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Palermo: arrestati esponenti Cosa Nostra e sequestrati beni

PALERMO 31 Maggio 2010 – Cinque appartenenti a Cosa Nostra, elementi di spicco del mandamento mafioso di “Resuttana”, sono stati arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Palermo perché ritenuti responsabili del racket delle estorsioni. Salgono così a 42 gli arresti di appartenenti al potente clan dalla fine dello scorso anno ad oggi. Ma, nonostante le operazioni delle forze dell’ordine e la crescente collaborazione dei commercianti ricattati, “l’attività estorsiva”, fanno rilevare i militari dell’Arma, “resta ancora molto forte”.
Sempre oggi, la Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 150 milioni, riconducibili a esponenti mafiosi dei mandamenti di Brancaccio e Porta Nuova. Si tratta di centinaia di immobili, conti correnti e quote societarie, frutto di attività illecite e di riciclaggio. Le persone colpite dalle misure patrimoniali appartengono alle nuove leve di Cosa nostra.

Palermo: arrestati fiancheggiatore del boss Raccuglia

PALERMO 18 Maggio 2010 – Favorirono la latitanza del boss Domenico Raccuglia mettendogli a disposizione case, denaro e nascondigli segreti ed oggi sono stati arrestati.
Sette mandati di cattura, sono stati eseguiti questa mattina dalla Squadra mobile di Palermo in collaborazione con lo Sco (Servizio centrale operativo), uno dei destinatari del provvedimento si trova già detenuto.

Tutti gli arrestati sono accusati di associazione di tipo mafioso proprio per aver aiutato il “padrino” negli anni della latitanza, trovando, tra le altre cose, abitazioni, casolari, ingenti somme di denaro ed armi ma soprattutto facendo circolare i “pizzini” tra lui, i familiari e le altre cosche di “Cosa Nostra”.

L’operazione segna la conclusione delle indagini che,lo scorso 15 novembre, a Calatafimi (TP), avevano consentito di catturare il “boss” alleato alla “mafia” corleonese.

Palermo: La Torre esempio per classe dirigente

PALERMO 30 Aprile 2010 – “Nel 28° anniversario dell’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo non si può non evidenziare l’estrema attualità della legge che porta il nome di La Torre che ha rappresentato una radicale innovazione nella legislazione antimafia. E’ anche grazie a La Torre e alla sua legge se oggi possiamo assistere ai significativi successi nella lotta a Cosa nostra, alla camorra e alla ‘ndrangheta”.
Lo dichiara Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, che aggiunge: “Dobbiamo tutti accogliere l’invito del Capo dello Stato a mantenere viva la memoria delle vittime di mafia, e dobbiamo mutuare l’impegno di La Torre e Di Salvo per sgomberare la nostra società dalla nebbia dell’omertà, che copre ed è il principale alleato dei mafiosi”.
Secondo Lo Bello, “La Torre, intuendo con grande lungimiranza che a frenare ogni tentativo di sviluppo della Sicilia erano i legami fra politica e criminalità mafiosa, sostenne con passione e con il proprio impegno personale fino a pagarne il prezzo con la vita, il principio secondo cui lo sradicamento della mafia non sarebbe mai stato possibile senza un contestuale ripristino dei valori dell’etica e della legalità dentro le istituzioni e senza una forte ‘moralizzazione’ del comportamento di chi riceve incarichi pubblici. La sua morte fermò la costruzione di un argine fra interesse collettivo e condizionamenti illeciti, temi con i quali purtroppo ci troviamo ancora oggi a combattere”.
“In un periodo in cui si rafforza fra la gente un comune sentire per l’affermazione della legalità – conclude Lo Bello – , gli insegnamenti di Pio La Torre oggi devono essere un importante riferimento, soprattutto per la classe dirigente che ha la responsabilità, sia nella cosa pubblica che in economia, di creare le condizioni per assicurare ai nostri giovani un futuro migliore e una crescita civile della nostra terra”.