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Camorra: Operazione dei Carabinieri tra il Lazio e la Campania, 24 arresti

ROMA 21 Novembre 2011 – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e quelli della Compagnia di Civitavecchia hanno eseguito – sul litorale romano, nella Capitale, a Napoli e provincia –  un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, nei confronti di 24 soggetti, ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, traffico e detenzione di stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso, commercio di prodotti con segni contraffatti, ricettazione ed altro, sempre con l’aggravante del metodo mafioso.

L’indagine dei Carabinieri, avviata nel 2007 e denominata convenzionalmente “VESUVIO”, ha interessato più articolazioni criminali operanti sul litorale romano e nella Capitale, collegate tra loro dall’appartenenza di alcuni degli indagati al clan camorristico “SARNO- MAZZARELLA”.

In particolare, è emerso che la droga, acquistata a Napoli dal sodalizio attivo sul litorale romano, veniva in parte spacciata direttamente in quell’area ed in parte ceduta ad altro sodalizio della Capitale, dedito anche ad attività usuraie ed estorsive.

L’organizzazione è risultata attiva anche all’acquisizione e vendita di merce contraffatta – in particolare utensili per l’agricoltura e l’edilizia – proveniente da Napoli e commercializzata in un centro  del litorale romano, diventato un polo ben strutturato per la diffusione carsica degli utensili in parola.

Le attività di indagine dei Carabinieri hanno già nel tempo trovato dei riscontri in sequestri di merce contraffatta, nel sequestro di armi (3 pistole) e di oltre 50 kg. complessivi tra hashish e cocaina, che hanno portato a 7 arresti in flagranza di reato.

 

Roma: truffe ai danni di 30 banche, Polizia arresta 19 persone

ROMA 09 Novembre 2010 – Sono 19 le misure di custodia cautelare in carcere eseguite dal personale degli investigatori della Questura di Roma, di cui le ultime 9 all’alba di oggi, a conclusione di un’indagine che ha consentito di smascherare un “giro di truffe” in danno di istituti di credito della Regione Lazio.
Tra gli affiliati all’associazione anche alcuni soggetti legati agli ambienti della “ndrangheta” e al clan Vrenna/Bonaventura/Corigliano.
In pochi mesi avevano “acceso” oltre 70 conti correnti in 30 diversi banche della regione, con la emissione di oltre 100 carnet e 2000 assegni.
Di questi, fin’ora solo 125 titoli di credito immessi sul “mercato” e poi protestati hanno fruttato un guadagno di circa 450.000,00 euro.
L’associazione operava in varie province del Lazio, tra cui Roma, Viterbo, Latina e Frosinone. In pochissimi casi le truffe sono state messe a segno anche in Emilia Romagna.

L’indagine degli uomini della Questura di Roma che ha consentito di porre fine al giro di truffe ai danni di istituti di credito della Regione Lazio prende spunto da una verifica effettuata dalla Volante del Commissariato “Porta Pia” nel novembre del 2009, quando, dopo aver proceduto al controllo di uomo, lo ha trovato in possesso di numerosissima documentazione bancaria.
L’uomo, L. C., un pregiudicato calabrese di 65 anni, oltre al materiale cartaceo, consistente in gran parte in documentazioni bancarie di conti correnti non intestati a lui, e’ stato trovato in possesso di alcuni assegni in bianco già firmati, nonchè di carte bancomat di dubbia provenienza.
Insospettiti, i poliziotti avevano deciso quindi di approfondire i controlli.
Nel corso dei mesi l’attività d’indagine, gli esiti dei pedinamenti e degli appostamenti effettuati nei confronti degli indagati, coniugati con i riscontri delle intercettazioni, ha consentito di far emergere e di smantellare un’intera struttura specializzata in truffe milionarie in danno di istituti di credito e privati cittadini.
In particolare, L. C., a capo dell’organizzazione e con precedenti specifici, avvalendosi della collaborazione di alcuni corregionali, tra cui qualcuno legato agli ambienti della “ndrangheta” e al “clan” Vrenna/Bonaventura/Corigliano.
Il piano della banda prevedeva elevati guadagni a fronte di un “rischio calcolato” di una denuncia per semplice truffa.
I componenti , 19 persone in tutto, sotto la minuziosa regia del “capo”, hanno iniziato ad accendere conti correnti bancari, sia personali che a nome di fittizie società abilmente costituite.
Con astuzia, gli affiliati dell’associazione, prima di allacciare rapporti con le agenzie di credito, hanno regolarizzato la loro posizione anagrafica ed ottenuto la residenza in alcuni comuni del Lazio, anche al fine di carpire la fiducia dei funzionari di banca.
Grazie alla residenza nella Regione Lazio, riuscivano così ad ottenere l’apertura di conti correnti, corredati di carnet di assegni e carte bancomat.
Proprio attraverso gli assegni e i le carte di credito riconducibili ai predetti conti correnti effettuavano pagamenti per acquisti che gli ignari venditori non avrebbero mai riscosso per la mancanza della “provvista” sul conto.
In alcuni casi i libretti di assegni venivano anche venduti a terzi che, a loro volta, li acquistavano per porre in essere analoghe truffe.
Le indagini svolte fin ora hanno permesso di accertare che sono almeno 71 i conti correnti accesi in 30 diversi Istituti di Credito del Lazio, per un totale di 100 carnet e 2000 assegni circa.
Sono 125 invece gli assegni emessi e risultati protestati per un valore totale di circa 450.000,00 euro.
Al termine dell’indagine, che ha richiesto uno sforzo significativo da parte degli agenti del Commissariato di Porta Pia, diretti dal dott. Mauro Baroni, sono state emesse 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere sgominando l’intera banda.

