi nell’anno appena trascorso testimoniano la loro valenza operativa. Le sole Stazioni hanno segnalato all’Autorità giudiziaria 322.629 persone e ne hanno tratte in arresto 48.225, pari ad oltre il 75% dell’attività di tutta l’Arma (409.263 persone denunciate e 81.892 arrestate).
L’attività di controllo del territorio, fondata proprio sulla capillare distribuzione in ambito nazionale di Tenenze e Stazioni, si è estrinsecata in oltre 4.500.000 servizi, nel corso dei quali si è proceduto all’identificazione di 19.003.791 persone e al controllo di 14.467.589 veicoli. L’azione di questi presidi, i quali garantiscono il contatto quotidiano con la realtà degli ambiti territoriali di competenza e con le problematiche della popolazione, è ulteriormente qualificata dai 130.805 servizi svolti dal “Carabiniere di quartiere”, che opera in 810 quartieri di tutti i 103 capoluoghi di provincia e di altre 116 maggiori città.
Un apporto determinante nel settore preventivo è altresì offerto dai Nuclei Radiomobili che hanno effettuato oltre 202.000 interventi, nonché tratto in arresto 22.221 persone. L’efficacia del dispositivo è accresciuta dall’ attività di coordinamento delle pattuglie svolta dalle Centrali Operative attestate presso i Comandi Provinciali e le Compagnie, che, attraverso il “112” – individuato quale Numero Unico di Emergenza Europeo – hanno assicurato la risposta alle oltre 5 milioni di richieste pervenute dai cittadini.
Tale dispositivo di controllo del territorio è stato rinforzato con l’impiego medio giornaliero di 300 militari in forza alle Compagnie di Intervento Operativo (C.I.O.), il quale, in varie località del territorio nazionale, ha consentito di garantire una risposta immediata ad esigenze emergenti a sostegno dell’azione preventiva e di contrasto dei comandi territoriali alla criminalità comune e organizzata.
Accanto all’ attività di prevenzione generale, l’Arma pone da sempre una particolare attenzione alla sicurezza sulle strade, riferita agli oltre 648.000 Km di viabilità ordinaria urbana e extraurbana ove l’Istituzione, in ragione della propria capillarità territoriale, svolge una rilevante funzione di controllo. Nel 2012, i servizi dedicati alla vigilanza stradale hanno richiesto l’impiego di oltre 4.450.000 pattuglie che hanno accertato circa 948.912 infrazioni al Codice della Strada. Sul piano dell’infortunistica, sono stati invece rilevati oltre 23.000 incidenti, che hanno causato il decesso di 989 persone e il ferimento di altre Il.790. Nello specifico settore l’attività non si è limitata ai soli aspetti repressivi, ma anche alla diffusione della “cultura della legalità” tra i giovani, con la partecipazione ad attività didattiche in materia di educazione alla circolazione stradale.
Il controllo del territorio ha altresì beneficiato delle competenze di 21 Nuclei cinofili (che complessivamente hanno svolto 6.624 servizi: dall’intervento in caso di calamità naturali, alla ricerca di persone scomparse e di stupefacenti, alla individuazione di ordigni), dei tiratori scelti e degli artificieri antisabotaggio in occasione di grandi eventi, delle 2.079 pattuglie del Reggimento Carabinieri a Cavallo nelle aree verdi urbane e nei boschi, e degli Squadroni Eliportati “Cacciatori” Calabria e Sardegna, estremamente utili in ambienti naturali impervi, come le zone montuose della Sila e della Barbagia. Nel 2012 i “Cacciatori” hanno svolto complessivamente 5.572 servizi, nel corso dei quali sono state tratte in arresto 220 persone. Anche nei cieli e nelle acque interne l’impegno dell’Arma è stato costante, come testimoniano le oltre 3429 missioni di volo operative svolte dagli elicotteri dei 15 Nuclei presenti sul territorio nazionale e le 84.132 ore di navigazione delle motovedette in dotazione, che hanno consentito, tra l’altro, il soccorso di 257 imbarcazioni e di 3.206 persone in difficoltà. Di non minore importanza il contributo fornito dai Carabinieri della “montagna” e dai subacquei. Nel 2012, sciatori e rocciatori hanno assicurato 19.085 servizi, mentre i subacquei hanno effettuato 692 interventi di soccorso e di polizia giudiziaria.
