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Bruxelles: La nuova politica di qualità europea per i prodotti agroalimentari

Bruxelles 11 Dicembre 2010 – E’ stato adottato nella giornata di ieri dalla Commissione europea il cosiddetto ‘pacchetto qualità’ per l’agroalimentare europeo.
Il “pacchetto” comprende una proposta di regolamento sui regimi di qualità dei prodotti agricoli finalizzata non solo a rafforzare il ruolo di DOP e IGP ma anche a creare indicazioni facoltative di qualità come ad esempio “uova di galline allevate all’aperto”.
Nel pacchetto figurano, inoltre, la proposta volta a semplificare le norme di commercializzazione dei prodotti agroalimentari nonchè nuovi orientamenti su buone pratiche per i sistemi di certificazione volontaria e per l’etichettatura dei prodotti che utilizzano come ingredienti prodotti a denominazione.
Tocca adesso al Parlamento europeo il definitivo assenso al “pacchetto qualità” integrando le eventuali modifiche che gli eurodeputati riterranno opportuno proporre.
“Per un territorio come quello italiano, e siciliano in particolare, ricco di specificità agroalimentari e gastronomiche – commenta l’on. Giovanni La Via – si tratta di fare una ricognizione di quei prodotti che necessitano di tutela nell’interesse sia di chi li realizza ma anche di chi ha a cuore lo sviluppo economico dei relativi bacini di produzione. Con questa proposta di regolamento – prosegue l’eurodeputato catanese – abbiamo la straordinaria opportunità di combattere la contraffazione dei nostri prodotti all’estero, garantire informazioni adeguate ai consumatori e dare dignità ai produttori veri .”

…. da Trezzano a Noto l’insostenibilità delle scelte non etiche

Intervento di Vincenzo Belfiore, Legambiente

« ….. In relazione alla notizia riportata da un noto quotidiano qualche giorno addietro a firma di Tony Zermo e cioè che alcuni hotel siciliani in particolare alcuni del nostro litorale utilizzano prodotti alimentari importati dalla Lombardia, non ci farebbe alcuna impressione se ciò fosse avvenuto alla metà dell’ 800 quando, magari sono in pochi a saperlo, Trezzano sul Naviglio, il comune lombardo, dal quale partono i rifornimenti di viveri oggi al centro dell’attenzione, fu feudo della famiglia netina dei Landolina possesso derivato dai Pons de Leon come ancora oggi evidente nello stemma del comune lombardo dove campeggiano i tre gigli d’argento su sfondo nero emblema dell’antichissima famiglia di origine normanna dei Landolina che a Noto fece dimora ricoprendo le più importanti cariche tra cui proprio alla metà dell’800 quello ricoperto da Pietro Landolina marchese di Trezzano e di S. Alfano (Noto presso Canicattini) di primo intendente del Valle minore di Noto ovvero rappresentante del governo delle Due Sicilie per le attuali provincie di Siracusa e Ragusa. Ma nel 2009 il modello proposto da questi hotel è l’antitesi del modello di sviluppo che Legambiente si è proposto di premiare per il territorio di Noto e del sud-est con le 5 vele e non solo, che basato sulle produzioni di qualità, incalcolabile il numero di produzioni DOP DOC IGP del nostro territorio olio vino pomodori ortaggi ma anche carni pregiate e pescato, un modello basato sulla valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali ma anche gastronomiche. Oggi ci sentiamo di dire, non essere soltanto il modello di sviluppo indicato da Legambiente, ormai consapevolmente indicato non solo dalla classe politica ma anche dalla volontà di chi opera nel settore e i cui risultati nonostante la crisi vedono comunque il nostro territorio la cui offerta turistica è basata essenzialmente patrimonio naturale e culturale di qualità (unesco, riserve, aree marine, 5 vele etc) sostanzialmente reggere, non arretrando come in tutta Italia, ma addirittura con settori in crescita.
Continua a leggere …. da Trezzano a Noto l’insostenibilità delle scelte non etiche

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