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Roma: cerimonia per ricordare l’ispettore di polizia Carlo Tufilli

ROMA 22 Giugno 2010 – Questa mattina in occasione del 14° anniversario della morte dell’Ispettore Superiore Carlo Tufilli, ucciso da alcuni malviventi in un conflitto a fuoco, il Questore di Roma Dr. Giuseppe Caruso ha deposto in sua commemorazione, alle ore 10.00, una corona di alloro a nome del Capo della Polizia Prefetto Dr. Antonio Manganelli sulla lapide posta all’interno del Commissariato di P.S. Porta Maggiore, dove il poliziotto prestava servizio.

Alla Cerimonia hanno partecipato i familiari del dipendente e le Autorità Civili e Militari.

Il 22 giugno 1996 l’Ispettore Superiore Tufilli, libero dal servizio, mentre si trovava a bordo di un treno si accorse che in una carrozza vicina due malviventi, armati di pistola, avevano appena rapinato alcuni passeggeri. Alla prima stazione utile l’Ispettore, sceso per primo dal treno, affrontò i due rapinatori intimando loro di arrendersi; ne nacque un conflitto a fuoco a seguito del quale Tufilli perse la vita così come uno dei due rapinatori. Il secondo fu arrestato dalla Squadra Mobile il giorno seguente.

Roma: in ricordo di Maurizio Arnesano, commemorazione

ROMA 05 Febbraio 2010 – Sabato 6 febbraio ricorrerà il 30° anniversario dell’uccisione della Guardia di P.S. Maurizio Arnesano ad opera di un commando del gruppo eversivo “Nuclei Armati Rivoluzionari”.

In sua commemorazione, alle ore 10.00 di domani, il Questore di Roma Dr. Giuseppe Caruso deporrà una corona di alloro a nome del Capo della Polizia, Prefetto Dr. Antonio Manganelli, sulla lapide collocata all’interno del Commissariato di P.S. “Prati”, ove Arnesano prestava servizio all’epoca dell’attentato terroristico.

Alla Cerimonia saranno invitate Autorità Civili e Militari, nonché i familiari della vittima.

Maurizio Arnesano venne ucciso con alcuni colpi di pistola, all’età di 19 anni, da due terroristi “neri”che lo aggredirono allo scopo di sottrargli il mitra e la pistola che aveva in dotazione mentre stava svolgendo il servizio di vigilanza al Consolato Libanese di Roma.

Le successive indagini esperite dalla Digos romana permisero di identificare ed assicurare alla giustizia Valerio Fioravanti e Giorgio Vale.