Di assoluto rilievo è stato anche l’impegno nel settore dell’ordine pubblico. In tale quadro, l’attività dell’Arma si è sviluppata con impegno costante nei riguardi di fenomeni eterogenei, dalle manifestazioni di piazza a quelle sportive, per garantire un’adeguata cornice di sicurezza, fornendo rinforzi per servizi di ordine pubblico, tratti dai Battaglioni, per 200.135 unità (con una media giornaliera pari a 548), alle quali si sono affiancati ulteriori 214.146 militari impiegati per servizi connessi aesigenze specifiche, quali la vigilanza a obiettivi sensibili o eventi eccezionali.
Il dato, comunque, non evidenzia in modo esauriente l’impegno complessivo dell’Istituzione nello specifico settore, ove si consideri che particolarmente significativo è il numero dei servizi di ordine pubblico svolti dai reparti territoriali in provincia, dove l’Arma opera in modo prevalente al comando dei propri Ufficiali e Marescialli. Nel decorso anno sono stati complessivamente impiegati 429.081 carabinieri dell’Organizzazione Territoriale (con una media giornaliera di 1.175 militari).
Con riferimento all’attività di contrasto, nel 2012 i Carabinieri hanno perseguito 2.060.238 reati, pari al 72% di tutte le Forze di Polizia, deferendo in stato di libertà all’ Autorità Giudiziaria complessivamente 409.263 persone e traendo in arresto 81.892 soggetti, di cui 53.513 in flagranza di reato.
Sul versante della lotta alla criminalità organizzata l’Arma ha posto rilevanza strategica alle attività investigative volte prioritariamente alla disarticolazione delle organizzazioni criminali, allo “spossessamento” dei patrimoni illeciti e alla cattura dei latitanti. Lungo queste direttrici si è sviluppata la risposta operativa, assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.) in stretta sinergia con i Comandi territoriali che, nel 2012, ha portato alla cattura di 9 latitanti di massima pericolosità, all’ arresto di 733 soggetti per associazione mafiosa, nonché al sequestro e alla confisca di beni per un valore complessivo, rispettivamente, di oltre 621 M€ e di 260 M€.
Analogamente incisivi sono stati gli interventi sviluppati per contrastare l’eversione interna ed il terrorismo internazionale, come attestato dai 42 arresti eseguiti, nel medesimo arco temporale, nei confronti sia di esponenti delle varie formazioni di matrice anarco-insurrezionalista, sia di aderenti ad organizzazioni terroristiche straniere. In tale ambito, infatti, si inquadrano anche le risultanze delle attività investigative delegate al R.O.S. sugli attentati contro i contingenti militari nazionali dispiegati in Teatri Operativi Esteri, sui sequestri e sugli omicidi di connazionali commessi nelle aree di crisi, nonché sugli atti di pirateria verificatisi nell’Oceano Indiano, questi ultimi con finalità di estorsione per finanziare organizzazioni qaidiste.
È in questo quadro di minaccia che si inserisce l’obiettivo istituzionale del potenziamento dell’azione investigativa conseguito attraverso il rafforzamento dei cinque Reparti anticrimine del ROS e l’istituzione delle Sezioni “Misure di prevenzione” nei Nuclei Investigativi di tutti i Comandi Provinciali in sede di DDA. Alla stessa logica si ispira la recentissima istituzione, in seno al ROS, del “Reparto Crimini Violenti”, destinato ad accrescere e qualificare le capacità investigative in occasione di delitti particolarmente efferati e complessi, che suscitano 1’allarme della collettività e determinano comprensibili aspettative di rapida e positiva conclusione delle indagini.
Il compito di assicurare agli investigatori tradizionali il massimo contributo da parte delle scienze forensi è assegnato invece agli specialisti del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), dei 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Roma, Parma, Messina e Cagliari e delle Sezioni Investigazioni Scientifiche (S.I.S.), inquadrate nei principali Comandi provinciali, che, nel 2012, hanno portato a termine, complessivamente, 19.128 accertamenti.
Il panorama degli assetti istituzionali devoluti al contrasto degli illeciti è completato dai reparti speciali che operano, nel quadro della ripartizione dei comparti di specialità tra le Forze di Polizia, in stretto rapporto con le unità territoriali, a salvaguardia degli interessi primari della collettività direttamente riconducibili alla qualità della vita.
