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Tratta di immigrati dall'Afghanistan: smantellata banda criminale in Italia, 48 arresti

ROMA 11 Gennaio 2011 – L’Italia come ponte per il trasferimento dei clandestini dalle regioni dell’Afghanistan ai Paesi del centro e nord Europa, operato dietro pagamento di ingenti somme di denaro versato dai congiunti dei migranti unitamente alle somme occorrenti ai costi del trasferimento e mantenimento degli stessi. Per i trasferimenti delle somme in denaro pattuite per l’ingresso illegale utilizzato il sistema della “hawala”, che consente l’anonimato dei soggetti “hawaladar” (ovvero sorta di broker dell’hawala ) coinvolti nei vari transiti di denaro.
E’ quanto emerso da un’indagine congiunta delle Squadra Mobile delle Questure di Roma e Bolzano e della Digos della Questura di Frosinone, coordinata dal Servizio Centrale Operativo e coordinata dai Sostituti Procuratori della Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Roma Leonardo Frisani e Francesco Polino, conclusasi con l’emissione di 48 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse a firma del G.i.p. Maria Bonaventura.
All’Ufficio immigrazione della Questura di Roma è stato invece affidato il supporto sul fronte della trattazione dei clandestini e dei riscontri ulteriori di specifica competenza necessari alle indagini.
L’organizzazione criminale, composta da soggetti, prevalentemente di origine afghana, con base operativa anche a Roma, era affiliata ad un più esteso gruppo criminale transnazionale originariamente di origina curda e finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed al procacciamento e alla falsificazione di documenti validi per l’espatrio, con ramificazioni in diversi Stati tra cui l’Afghanistan, Pakistan, Iran, Grecia, Turchia, Francia, Svezia, Norvegia e Regno Unito.

Pickpocketing: indagine italo-francese blocca traffico internazionale, cinque arresti a Roma

ROMA 02 Dicembre 2010 – Le minori, giovanissime, venivano “addestrate” e “specializzate” per il pickpocketing, per i borseggi ed altri piccoli furti all’interno delle stazioni delle metropolitane delle principali capitali europee tra cui Parigi e Roma.
A conclusione di un’indagine durata diversi mesi e condotta dagli agenti della squadra mobile della Squadra Mobile della Questura di Roma, diretta dal dr. Vittorio Rizzi, in collaborazione con la polizia francese, 5 persone di origine Bosniaca e Croata, di etnia rom, sono stati arrestati a Roma.
Erano centinaia le ragazzine di etnia rom impiegate dalla struttura piramidale a capo della quale vi era un 58enne di etnia rom. A lui erano infatti destinati in proventi dei “piccoli” reati posti in essere con metodo sistematico delle minori ai danni degli utenti delle metro. In alcuni casi il guadagno arrivava fino a quasi 5000 euro al giorno. E’ il caso di una minore di 12 anni con numerosi alias, più volte bloccata dagli agenti, la quale si avvaleva poi della collaborazione altri 2 minori, rispettivamente di 13 e 17 anni.
L’organizzazione non trascurava l’impiego nemmeno dei più piccoli. In genere i bambini di età inferiore ai 3 anni venivano infatti ”utilizzati” dai rispettivi genitori per l’attività di accattonaggio.
Al momento del blitz effettuato nella zona dell’Infernetto una delle bambine più bambine di appena 9 mesi verosimilmente impiegata proprio nell’accattonaggio per riuscire a carpire denaro dalle persone, è stata trovata in precarie condizione di salute e ricoverata in ospedale perchè affetta da broncopolmonite. I bambini impiegati a Roma venivano dislocati dall’organizzazione della capitale in particolare presso le stazioni metro nella zona del Colosseo, del Pantheon, della Fontana di Trevi, e del Vaticano, sfruttando l’elevato flusso di turisti e gli utenti dei negozi più eleganti.
I proventi dell’attività dei minori venivano poi reinvestiti da parte del 58enne in attività commerciali tra cui alcuni bar. Altra parte del guadagno veniva invece destinato dallo stesso 58eene ai suoi hobby tra cui la passione del gioco in bische clandestine e auto di lusso.
Allo stesso risultano infatti riconducibili 36 auto tra cui Porsche e Mercedes. Nel corso della perquisizione dell’abitazione in uso al 58enne, al cui interno sono stati sorpresi anche 7 minori, gli agenti i hanno trovato anche numerosa documentazione attestante movimenti di denaro tra l’uomo e la compagna e che hanno consentito di accertate l’esistenza di conto correnti in Francia e in Belgio.
Non è escluso che in alcuni casi i minori subivano anche forti condizionamenti con atti di violenza. Particolarmente precarie erano le condizioni igienico-sanitarie dell’appartamento usato dall’organizzazione come “base” operativa.
Uno dei fermati aveva tentato di sottrarsi all’espulsione esibendo un certificato di nascita falso, apparentemente emesso dall’Autorità di Marsiglia, ma l’alterazione del documento è stata smascherata dal personale dell’Ufficio Immigrazione della Questura, diretto dal dr. Maurizio Improta, che ha assicurato il supporto di specifica competenza nel corso delle varie fasi delle indagini, oltre che per l’identificazione degli arrestati e per la ricostruzione della reale identità degli stessi in occasione del blitz.
In particolare, grazie anche alla collaborazione con le Autorità Francesi attivata nell’immediatezza dei fatti, una volta accertata l’origine serba dell’interessato, l’Ufficio Immigrazione ha avviato le procedure per espulsione dal territorio nazionale, associandolo al C.I.E di Ponte Galeria.
Ulteriori riscontri sono in corso in relazione al fatto che la stessa organizzazione nel tentativo di eludere la normativa sul soggiorno sul territorio nazionale cercava di regolarizzare la posizione di alcuni componenti del gruppo attraverso richieste di asilo politico e acquistando in Francia documenti d’identità attraverso la mediazione di impiegati corrotti.

Terrorismo internazionale: sventati attacchi in Europa, governi non confermano

LONDRA 29 Settembre 2010 – Un gruppo terrorista pakistano, che sembrerebbe legato ad Al Qaeda, aveva preparato un piano per una serie di attentati coordinati in grandi città in Gran Bretagna, Germania e Francia. Lo rivela la tv britannica Sky News, citando fonti di intelligence, dopo l’ ennesimo falso allarme alla Tour Eiffel a Parigi. Ma i governi interessati non confermano. L’obiettivo, secondo la fonte, era ripetere su larga scala il massacro di Mumbay in India quando un commando terrorista, nel novembre 2008, uccise 166 persone.