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NATO: come supportare la Libia. Incontro tra Stoltenberg e Taha Siala.

NATO Secretary General Jens Stoltenberg meets with the Minister of Foreign Affairs of Libya, Mohamed Taha Siala
NATO Secretary General Jens Stoltenberg meets with the Minister of Foreign Affairs of Libya, Mohamed Taha Siala

Il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha incontrato Mohamed Taha Siala, Ministro degli Affari Esteri della Libia nella giornata di venerdì 17 giugno 2016 per discutere della situazione politica e della sicurezza in Libia.

Il Segretario Generale si è detto incoraggiato dai progressi compiuti dal governo di Accordo Nazionale guidato dal primo ministro Fayez Al Sarraj ed ha espresso il pieno sostegno della NATO per il processo di dialogo politico guidato dalle Nazioni Unite.

Durante l’incontro, hanno anche affrontato il tema della possibile assistenza della NATO alla Libia nei campi della difesa e della sicurezza. In linea con le decisioni adottate dai capi di Stato e di governo dei Paesi della NATO in occasione del Summit in Galles nel 2014, la NATO è pronta ad assistere la Libia nel campo della difesa e della sicurezza, se richiesto dal governo di Accordo Nazionale e in complementarità con le Nazioni Unite e l’Unione europea.

The Minister of Foreign Affairs of Libya visits NATOL’incontro del Segretario generale e il ministro Taha Siala fa parte delle discussioni in corso su come la NATO può aiutare la Libia a sviluppare le sue istituzioni di difesa e sicurezza.

L’incontro di oggi era stato preceduto da una recente conversazione tra Stoltenberg e il primo ministro Fayez Al Sarraj e da contatti tra la NATO e funzionari libici.

Libya. Sarraj: “Sarà una guerra lunga ma la vittoria su Sirte è vicina”.

Fayez al Sarraj5 giugno 2016 – «Speriamo che questa guerra contro il terrorismo possa essere in grado di unire la Libia. Ma sarà lunga: e la comunità internazionale lo sa».

Fayez al Sarraj, primo ministro del governo di unità Onu della Libia ha escluso un intervento militare internazionale per combattere il gruppo Stato islamico, che ha visto una presenza crescente nel paese dal 2014.

«E ‘vero che abbiamo bisogno di aiuto da parte della comunità internazionale nella nostra lotta contro il terrorismo – ha dichiarato Sarraj durante un’intervista  al francese Journal du Dimanche – ed è vero che l’aiuto lo abbiamo già ricevuto. Non stiamo parlando di un intervento internazionale perché la presenza di truppe di terra straniera sarebbe in contrasto con i nostri principi».

Ed ha proseguito: «Invece abbiamo bisogno di immagini satellitari, di intelligence, assistenza tecnica, non certo di bombardamenti».

Sono circa 25 le nazioni, tra cui Stati Uniti e Russia, che lo scorso mese hanno un accordo di aiuto per  la Libia contro i jihadisti, ma il primo ministro Fayez al-Sarraj sostenuto che non avrebbe “permesso truppe straniere sul suolo”.

Nella giornata di ieri, le forze fedeli al GNA hanno detto di aver ripreso la base aerea di Gardabiya dalle mani dei jihadisti a circa 20 chilometri della città di Sirte, la roccaforte jihadista in Libia diventata una postazione strategica per la sua posizione in grado di interrompe i canali di approvvigionamento all’Isis.

E Faye al Sarraj non haq dubbi: «La vittoria totale su IS a Sirte è vicina».