L’Arma ha svolto un’attività altamente qualificata nei comparti di specifica competenza, come dimostrano le quasi 58.000 ispezioni effettuate dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con l’accertamento di quasi 35.000 infrazioni e l’arresto di 177 persone. Sono analogamente considerevoli i risultati conseguiti dal Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, che è riuscito a recuperare oltre 141.000 opere d’arte nell’ambito degli oltre 178.000 controlli eseguiti. Di pregio è anche 1’attività condotta dal Comando per la Tutela dell’Ambiente che nell’anno trascorso ha compiuto 2.742 controlli, traendo in arresto 49 persone e deferendone ulteriori 1.779. Il quadro è completato dall’azione svolta dai Nuclei Ispettorato del Lavoro non soltanto per verificare 1’osservanza della normativa antinfortunistica e previdenziale, ma anche per arginare i fenomeni del lavoro nero e dell’impiego di manodopera clandestina. Analoga attività ispettiva è stata condotta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari per contrastare il fenomeno delle truffe ai danni dell’Unione Europea, nonché per tutelare i consumatori mediante verifiche sul ciclo di produzione in agricoltura e sulla genuinità dei prodotti immessi sul mercato. Nell’ altrettanto delicato settore della prevenzione e del contrasto al falso nummario, il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria ha arrestato 497 persone e deferito altre 584, sequestrando, tra l’altro, banconote, assegni e valori bollati falsificati per un ammontare complessivo di oltre 1.880.000 euro, nonché monete contraffatte per 1.985 euro.
In un momento segnato da particolari difficoltà congiunturali, l’obiettivo di continuare a garantire sicurezza ed efficienza con la massima economicità è stato perseguito investendo prioritariamente sulla riconfigurazione del dispositivo, con particolare riguardo alle strutture logistiche, amministrative e di comando, nonché con il ricorso a sofisticati strumenti elettronici, che hanno agevolato l’attività di gestione, e una serie di interventi finalizzati ad elevare la qualità della formazione mediante nuovi modelli addestrativi.
Tra le iniziative finalizzate al conseguimento di più elevati standard di professionalità, assume una particolare rilevanza l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative, che dal 2008 provvede alla specializzazione degli ufficiali di polizia giudiziaria, abilitati alla conduzione delle investigazioni più complesse e all’uso dei più sofisticati strumenti tecnologici oggi disponibili. Nel 2012, in particolare, sono stati specializzati oltre 600 ufficiali di polizia giudiziaria impegnati in prima linea nella lotta alla criminalità.
Nella stessa direzione muove l’attività addestrativa svolta dalla Sezione Atti Persecutori del Ra.C.I.S., costituita nel 2009 e orientata a sviluppare le capacità investigative sull’odioso, ma quanto mai attuale fenomeno dello “stalking”, evidenziando l’attenzione che da sempre l’Arma rivolge ai soggetti più vulnerabili.
La “prossimità” come strategia di sicurezza comprende anche iniziative orientate a favorire un consolidamento diffuso della cultura della legalità: un’opera di educazione, condotta in stretta sinergia con le istituzioni scolastiche, rivolta ai giovani affinché questi apprezzino il valore delle norme quali necessari strumenti regolatori della vita collettiva. A livello periferico, i reparti dei carabinieri, grazie alla loro capillarità, si propongono quale diretto punto di riferimento dei responsabili degli istituti scolastici e i Comandanti avvicinano direttamente i giovani nelle scuole, con l’obiettivo di favorire, attraverso la conoscenza dell’Istituzione, l’accettazione e la pratica del valore della legalità.
L’impegno dell’Arma è stato rilevante anche all’estero, ove 1.049 carabinieri sono stati impiegati in operazioni di sostegno della pace in vari teatri operativi, dal Kosovo alla Cisgiordania, dall’Afghanistan al Libano, dalla Libia a Cipro, fino alla Georgia e al Niger, e 461 carabinieri hanno assicurato la tutela di 129 sedi diplomatiche italiane.
L’abnegazione e il coraggio di tutti i Carabinieri trovano speciale riscontro nell’alto contributo di sangue pagato nel 2012: 4 carabinieri caduti in servizio e 454 feriti gravemente nel corso del servizio. 

