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Festival delle Relazioni. Moni Ovadia, Francesco Cafiso e Giovanni Robustelli: relazioni tra parole, musica e colori

Cafiso Robustelli (145)Ragusa, 16 giugno 2016 – Una serata intrisa di magia. Riflessioni alte si sono intrecciate con l’arte di due grandi protagonisti della cultura musicale e pittorica del nostro territorio. Il sagrato della Cattedrale di San Giovanni ha ospitato ieri la serata del Festival delle Relazioni dedicata ai linguaggi dell’anima. Protagonisti assoluti, l’attore e regista Moni Ovadia e, a seguire, il musicista Francesco Cafiso ed il pittore Giovanni Robustelli. 

“Stranieri e viandanti nel mondo e nel mondo interiore” il tema affidato a Moni Ovadia. L’artista, da par suo, ha incantato la piazza con una lunga riflessione sull’etica dello straniero. Sulla necessità di riconoscere eguale dignità e diritti ad ogni uomo. “Il razzista – spiega con logica ironia –  è un coglione che viaggia con un ritardo di almeno 40 mila anni. Il colore della pelle e le altre caratteristiche fisiche dipendono solo dall’adattamento al clima. Noi abbiamo una comune matrice umana che è facile riconoscere. Ci sono differenze accessorie, ma la sostanza umana è unica. L’etica dello straniero è fondante rispetto alla nostra civiltà occidentale. Nel caso del monoteismo è lo straniero che fonda l’identità. Non a caso il comune patriarca Abramo riceve dalla voce di Dio il comando: vai verso te stesso, vattene dalla tua terra, dalla casa di tuo padre, dal tuo parentado. Questo vuol dire che l’inizio del cammino monoteista è nel farsi stranieri. Se vogliamo essere degni della civiltà che dichiariamo dobbiamo prendere in mano l’etica e la prospettiva dello straniero.  

Moni Ovadia al Festival delle Relazioni (53)Tutti gli uomini nascono pari in dignità e diritti. Ed è proprio la questione della dignità da portare al centro per riconoscere l’etica del viandante”. Ovadia ricorda il destino comune dei tanti migranti. Sottolinea come gli stranieri abbiano contribuito a rendere ricca e prospera l’America. “La maggior parte degli emigrati – spiega – ha edificato la propria vita in Paesi lontani, ma ha dato a questi paesi un contributo di sviluppo enorme”. 

“La memoria – aggiunge – è un progetto per il futuro, non è volgersi nostalgicamente al passato. Il passato si onora solo se edifichiamo un futuro fondato su quei principi calpestati e denigrati per i quali innocenti sono caduti e uomini giusti hanno combattuto e sono morti. Purtroppo in questa nostra Europa ci sono segnali di pesanti regressioni”. 

Alla musica di Francesco Cafiso e al talento pittorico di Giovanni Robustelli è stato affidato il compito di narrare su vie sonore e cromatiche il senso del dialogo. La performance di Cafiso, impegnato al pianoforte e al sassofono, guida e trae ispirazione dall’esecuzione dal vivo di un’opera pittorica su tela affidata a Robustelli. L’artista dei colori sembra danzare nella contemplazione del lavoro e nel gesto creativo. E questo divenire diventa motivo di ulteriore ispirazione per il musicista. 

Un dialogo tra due amici, due talenti immensi nati in questo territorio e che a questo territorio donano molto. 

“Ringraziamo gli artisti che hanno dato lustro al Festival delle Relazioni – sottolinea Tonino Solarino, presidente della Fondazione San Giovanni Battista – ma vogliamo ringraziare le autorità civili, la Prefettura, la Questura e quanti quotidianamente lavorano per rendere Ragusa non una somma di singoli ma una comunità vera”. 

Le attività del Festival delle Relazioni proseguiranno il 20 e il 21 giugno, sempre alle ore 18, con la Giornata del rifugiato che si svolgerà rispettivamente al Centro Polifunzionale di Viale Colajanni a Ragusa e presso il Centro Gerico di Vittoria.

Fino al 19 giugno, infine, sarà possibile visitare presso Palazzo Garofalo la mostra delle opere create dagli ospiti dei centri SPRAR e la Stanza della Meditazione, realizzazione multimediale a cura di Giampiero Carta. 

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Festival delle Relazioni. Oggi è la volta di Moni Ovadia e Francesco Cafiso.

Grande successo per l’incontro con Nello Dell’Agli e Margherita Spagnuolo Lobb.
Oggi è la volta di Moni Ovadia e Francesco Cafiso

Festival delle Relazioni - stranieri a se stessi (5)Ragusa, 15 giugno 2016 – Tutto esaurito per il primo incontro del Festival delle Relazioni. L’auditorium Cartia è infine risultato insufficiente per contenere il pubblico accorso per ascoltare le relazioni degli studiosi Nello Dell’Agli e Margherita Spagnuolo Lobb. 

