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Cerimonia in ricordo del Vice Brigadiere Renzo Rosati

TIVOLI - Cerimonia Rosati 2016Castel Madama (RM) – Questa mattina, a Castel Madama, in occasione del 28° anniversario della morte del Vice Brigadiere dei Carabinieri Renzo Rosati, si è svolta una cerimonia commemorativa.

L’evento è stato ricordato in via della Pineta, davanti alla lapide del sottufficiale caduto dove il Sindaco di Castel Madama, Dott. Domenico Pascucci, ed  il Generale di Brigata Salvatore Luongo, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, hanno deposto due corona d’alloro .

Nel corso della cerimonia, a cui erano presenti la madre Ada Pompei ed il fratello Omero del vice brigadiere Renzo Rosati, il sindaco di Castel Madama ha ringraziato i Carabinieri per l’encomiabile lavoro quotidianamente svolto sul territorio, garantendo la sicurezza dei cittadini con qualificata competenza, generosa dedizione e grande sacrificio; alcuni studenti di Castel Madama hanno poi letto alcuni commoventi componimenti.

TIVOLI - Cerimonia 1Il vicebrigadiere Renzo Rosati nacque ad Assisi il 6 aprile 1962. Ultimati gli studi e conseguito il diploma di geometra, il 4 novembre 1983 si arruolò nell’Arma quale carabiniere ausiliario. Successivamente intraprese la carriera di sottufficiale, frequentando i corsi regolari presso la Scuola Marescialli dei Carabinieri di Velletri e di Firenze ove, nell’anno 1987, conseguì il grado di vice brigadiere. Il 25 maggio dello stesso anno venne destinato, in qualità di addetto, alla Stazione Carabinieri di Castel Madama. Verso le ore 02.50, del 17 aprile 1988, durante un servizio esterno di pattuglia automontata, unitamente all’allora carabiniere Amedeo Mandara, si imbatté in due giovani a bordo di un ciclomotore che, alla vista dei militari, si diedero repentinamente alla fuga. Immediatamente raggiunti in via Della Pineta, nel corso del controllo, un malvivente esplose alcuni colpi di pistola, attingendo mortalmente il vice brigadiere Rosati. Nel contempo, il complice aggredì il carabiniere Mandara che riuscì comunque a mettere in fuga i due giovani aggressori, reagendo con la pistola d’ordinanza. Alle prime luci dell’alba del giorno successivo i criminali, grazie al contributo prezioso del carabiniere Mandara, vennero catturati poco distanti dal luogo dell’evento, nascosti all’interno di una baracca.

TIVOLI - Cerimonia 3Per il valoroso atto venne conferita al Vice Brigadiere dei Carabinieri Renzo Rosati la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria con la seguente motivazione:

“Nel corso di un servizio automontato, unitamente ad altro militare, inseguiva e bloccava due giovani sorpresi a bordo di un ciclomotore rubato. Notato che uno dei fermati tentava di estrarre un’arma, non esitava, con sprezzo del pericolo, a lanciarsi contro, venendo peṛ ferito mortalmente da un colpo di pistola. Splendido esempio di grande ardimento e di altissimo senso del dovere.

Castel Madama (Roma), 17 aprile 1988.

Ambasciatore dell’Ecuador a Roma guida delegazione della polizia nazionalein visita al Comando Provinciale dei Carabinieri

ROMA 23 Agosto 2011 – Questa mattina, 25 allievi Ufficiali della Scuola di Stato Maggiore della Polizia Nazionale Ecuadoriana, accompagnati dal loro direttore, Miller Acosta Morejón, hanno visitato il Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma. Presso la storica sede di piazza San Lorenzo in Lucina, la delegazione, accompagnata dall’ambasciatore dell’Ecuador in Italia, Carlos Vallejo López, è stata ricevuta dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma, Col. Maurizio Mezzavilla. L’incontro è proseguito in sala conferenze dove è stato proiettato un filmato istituzionale sui compiti e l’organizzazione dell’Arma. E’ seguito un briefing, nello specifico, sull’attività dei Carabinieri a Roma e Provincia. La delegazione si è poi recata in Centrale Operativa, centro nevralgico e cuore pulsante dell’Istituzione.

Cerimonia in memoria del Ten. Col. Varisco ucciso dalle BR

ROMA 13 Luglio 2011 – Questa mattina, in occasione del 32° anniversario della scomparsa del Tenente Colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, si è tenuta a Roma, una cerimonia commemorativa in suo ricordo, nel luogo dove il 13 luglio del 1979 cadde vittima di un agguato rivendicato dalle Brigate Rosse. Dopo gli onori militari due corone di alloro sono state deposte ai piedi della stele che ricorda il tragico evento, una a nome dell’Arma dei Carabinieri, dal Colonnello Maurizio Mezzavilla, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma e una a nome del Comune di Roma da Giorgio Ciardi, delegato alla Sicurezza del Comune di Roma. Alla cerimonia erano inoltre presenti il Dottor Palazzi, in rappresentanza del Presidente della Provincia di Roma, il Dott. Luigi Ciampoli, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, il Questore di Roma, Francesco Tagliente, il Generale Ignazio Gibilaro, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, il Dottor Angelo Giuliani, Comandante del Corpo di Polizia Roma Capitale e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Il Ten. Col. Antonio Varisco nasce a Zara il 29 marzo 1927. Nel  dicembre del 1957, dopo aver prestato servizio come ufficiale di complemento, viene nominato sottotenente in servizio permanente effettivo e destinato alla Tenenza di Roma-Tribunali. Negli anni successivi viene incaricato di organizzare i reparti dell’Arma presso gli uffici giudiziari della Capitale. Nel dicembre del 1973, nominato Maggiore, gli viene affidato  il Nucleo di Polizia Giudiziaria di Roma.

Nel 1976, con il grado di Tenente Colonnello diviene comandante del Reparto Servizi Magistratura, unità costituita per iniziativa dello stesso Colonnello Varisco.

Il mattino del 13 luglio 1979, mentre in auto si sta recando al palazzo di giustizia, percorrendo Lungotevere Arnaldo da Brescia, cade vittima di un agguato tesogli da brigatisti rossi che, dopo aver fatto esplodere una bomba fumogena per costringerlo a rallentare la marcia, gli esplodono contro diversi colpi di fucile.

Per questo episodio l’Ufficiale è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione:

«Comandante del Reparto Carabinieri Servizi Magistratura, assolveva i suoi particolari e delicati compiti con assoluta dedizione, responsabile impegno ed ammirevole tenacia, pur consapevole del gravissimo rischio personale per il riacutizzarsi della violenza eversiva contro l’intero ordine giudiziario. Fatto segno a numerosi colpi d’arma da fuoco in un vile e proditorio agguato tesogli da un gruppo di terroristi, sublimava col supremo sacrificio una vita spesa a difesa della collettività e delle istituzioni democratiche. Roma, 13 luglio 1979.»