 

( www.carabinieri.it )

Presentazione del Calendario Storico 2013 dell’Arma dei Carabinieri.

ROMA 07 Dicembre 2012 – Nella mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli, si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico 2013 dell’Arma dei Carabinieri, le cui tavole, proseguendo il percorso storico iniziato due anni fa, ripercorrono i momenti più significativi per l’Istituzione nel suo terzo Cinquantennio di storia.

Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, quest’anno giunto a una tiratura di 1.200.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che “in ogni famiglia c’è un Carabiniere”.

Il Calendario, suscitando in ogni Carabiniere sentimenti di coesione e unità, rappresenta anche un momento importante per la famiglia dell’Arma attraverso il richiamo a intramontabili valori e semplici eroici gesti quotidiani durante il servizio.

Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, la pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 80^ edizione, venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia.

Le artistiche tavole dell’edizione 2013 del Calendario Storico – ideate e realizzate dal Maestro Paolo Di Paolo – sono state presentate al pubblico da Massimo Giletti.

         La mattinata è cominciata con la proiezione di un filmato commentato dal Dott. Gianni Bisiach che, nell’ispirarsi alle tavole del calendario, ha saputo illustrare l’incessante e straordinario operato del Carabiniere in anni drammatici, caratterizzati prima dalla Grande Guerra, poi dalla 2^ Guerra mondiale e infine dalla lotta partigiana fino alla Liberazione.   

Le immagini e i testi che accompagnano il lettore nel 2013, infatti, proseguono il percorso iniziato due anni fa. Sono raffigurate le molteplici attività attraverso le quali l’Arma è stata in prima linea nei conflitti mondiali, nonché l’impegno in Patria per il mantenimento dell’ordine pubblico e per il soccorso ai cittadini in caso di calamità naturali. Tante le gesta eroiche che hanno contribuito a rafforzare i reciproci sentimenti con la collettività.

Proprio il legame tra il Carabiniere e la comunità è stato al centro degli interventi degli invitati al tavolo di presidenza.

L’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia Mons. Vincenzo Pelvi ha illustrato l’estremo sacrificio del Vice Brigadiere M.O.V.M. “alla Memoria” Salvo D’Acquisto, avvenuto il 23 settembre 1943 a Palidoro, frazione di Fiumicino (Roma) per salvare 22 innocenti cittadini catturati dai tedeschi in segno di ritorsione per l’accidentale morte di un loro soldato, nonché quello dei Martiri di Fiesole (FI), avvenuto il 12 agosto 1944, allorquando, alla vigilia della Liberazione di Firenze, tre Carabinieri si consegnarono aitedeschi per salvare 10 ostaggi, venendo subito fucilati.