Derby Roma-Lazio: ottimo spettacolo calcistico, qualche daspo, una denuncia

ROMA 07 Novembre 2010 – Si è svolto all’insegna della vivibilità e accessibilità dell’impianto, nonché dello spirito sportivo e folcloristico dimostrato dai tifosi delle due squadre il derby della Capitale disputatosi oggi dalle ore 15,00 allo stadio “Olimpico” di Roma. All’evento hanno assistito nr. 50.000 spettatori, di cui 30.000 laziali e 20.000 romanisti.
La correttezza dei supporters bianco-celesti e giallo-rossi, coniugata ai controlli pianificati ed attuati dalle Forze dell’Ordine ha consentito la piena vivibilità di un incontro di calcio carico di significati sportivi e culturali per la città di Roma.
L’attenzione rivolta alla sicurezza ha condotto alla denuncia di 9 persone di cui una in stato d’arresto. Tutte sono state sottoposte a Daspo per la durata da 2 a 4 anni.
In particolare in Piazzale Dodi, alle ore 14.00, un tifoso della Lazio 22enne, nel tentativo di scavalcare il muro perimetrale dello stadio, si e’ provocato una lacerazione del dito anulare della mano sinistra che veniva poi amputato presso il Policlinico Gemelli. Per il giovane è scattata la denuncia per scavalcamento ed è stato sottoposto a Daspo per la durata di 3 anni.
Durante i controlli di prefiltraggio sempre in Piazzale Dodi, contingenti dell’Arma dei Carabinieri hanno fermato un 26enne in possesso di un coltello con lama di 14 centimetri. Lo stesso è stato arrestato per porto abusivo di arma da taglio e sottoposto a Daspo per la durata di 4 anni.
Altre 5 persone sono state fermate mentre tentavano di scavalcare le recinzioni dell’impianto e denunciate. I primi due, maggiorenni, sono stati sottoposti a Daspo per la durata di 3 e 2 anni. Gli altri tre, minori, sono invece sottoposti a Daspo.
Per i primi due minori il provvedimento interdittivo avrà durata pari ad 1 anno, per il terzo della durata di 2 anni.
Un altro tifoso, del 1991, è stato fermato ai tornelli perché sprovvisto del tagliando d’ingresso e sanzionato per la violazione del regolamento d’uso.
Sempre durante i controlli di prefiltraggio in via Boselli sono stati fermati due tifosi laziali, che avevano nascosti nei giubbotti 2 fumogeni. I due ragazzi sono stati denunciati per possesso di artifizi pirotecnici e sottoposti a Daspo rispettivamente per la durata di 3 e 4 anni.
Nell’ambito dei controlli ad ampio raggio, Personale della Polizia Amministrativa della Questura ha bloccato due venditori abusivi di bevande, uno è sottoposto a foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel comune di Roma per 2 anni, mentre all’altro è stata invece contestata la sanzione amministrativa per vendita non autorizzata di bevande.
Durante il deflusso, personale del 118 ha soccorso in via Robilant un tifoso laziale di 24 anni che aveva una ferita lacero contusa alla testa e riferiva di essere stato aggredito.
Personale della Divisione Amministrativa della Polizia Municipale, impegnato in specifici controlli, prima dell’inizio della gara ha redatto verbali per un totale di 27.627,00 euro ad altrettanti venditori ambulanti di bibite non in regola.
Nel corso dell’incontro sono stati accesi vari fumogeni e bombe carta per i quali sono in corso le procedure di identificazione dei responsabili. Durante tutta la gara circa 400 persone hanno manifestato in largo De Bosis contro la Tessera del Tifoso.
Nel corso delle operazioni di bonifica pre-partita personale della polizia di stato ha rinvenuto all’interno del settore Distinti Nord-Ovest un petardo occultato all’interno di una cavità, poi sottoposto a sequestro.
Alle ore 13.20 invece in piazza Cardinal Consalvi, un ragazzo di 20 anni, non titolare di biglietto per l’ingresso allo stadio e privo di altri segni distintivi delle 2 squadre impegnate nella gara, ha denunciato di essere stato aggredito da un gruppo di persone. Lo stesso è stato soccorso da personale del 118 per ferite lievi alla regione lombare.