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Caserta: operazione antidroga, arresti nel clan dei casalesi

CASERTA 12 Aprile 2010 – Operazione dei Carabinieri di Mondragone per l’esecuzione di 18 arresti nelle province di Caserta, Napoli e altre località italiane. I 18, fra i quali spiccano elementi del clan camorristico dei Casalesi, sono accusati di importazione, detenzione e spaccio di ingenti quantità di cocaina e hashish, con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione, coordinata dalla Dda di Napoli, conclude un’indagine precedente che aveva portato all’arresto di 40 persone e al sequestro di droga, denaro e armi da fuoco come fucili, pistole e mitragliatrici.

Palermo: disvelare rapporti tra mafia e mondo imprenditoriale

PALERMO 26 Marzo 2010 – “Esprimo il mio apprezzamento e i miei complimenti alla DDA di Palermo che, con Il prezioso lavoro dei PM, Fernando Asaro e Giuseppe Fici, ha portato attraverso un’importante indagine a disvelare significativi rapporti tra mafia e mondo imprenditoriale”. Lo dichiara Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, commentando l’inchiesta che ha portato all’arresto di presunti mafiosi e imprenditori vicini a Cosa nostra.
“ I miei complimenti – aggiunge – vanno, altresì, al Comando ed al reparto operativo dei Carabinieri ed alla DIA di Catania. Il rapporto tra mafia ed imprenditori rappresenta una tra le più importanti questioni nella lotta a Cosa nostra. E’ questa la frontiera nella quale bisogna continuare ad operare per disboscare meccanismi che inquinano l’economia e che distorcono i mercati.
Ci risulta che una delle aziende coinvolte nell’indagine risulta essere associata a Confindustria Agrigento, che ha già provveduto alla sospensione e nei prossimi giorni avvierà le procedure di espulsione.”

Reggio Calabria: minacce a pm e giornalisti

REGGIO CALABRIA 13 Marzo 2010 – L’ultima volta che la ‘ndrangheta si è fatta sentire è stato il 7 marzo: una busta con proiettile indirizzata al magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, De Bernardo. Lo stesso giorno a Vibo Valentia la scritta intimidatoria “Vattene o muori” a un altro pm della Dda, Spagnuolo. Il 2010 si è aperto con la bomba alla Procura generale di Reggio Calabria, se guita dalla macchina imbottita di tritolo sul percorso del Presidente Napolitano in visita alla città. Sono 5 i giornalisti minacciati, mentre il pentito D’Urzo ha svelato i piani delle cosche per uccidere Angela Napoli, della Commissione parlamentare antimafia.