Ai piedi del monumento eretto a ricordo di quest’ultimo atto eroico, Papa Giovanni Paolo II pregò nel novembre del 1986 e, in quella circostanza, sottolineò: “Dobbiamo grande riconoscenza a coloro che, come questi giovani, sanno offrire la propria vita per la libertà, per la pace e per la giustizia”.

Ha successivamente preso la parola il Dott. Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, che ha incentrato il suo intervento sull’operato dei 4 Marescialli dell’Arma “Giusti tra le Nazioni” (i Marescialli Giacomo Avenia, Osman Carugno, Carlo Ravera ed Enrico Sibona), titolo conferito da una specifica commissione guidata dalla Suprema corte israeliana a coloro che si sono prodigati per salvare cittadini ebrei altrimenti destinati ai campi di sterminio. Il Dott. Pacifici ha poi proseguito parlando dell’eccidio delle Fosse Ardeatine avvenuto a Roma il 24 marzo 1944 ai danni di 335 italiani, tra cui 12 Carabinieri, divenuto l’evento simbolo della rappresaglia nazista durante il periodo dell’occupazione, e dei circa 10.000 Carabinieri deportati nei campi di concentramento durante il secondo conflitto mondiale.

In seguito è intervenuto il Sindaco del Comune di Castelnuovo Magra (SP) Marzio Savini rievocando la storica iniziativa del 30 settembre 1916 del suo predecessore, il quale, a seguito di una lettera rivolta al Comandante Generale dell’epoca sul perché i Comandi Stazione non esponessero il Tricolore in occasione di particolari ricorrenze, infiammò l’entusiasmo degli Italiani, determinando il dono della Bandiera ai presidi dell’Arma da parte dei Comuni.

Come ormai di consueto, quasi a suggellare l’analogia di valori alla base del servizio del Carabiniere, nella sua accezione tradizionale, e quello dei Carabinieri sportivi, il Comandante Generale ha voluto premiare gli atleti vincitori di medaglia alle recenti Olimpiadi di Londra, che tanto lustro hanno dato a livello internazionale, grazie al loro “silenzioso” impegno, spirito di sacrificio, passione e disciplina.

L’App. Sc. Luigi Tarantino, i Car. Sc. Massimo Fabbrizi, Luca Tesconi e Rosalba Forciniti, nonché il Car. Carlo Molfetta (assenti i Car. Sc. Arianna Errigo e Andrea Cassarà poiché impegnati a Mosca con la Federazione Italiana di Scherma per la premiazione della Coppa del Mondo 2011/2012 da poco vinta) sono saliti sul palco per ritirare un dono simbolico mentre sullo schermo dell’Aula Magna veniva proiettato un video con le esaltanti immagini delle vittorie riportate a Londra.

  

Calendario Storico dell’Arma 2013

 

Il filo conduttore che lega il Calendario 2013, illustrato dalle tavole ideate e realizzate dal Maestro Paolo Di Paolo, è costituito dal tema “Il terzo cinquantennio di storia dell’Arma dei Carabinieri: 1914-1964”.

Dall’annuncio dell’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, il 24 maggio 1915, con la partenza per la prima volta della Bandiera dell’Arma dei Carabinieri al fronte, alla strage di Ciaculli (Palermo) del giugno 1963, che rappresenta una delle nuove forme di delittuosità mai utilizzate prima di allora dalla criminalità e che impegnarono i Carabinieri a tal punto da far titolare un diffuso settimanale dell’epoca: “I Carabinieri son sempre in guerra per farci vivere in pace”.

La copertina riporta in primo piano, in rilievo, un particolare del “Monumento Nazionale al Carabiniere”, eretto nel giardino del Palazzo Reale di Torino, a ricordo della gloria dei Carabinieri attraverso i tempi. Sullo sfondo, una foto della sua inaugurazione, avvenuta il 22 ottobre del 1933 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, di numerose autorità e personalità civili e militari, nonchè di una folta folla composta da cittadini provenienti da ogni parte d’Italia.

