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Pickpocketing: indagine italo-francese blocca traffico internazionale, cinque arresti a Roma

ROMA 02 Dicembre 2010 – Le minori, giovanissime, venivano “addestrate” e “specializzate” per il pickpocketing, per i borseggi ed altri piccoli furti all’interno delle stazioni delle metropolitane delle principali capitali europee tra cui Parigi e Roma.
A conclusione di un’indagine durata diversi mesi e condotta dagli agenti della squadra mobile della Squadra Mobile della Questura di Roma, diretta dal dr. Vittorio Rizzi, in collaborazione con la polizia francese, 5 persone di origine Bosniaca e Croata, di etnia rom, sono stati arrestati a Roma.
Erano centinaia le ragazzine di etnia rom impiegate dalla struttura piramidale a capo della quale vi era un 58enne di etnia rom. A lui erano infatti destinati in proventi dei “piccoli” reati posti in essere con metodo sistematico delle minori ai danni degli utenti delle metro. In alcuni casi il guadagno arrivava fino a quasi 5000 euro al giorno. E’ il caso di una minore di 12 anni con numerosi alias, più volte bloccata dagli agenti, la quale si avvaleva poi della collaborazione altri 2 minori, rispettivamente di 13 e 17 anni.
L’organizzazione non trascurava l’impiego nemmeno dei più piccoli. In genere i bambini di età inferiore ai 3 anni venivano infatti ”utilizzati” dai rispettivi genitori per l’attività di accattonaggio.
Al momento del blitz effettuato nella zona dell’Infernetto una delle bambine più bambine di appena 9 mesi verosimilmente impiegata proprio nell’accattonaggio per riuscire a carpire denaro dalle persone, è stata trovata in precarie condizione di salute e ricoverata in ospedale perchè affetta da broncopolmonite. I bambini impiegati a Roma venivano dislocati dall’organizzazione della capitale in particolare presso le stazioni metro nella zona del Colosseo, del Pantheon, della Fontana di Trevi, e del Vaticano, sfruttando l’elevato flusso di turisti e gli utenti dei negozi più eleganti.
I proventi dell’attività dei minori venivano poi reinvestiti da parte del 58enne in attività commerciali tra cui alcuni bar. Altra parte del guadagno veniva invece destinato dallo stesso 58eene ai suoi hobby tra cui la passione del gioco in bische clandestine e auto di lusso.
Allo stesso risultano infatti riconducibili 36 auto tra cui Porsche e Mercedes. Nel corso della perquisizione dell’abitazione in uso al 58enne, al cui interno sono stati sorpresi anche 7 minori, gli agenti i hanno trovato anche numerosa documentazione attestante movimenti di denaro tra l’uomo e la compagna e che hanno consentito di accertate l’esistenza di conto correnti in Francia e in Belgio.
Non è escluso che in alcuni casi i minori subivano anche forti condizionamenti con atti di violenza. Particolarmente precarie erano le condizioni igienico-sanitarie dell’appartamento usato dall’organizzazione come “base” operativa.
Uno dei fermati aveva tentato di sottrarsi all’espulsione esibendo un certificato di nascita falso, apparentemente emesso dall’Autorità di Marsiglia, ma l’alterazione del documento è stata smascherata dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura, diretto dal dr. Maurizio Improta, che ha assicurato il supporto di specifica competenza nel corso delle varie fasi delle indagini, oltre che per l’identificazione degli arrestati e per la ricostruzione della reale identità degli stessi in occasione del blitz.
In particolare, grazie anche alla collaborazione con le Autorità Francesi attivata nell’immediatezza dei fatti, una volta accertata l’origine serba dell’interessato, l’Ufficio Immigrazione ha avviato le procedure per espulsione dal territorio nazionale, associandolo al C.I.E di Ponte Galeria.
Ulteriori riscontri sono in corso in relazione al fatto che la stessa organizzazione nel tentativo di eludere la normativa sul soggiorno sul territorio nazionale cercava di regolarizzare la posizione di alcuni componenti del gruppo attraverso richieste di asilo politico e acquistando in Francia documenti d’identità attraverso la mediazione di impiegati corrotti.

Roma: fontana di Trevi, arrestati ladri di monetine

ROMA 28 Aprile 2010 – Stavano “pescando” le monete dalla fontana di Trevi i 4 romeni, tutti pregiudicati e di età compresa tra i 24 ed i 38 anni, arrestati in flagranza dai Carabinieri della Stazione Roma Viminale. Gli uomini sono stati sorpresi mentre, con delle attrezzature di fortuna, costituite da antenne telescopiche con calamita fissata all’estremità, stavano asportando numerose monete dalla fontana. I militari, intervenuti per bloccarli, hanno recuperato e sequestrato 35 euro e altre monete estere. I 4 romeni sono stati arrestati e accompagnati in caserma, in attesa di essere processati per direttissima.

Roma: volevano rubare le monetine della Fontana di Trevi, arrestati

ROMA 14 Marzo 2010 – I Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno arrestato sette persone, italiane e straniere, a conclusione di un servizio di controllo eseguito in tutto il Centro Storico della Capitale. Durante l’operazione, finalizzata a prevenire fenomeni di illegalità diffusa, sono stati pizzicati tre pregiudicati romeni, di età compresa tra i 26 ed i 52 anni, tutti senza fissa dimora, mentre in piazza di Trevi, armati di lunghe cannucce telescopiche alla cui estremità avevano installato delle calamite, stavano ripulendo il fondo della Fontana di Trevi dalle monetine che i turisti gettano tradizionalmente in acqua volgendo le spalle alla vasca. Quando i militari li hanno bloccati i tre ladri erano già riusciti a racimolare una trentina di euro in spiccioli. Dovranno rispondere di furto aggravato.

Poco dopo i Carabinieri hanno arrestato un pregiudicato originario di Napoli di 38 anni. L’uomo, già sottoposto all’obbligo di firma, è stato fermato dopo aver rubato cosmetici e capi di abbigliamento in due negozi di via del Corso.
Due ragazzine nomadi di 16 anni, invece, sono state bloccate dai militari nella stazione della metropolitana “Termini”, dove, insieme ad un’altra “collega” minore di 14 anni e quindi non imputabile, avevano appena sfilato un portafogli dalle tasche di un turista brasiliano.
Sempre nelle vie del Centro Storico i Carabinieri hanno sorpreso un cittadino del Bangladesh di 31 anni che aveva messo in vendita 110 cd e dvd “pirata”.
Gli arrestati sono stati trattenuti in caserma, tranne le giovani borseggiatrici, che sono state accompagnate nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli. Sono tutti in attesa del giudizio direttissimo.