Tonino Solarino, Presidente della Fondazione San Giovanni Battista, dopo aver presentato i due relatori, ha elogiato la città di Ragusa perché è una vera comunità il cui patrimonio non consiste solo nei magnifici monumenti storici, ma anche nella grande capacità dei cittadini nel saper coltivare efficaci relazioni umane e culturali.

stranieri a se stessi (18)Frate Nello Dell’Agli ha affrontato il tema da un punto di vista spirituale e teologico con una relazione dal titolo “Tra la fatica e il piacere di conoscersi”. E lo ha fatto secondo lo stile della lectio divina, commentando un passo del Deuteronomio: “Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna”. Dell’Agli ha voluto sottolineare innanzitutto l’importanza di un cammino memoriale per non fuggire dalla propria coscienza e per sapersi relazionare sempre sia con lo straniero che è in noi, sia con lo straniero che si incontra nel percorso di vita. 

Festival delle Relazioni - stranieri a se stessi (77)Margherita Spagnuolo Lobb ha affrontato il tema della conferenza con una relazione di stampo psicoterapeutico dal titolo “Percorsi di relazionalità tra bellezza e dolore”. La studiosa ha sottolineato l’importanza della relazionalità, soprattutto per i bambini. “Il nostro cervello – afferma – è fatto per l’altro e si sviluppa e cresce proprio con le relazioni. Molte patologie nascono dal fatto della mancanza dell’altro. Proprio per questo l’esperienza dell’amore è fondamentale e ci plasma fortemente. Nell’amore l’uomo cerca il senso della completezza e dell’unità, proprio come il mistico la cerca in Dio. Quindi il nostro vero desiderio sano è quello di andare sempre “verso l’altro”. Perciò, accettare la fragilità e cogliere la diversità nella comune ricerca di verità, è il bel compito necessario di ogni essere umano”. 

La serata si è conclusa gioiosamente con la premiazione dei vincitori dei concorsi organizzati dal Festival.

Tre gli appuntamenti previsti per oggi: alle 19 a Palazzo Garofalo inaugurazione dell’esposizioni artistiche e della Stanza della meditazione. Alle 19,30 in piazza San Giovanni l’attore e regista Moni Ovadia incontra il pubblico per un momento dal titolo “Stranieri e viandanti nel mondo e nel mondo interiore”. Al termine, Francesco Cafiso, jazzista di fama mondiale omaggia il Festival con una performance in trio che vedrà impegnato anche il pittore Giovanni Robustelli nell’esecuzione live di un’opera pittorica su tela. 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.

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Festival delle Relazioni. Da domani arte cultura e testimonianza all’insegna del dialogo

Festival delle relazioni - cafiso robustelliRagusa, 13 giugno 2016 – Domani, 14 giugno alle ore 19 presso l’auditorium Cartia gli studiosi Nello Dell’Agli e Margherita Spagnuolo Lobb relazioneranno sui temi “Tra la fatica e il piacere di conoscersi” e “Percorsi di interiorità tra bellezza e dolore”. Dell’Agli è teologo, biblista e psicoterapeuta molto apprezzato. Margherita Spagnuolo Lobb è psicologa, psicoterapeuta, dal 1979 dirige l’Istituto di Gestalt HCC. 

Al termine dell’incontro si terrà la premiazione dei vincitori del concorso letterario e di artwork correlato al Festival. 

Giorno 15 giugno a Palazzo Garofalo alle ore 19 verrà inaugurata l’istallazione multimediale “Stanza della meditazione” a cura di Giampiero Carta. 

Alle 19,30, in piazza San Giovanni l’attore e regista Moni Ovadia incontra il pubblico per un momento dal titolo “Stranieri e viandanti nel mondo e nel mondo interiore”. Ovadia è artista di grande spessore. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico. 

Al termine, spazio alla grande musica con Francesco Cafiso, jazzista di fama mondiale che omaggia il Festival con una performance in trio che vedrà impegnato anche il pittore Giovanni Robustelli nell’esecuzione live di un’opera pittorica su tela. 

Il Festival prevede la celebrazione in due momenti della Giornata del Rifugiato. La primasi svolgerà il 20 giugno presso il Centro polifunzionale interculturale di viale Colajanni con l’organizzazione della Caritas diocesana di Ragusa. Prevista la presenza di due importanti relatori: Claudio Bertolotti, analista strategico indipendente, si occupa principalmente di questioni politiche, militari e religiose relative all’Afghanistan contemporaneo “Rotte, fondamentalismi islamici e possibili contaminazioni” il tema del suo intervento. A seguire “Diario dalla Siria”, testimonianza di Suor Deema Fayyad della comunità monastica di Deir Mar Musa. Suor Deema Fayyad appartiene alla comunità fondata in Siria da Padre Paolo Dall’Oglio, sacerdote gesuita rapito nel 2013. 

Il 21 giugno, infine, al Centro Gerico di Vittoria, il Festival chiude i battenti con una serata dedicata all’Arte profuga con il diretto coinvolgimento degli ospiti dei centri SPRAR e momenti di teatro, musica e danza. 

Il progetto è promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista in collaborazione con la Diocesi di Ragusa, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, gli enti locali titolari dei progetti SPRAR, l’Istituto comprensivo Vann’Antò, la cooperativa Filotea.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.