Nella prefazione, il Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli presenta il tema centrale che ispira l’opera, sottolineando come “i grandi sconvolgimenti e mutamenti” del periodo in riferimento non abbiano fatto venir meno “l’impegno dei Carabinieri, i quali …… rimangono vicini al loro popolo, difendendone la libertà e garantendo, in situazioni di pace o di conflitto, la sicurezza e la legalità. “Le pagine del Calendario – conclude il Generale Gallitelli – permettono di “entrare in contatto con i grandi avvenimenti della Storia e con i tanti uomini che, con le loro azioni, le loro scelte e il loro eroismo, ci hanno lasciato un inestimabile patrimonio di valori cui tutti i Carabinieri, con legittima fierezza, attingono quotidianamente per proporsi quali fedeli e silenziosi servitori dello Stato”.

Le tavole che aprono il Calendario sono dedicate alla difficile vita di trincea della Prima Guerra Mondiale e all’assalto del Monte Podgora, dove i Carabinieri hanno combattuto all’arma bianca per la conquista di “quota 240”. Numerosi gli atti di valore di quei giorni, attestati anche dal Comandante della Brigata “Pistoia” che annotò nel suo Diario di Guerra: “I Carabinieri stettero saldi e impavidi sotto la tempesta di piombo e di ferro che imperversava da ogni parte”.

Sono gli anni in cui si è affermato l’impiego dell’aviazione come importante strumento bellico cui si sono cimentati volontariamente militari provenienti da tutti i Corpi armati. Sono 173 i Carabinieri che hanno combattuto la Grande Guerra nei cieli italiani e tra questi si distinse il Ten. Ernesto Cabruna, decorato per le sue gesta di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel 1916 il Governo Italiano si preoccupò di risolvere il problema degli “irredenti” – soldati “friulani, triestini, istriani e dalmati”, fatti combattere dagli austriaci contro gli italiani e sul fronte russo, che, caduti prigionieri dell’armata “zarista”, furono deportati in siberia – costituendo una speciale commissione con il compito di ricercare i prigionieri su tutto il territorio russo. Della missione hanno fatto parte tre Ufficiali dell’Arma, il Maggiore Giovanni Squillero, il Capitano Cosma Manera e il Capitano Nemore Moda. Verranno riportati a “casa” circa 4000 irredenti, e per lo straordinario impegno profuso da Cosma Manera, nel frattempo promosso maggiore, l’operazione venne identificata nella figura dell’Ufficiale con l’appellativo di “missione Manera”.

Si susseguono poi immagini relative al tormentato periodo del dopoguerra, allorquando, malgrado la vittoria dell’Italia, tra la popolazione si diffuse un senso di amarezza e insofferenza, sfociato in disordini cui fece fronte l’Arma trovandosi a rappresentare l’autorità dello Stato nella gestione dell’ordine sociale. Molti Carabinieri si distinsero nel tumultuoso periodo: su tutti la medaglia d’Oro al Valor Militare Brigadiere Giuseppe Ugolini che proditoriamente, fatto segno di mortali colpi d’arma da fuoco mentre, solo, si dirigeva a prendere servizio presso la sua nuova sede in Milano, reagì col proprio moschetto uccidendo due aggressori e ferendone altri prima di cadere. Per fronteggiare il particolare periodo di tensioni sociali, nell’ottobre del 1919, vennero istituiti i “Battaglioni Mobili Autonomi Carabinieri”, impiegati in supporto alle Legioni Territoriali nella difesa del Paese e nell’ordine pubblico.

Gli anni tra le due Guerre si caratterizzano anche per la prima intensa lotta alla mafia in Sicilia. Straordinario fu l’impegno dell’Arma che impiegò 800 Carabinieri al comando del Maggiore Giuseppe Artale al fianco del Prefetto Cesare Mori, inviato dal Governo con pieni poteri. La riproduzione della prima pagina del “Processo verbale” che portò alla denuncia per “associazione per delinquere” di 121 individui è uno dei brillanti risultati ottenuti dall’Arma nei quattro anni di duro lavoro svolto con il Prefetto “di ferro”.

