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Afghanistan: militare italiano ucciso da un cecchino nella valle del Gulistan

FARAH 31 Dicembre 2010 – Un militare italiano è morto in Afghanistan colpito da un cecchino nel distretto del Gulistan, nell’ovest del Paese. Il militare italiano è stato ucciso “a seguito di un colpo di arma da fuoco” come ha confermato lo Stato maggiore della Difesa.
L’alpino è il caporal maggiore Matteo Miotto: era in forza al 7/o reggimento alpini di Belluno ed è stato ucciso mentre era in servizio all’interno della base avanzata ‘Snow’ nella valle del Gulistan. Miotto, 24 anni, veneto di Thiene, si trovava in Afghanistan da luglio.

Il Gulistan, in provincia di Farah, è una delle zone più ‘calde’ del settore affidato al controllo dei militari italiani, al confine con l’Helmand, dal primo settembre operano gli alpini del 7/o reggimento di Belluno, che costituiscono l’ossatura della Task force south east, composta anche da militari di altri reparti.
Il 4 ottobre scorso, proprio nella valle del Gulistan, si verificò l’imboscata in cui morirono altri quattro soldati italiani. L’area affidata al controllo degli alpini, denominata Box Tripoli, era un tempo sotto comando statunitense.
Negli ultimi mesi i militari italiani hanno portato avanti una serie di iniziative, tra le quali anche quattro progetti di cooperazione civile-militare.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con profonda commozione la notizia dell’uccisione del militare italiano impegnato nella missione per la pace e la stabilità in Afghanistan. Il presidente, si legge in una nota, ha espresso i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto e al cordoglio delle Forze armate.
Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, appresa la notizia del decesso del Caporal Maggiore Matteo Miotto del 7° reggimento Alpini in Afghanistan, ha inviato al Gen. C.A. Giuseppe Valotto, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il seguente telegramma:
“La notizia della morte del Primo Caporal Maggiore Matteo Miotto, avvenuta questa mattina in Afghanistan colpito da un cecchino durante un servizio armato, mi ha profondamente amareggiato. In questa tristissima circostanza, voglia accogliere i sentimenti di sincero cordoglio delle Forze Armate e la mia sentita personale partecipazione al gravissimo lutto che ha colpito l’Esercito”.
Il Ministro, inoltre, ha inviato il seguente telegramma alla famiglia del militare deceduto:
“In questo dolorosissimo momento partecipo con profonda commozione, unitamente a tutto il personale delle Forze Armate, alla perdita di Matteo, generosamente impegnato in una missione di grande valore umanitario. Il suo ricordo rimarrà per sempre nella memoria di chi crede nella pace e nella solidarietà fra i popoli.
Vogliate accogliere le espressioni delle più sentite condoglianze”.
Il Ministro La Russa, a seguito dell’uccisione del caporal maggiore Miotto, ha annullato l’incontro previsto il 2 gennaio 2011 a Courmayer con i militari feriti in missioni in Afghanistan.
Il ritorno della salma è previsto per la mattina di domenica 2 gennaio alle ore 10:00 allo scalo militare dell’aeroporto di Ciampino, con un volo partito da Herat.

Roma: caso Emergency, Frattini riferisce in Parlamento domani

ROMA 13 Aprile 2010 – Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, riferirà domani pomeriggio in Parlamento sul caso Emergency. Lo comunicano fonti della Farnesina. L’intervento è fissato per le 15. Frattini ha chiesto all’ambasciatore italiano a Kabul, Claudio Glaentzer, di rimanere ad Helmand per seguire da vicino la vicenda. Glaentzer sarà affiancato dal consulente giuridico della Farnesina per l’Afghanistan, Aitala. Il titolare della Farnesina ha chiesto “che sia nominato un avvocato ” per i tre italiani arrestati.

Afghanistan: arrestati 3 medici italiani, Emergency "accuse ridicole"

HELMAND 10 Aprile 2010 – Tre medici italiani di Emergency sono stati arrestati in Afghanistan dalle forze Isaf e locali, con l’accusa di di essere coinvolti in un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. In manette altre 6 persone. Causa dell’arresto, il rinvenimento di armi ed esplosivi in un magazzino dell’ ospedale di Lashkar Gah. Il ministero degli Esteri conferma la notizia degli arresti, aggiungendo che il ministro Frattini sta seguendo gli sviluppi della vicenda in stretto contatto con l’ambasciata italiana a Kabul e le autorità locali.
Il portavoce di Emergency, Notarianni, definisce “ridicole” le accuse ai tre medici dell’organizzazione. Il fondatore di Emergency, Strada, tuona: “E’ come se in Italia si facesse circolare la voce che don Ciotti sta complottando per uccidere il Papa”. E aggiunge: “E’ la solita storia: Emergency in Afghanistan, e soprattutto in quella regione (Lashkar-Gah), è un testimone scomodo” di quanto fanno le “forze di occupazione a una specie di governo” ai danni della popolazione”. Poi rivolto al ministro Frattini: “La Farnesina non può tirarsi fuori” deve intervenire per far “immediatamente rilasciare i nostri operatori”.
Intanto il comando Nato in Afghanistan ha smentito che siano stati gli uomini dell’ Isaf ad arrestare i tre medici italiani di Emergency nell’ospedale di Lashkar Gah. “L’operazione è stata realizzata dalle forze di sicurezza afghane”, ha assicurato il portavoce, generale Trembley. Dal canto suo Emergency smentisce “in modo assoluto” che l’Isaf non abbia partecipato all’operazione. “Nell’ospedale sono entrati gli afghani, mentre uomini dell’Isaf sono rimasti fuori”.