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Olanda firma l’accordo per gli aiuti alla stabilizzazione della Libia

libya, meeting Tunisi UNDPI Paesi Bassi e l’UNDP hanno firmato un accordo di ripartizione dei costi per 2 milioni di euro per il Fondo di stabilizzazione per la Libia.

Il fondo per la stabilizzazione è un’iniziativa del governo libico di Accordo Nazionale (GNA), implementato da UNDP e sostenuto dalla comunità internazionale.

I Paesi Bassi sono il quarto donatore a firmare un accordo con l’UNDP relativo al Fondo, dopo Germania, Norvegia e Italia, rendendo l’importo totale degli accordi sottoscritti ad oggi pari a 10 milioni di dollari, mentre gli impegni sono pari a 30 milioni di dollari da parte della comunità internazionale, ed altri 30 milioni da parte del GNA.

Il fondo di stabilizzazione è uno strumento che si propone di fornire miglioramenti visibili e tangibili per la popolazione a livello locale in tempi brevi. Si lavorerà principalmente sulla riabilitazione delle infrastrutture critiche distrutte dal conflitto che miglioreranno direttamente la fornitura dei servizi di base. A seconda delle priorità individuate a livello locale, il Fondo può finanziare la riabilitazione e riparazioni di infrastrutture pubbliche tra cui cliniche, ospedali, impianti di acqua, impianti di trattamento delle acque reflue, reti elettriche e stazioni.

Gli interventi del Fondo di stabilizzazione saranno attuate da UNDP e saranno selezionati sulla base delle valutazione delle esigenze sul campo. Le priorità saranno approvate congiuntamente a livello locale, di concerto con i comuni, la società civile e le popolazioni colpite.

Il Fondo sarà inizialmente limitato a specifiche località tra l’Est, Ovest e Sud della Libia. I primi interventi saranno effettuati laddove  vi sono stati più danni compresa Bengasi, Obari e Kikla. Se i fondi presenti lo consentiranno, si potrà  allargare il campo di intervento a tutte le aree della Libia.

Libya. Sarraj: “Sarà una guerra lunga ma la vittoria su Sirte è vicina”.

Fayez al Sarraj5 giugno 2016 – «Speriamo che questa guerra contro il terrorismo possa essere in grado di unire la Libia. Ma sarà lunga: e la comunità internazionale lo sa».

Fayez al Sarraj, primo ministro del governo di unità Onu della Libia ha escluso un intervento militare internazionale per combattere il gruppo Stato islamico, che ha visto una presenza crescente nel paese dal 2014.

«E ‘vero che abbiamo bisogno di aiuto da parte della comunità internazionale nella nostra lotta contro il terrorismo – ha dichiarato Sarraj durante un’intervista  al francese Journal du Dimanche – ed è vero che l’aiuto lo abbiamo già ricevuto. Non stiamo parlando di un intervento internazionale perché la presenza di truppe di terra straniera sarebbe in contrasto con i nostri principi».

Ed ha proseguito: «Invece abbiamo bisogno di immagini satellitari, di intelligence, assistenza tecnica, non certo di bombardamenti».

Sono circa 25 le nazioni, tra cui Stati Uniti e Russia, che lo scorso mese hanno un accordo di aiuto per  la Libia contro i jihadisti, ma il primo ministro Fayez al-Sarraj sostenuto che non avrebbe “permesso truppe straniere sul suolo”.

Nella giornata di ieri, le forze fedeli al GNA hanno detto di aver ripreso la base aerea di Gardabiya dalle mani dei jihadisti a circa 20 chilometri della città di Sirte, la roccaforte jihadista in Libia diventata una postazione strategica per la sua posizione in grado di interrompe i canali di approvvigionamento all’Isis.

E Faye al Sarraj non haq dubbi: «La vittoria totale su IS a Sirte è vicina».

 

Breaking News: forze fedeli al GNA circondano Sirte

29 maggio 2016 – Secondo la Reuters, le forze fedeli al governo di unità sostenuto dalle Nazioni Unite (Government of National Accord), hanno circondato la città di Sirte, roccaforte dello Stato islamico in Libia, e che adesso si trovano a meno di 15 km (10 miglia) dal centro della città.

Le forze, composte da combattenti per lo più dalla città occidentale di Misurata, sono ora più vicino a Sirte di quanto lo siano state nell’ultimo anno.

La scorsa estate le brigate di Misurata si ritirarono dalla Sirte e lo Stato islamico prese il controllo della città, che è un importante porto libico situato al centro del Golfo della Sirte e che nel passato è stato un centro di smistamento della carovane dirette nelle regioni dell’Africa centrale.