Nelle tavole successive viene rappresentato l’affetto popolare verso l’Arma dei Carabinieri per la sua opera di intervento premuroso e solerte a favore della cittadinanza, testimoniato dai disegni a colori delle copertine dei vari giornali. Achille Beltrame, famoso illustratore del più diffuso settimanale dell’epoca “la Domenica del Corriere”, affermò: “Una tavola a colori di prima pagina acquista maggiore credibilità se vi è la presenza di un militare dell’Arma”.

Di questo periodo sono le celebri immagini della prima esibizione dell’esaltante “Carosello Storico” degli Squadroni a Cavallo dei Carabinieri, avvenuto il 19 luglio 1933 nella splendida cornice di Piazza di Siena in Roma, del salvataggio di un alpinista caduto in un crepaccio nell’autunno dello stesso anno, della prima entusiasmante tournèe della Banda dell’Arma nel 1934 a Parigi, dell’intervento di un Carabiniere lungo una linea ferroviaria per scongiurare un disastro o l’assistenza alle popolazioni durante una calamità naturale.

Viene quindi ripreso il tema della Copertina, con due tavole. La realizzazione del monumento al Carabiniere rappresenta la vicinanza delle comunità ai loro Carabinieri, espressa tramite donazioni spontanee da tutti i Comuni d’Italia, le cui delibere sono conservate in 93 volumi presso il Museo Storico dell’Arma.

Altra sentita manifestazione di vicinanza, illustrata nelle due successive tavole, è rappresentata dalla consegna della Bandiera alle Caserme dei Carabinieri, usanza nata da un’iniziativa del Sindaco di Castelnuovo di Magra (La Spezia) al quale apparve inconcepibile che la locale Stazione Carabinieri non esponesse il Tricolore in occasione delle vittorie italiane contro l’Austria, essendo venuto a conoscenza che non tutti i presidi ne fossero provvisti. Dopo l’assenso alla donazione da parte del Ministro della Guerra, l’iniziativa si diffuse in tutto il territorio nazionale.

Il 10 giugno 1940 l’Italia entra nel secondo conflitto mondiale. L’Arma combatte su tutti i fronti, dal Baltico ai Balcani, dalla Francia alla Grecia e all’Albania, in Africa settentrionale e in Africa Orientale, impiegando 53.000 uomini. Anche in Russia, campagna particolarmente impegnativa, fu dispiegata l’Arma, alla quale fu assegnato un settore operativo nella zona di Rostov, lungo il bacino del fiume Don. Tra i tanti eroismi, straordinario fu quello del Carabiniere Plado Mosca, durante la ritirata della Divisione Torino nella piana del Don. Con i Reparti accerchiati da forze corazzate russe, senza alcuna via di fuga, il Carabiniere Mosca si lanciò a cavallo contro il nemico, in un gesto disperato, impugnando il Tricolore e trascinando nella carica centinaia di suoi commilitoni. La travolgente azione spezzò l’accerchiamento consentendo all’intera Unità di porsi in salvo. Al Carabiniere Mosca, falciato da una raffica di mitragliatrice, venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”.

Sul fronte orientale africano, a Culqualber, in Etiopia, avvenne l’eroica resistenza del Battaglione Carabinieri mobilitato in difesa di quelle alture. Al comando del Magg. Alfredo Serranti, Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”, il Battaglione resse, dalla primavera all’autunno 1941, l’assedio inglese, fino a che, privo di munizioni, continuò a difendersi con assalti all’arma bianca. Quasi tutti i Carabinieri caddero nella strenua resistenza. Per l’episodio la Bandiera dell’Arma è stata insignita di Medaglia d’Oro al Valor Militare. 

