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Afghanistan: bomba contro convoglio ISAF

KABUL 10 Gennaio 2010 – L’esplosione di una bomba nel sud dell’Afghanistan ha ucciso due militari ISAF e feriti altri quattro. La bomba, esplosa ieri al passaggio di un convoglio dei marines, ha ucciso un militare americano ed uno afghano e ferito 4 soldati Usa.
Anche un giornalista britannico del Sunday Mirror e’ rimasto ucciso ed un fotografo ferito dall’esplosione.
Rupert Hamer, esperto di questioni militari per il giornale, e’ morto poco dopo lo scoppio, avvenuta vicino a Nawa, nel Sud del Paese. Il fotografo si chiama Philip Coburn.

Afghanistan: bomba uccide soldato ISAF, non resa nota la nazionalità

KABUL 09 Gennaio 2010 – Un soldato dell’Isaf, forza a guida Nato in Afghanistan, e’ rimasto ucciso oggi nell’esplosione di un ordigno artigianale nel sud del paese.
Lo ha reso noto l’Isaf in un comunicato, senza precisare in quale provincia sia avvenuto l’incidente. Le province meridionali di Helmand e Kandahar sono roccaforti dei talebani e le piu’ pericolose del paese. Dall’inizio dell’anno nove soldati dell’Isaf sono morti in Afghanistan.

Afghanistan: 72 ore di scontri, italiani sotto attacco

HERAT 03 Gennaio 2010 – Tre giorni di scontri ininterrotti hanno coinvolto un gruppo di militari della Nato, tra cui i soldati del contingente italiano, nell’Ovest dell’Afghanistan. Non ci sono stati feriti. I militari dell’Isaf e delle forze di sicurezza afghane sono stati attaccati ripetutamente, nei pressi di Bala Morghab, da una sessantina di talebani, armati anche di razzi anticarro. Le forze Isaf, grazie anche all’intervento aereo alleato, sono riuscite a liberare l’area dopo 72 ore di combattimenti. A Bala Morghab c’è la base operativa che ospita militari afghani, americani e gli italiani della Brigata Sassari.
L’intervento delle forze Nato a Bala Morghab, secondo il comando del contingente italiano, si e’ concluso con ”la neutralizzazione della minaccia ed il completo sostegno della popolazione civile”: gli stessi responsabili delle forze di sicurezza del distretto ”hanno assistito dal posto comando ad ogni istante dell’operazione coadiuvandola molto attivamente”. Nel corso delle ‘shure’ che si sono tenute nei giorni delle operazioni militari – cui hanno preso parte, come di consueto, anche i comandanti italiani e americani – gli anziani del villaggio hanno manifestato il loro ”pieno appoggio all’intervento militare” ed hanno ringraziato i responsabili dei contingenti di Isaf impegnati nell’ovest dell’Afghanistan, ”a portare – ha detto il mullah piu’ anziano del villaggio – sviluppo, assistenza e speranza”.
La situazione, dicono dal comando di Herat, ”e’ tuttora in bilico per il perdurare di pur minime reazioni da parte degli insorti ancora presenti nell’area”: quando si sara’ stabilizzata del tutto, i militari di Isaf ”riprenderanno l’opera di ricostruzione e sviluppo garantendo, fra l’altro, la distribuzione di aiuti umanitari, l’assistenza medica alla popolazione e tutte quelle iniziative gia’ intraprese, con successo, a novembre e dicembre”.