L’Africa settentrionale fu il luogo in cui avvenne il battesimo del fuoco dell’allora Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”. Il Battaglione – al comando del Magg. Edoardo Alessi – dislocato al bivio di Eluet el Asel durante il ripiegamento del dicembre 1941, si rese protagonista di una tenace resistenza all’avanzata inglese, che gli valse una Medaglia d’Argento al Valor Militare e l’ammirazione degli stessi avversari che affermarono, tramite la voce di Radio Londra che i Carabinieri “si erano battuti come leoni e che fino ad allora, in Africa, non avevano mai incontrato così accanita resistenza”.

L’8 settembre 1943 iniziò il drammatico periodo dell’occupazione nazista. L’Arma, rimasta a presidio dei propri Comandi, si caratterizzò di fatto come unico riferimento per le popolazioni in balia della ferocia degli occupanti. Di questo periodo molti sono gli episodi di eroismo da parte di militari dell’Arma sintetizzati nelle successive tavole. Il 19 luglio 1943, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale Azolino Hazon ed il Capo di Stato Maggiore Colonnello Ulderico Burengo rimasero uccisi nel corso di un bombardamento Alleato mentre si adoperavano per dare manforte alla popolazione della Capitale. Il 23 settembre 1943 a Palidoro (Roma), il Vice Brigadiere Salvo d’Acquisto, Comandante della Stazione di Torre in Pietra, fece olocausto della sua giovane vita autodenunciandosi quale autore di un attentato costato la vita ad un militare tedesco, salvando da fucilazione 22 civili innocenti. Analogamente, il 12 agosto 1944, a Fiesole (FI), tre giovani Carabinieri, Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti, sacrificarono la loro vita per salvare dieci ostaggi della comunità di Fiesole. Il 24 marzo 1944 a Roma, 335 italiani, tra cui 12 Carabinieri di ogni grado, furono giustiziati all’interno delle Fosse Ardeatine in segno di rappresaglia per l’attentato di via Rasella avvenuto il giorno precedente.

L’Arma partecipò, inoltre, alla lotta per la Resistenza con il “Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri”, che poteva contare su circa 6000 unità.

Dopo lo sfondamento della “Linea Gotica” da parte degli Alleati, i Carabinieri combatterono ovunque nelle formazioni della Resistenza, spesso organizzandole in reparti militarmente strutturati, ed entrando alla testa delle loro formazioni nelle città liberate. Nella guerra di liberazione le perdite dell’Arma sono state di 2735 caduti e 6521 feriti. La Bandiera venne decorata, per le operazioni svolte, con la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Il 2 giugno del 1946 gli italiani scelsero la Repubblica ed il 28 giugno il Senatore Enrico De Nicola nominato Presidente Provvisorio dello Stato, venne scortato al Palazzo del Quirinale dal “3° Squadrone Carabinieri a Cavallo, denominazione assunta dal Reparto “Carabinieri Guardie del Re”, ossia i Corazzieri. Nel 1948 i Corazzieri vennero ufficialmente denominati “Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica”.

L’Arma, nel secondo dopoguerra, fu nuovamente impegnata a garantire sicurezza alle comunità, affrontando molteplici problematiche, vecchie e soprattutto nuove. Mentre nel Nord del Paese si manifestò con insolita efferatezza la criminalità urbana, in Sicilia prese forma un inquietante sentimento di pseudo-indipendentismo, in nome del quale operavano agguerrite formazioni banditesche. In Alto Adige, ancora, trovava facile terreno il terrorismo a sfondo etnico, mentre in Sardegna imperversavano pericolose bande criminali, soprattutto nelle provincie di Nuoro e di Sassari.

         Le tavole del Calendario di quest’anno si concludono con il riferimento ai quattro alberi piantati sul Monte delle Rimembranze, a Gerusalemme, in onore di altrettanti militari dell’Arma proclamati “Giusti tra le Nazioni” per aver salvato dalla morte numerosi cittadini ebrei altrimenti destinati ai campi di sterminio.      

  

 

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