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Parata delle Marine estere al centro di Livorno

LIVORNO 13 Aprile 2011 – Giovedì 14 aprile si svolgerà a Livorno la parata degli equipaggi delle Marine Estere che partecipano alle regate del 28° TAN e che questa mattina sono state ricevute in Accademia con una cerimonia ufficiale.

La parata partirà alle 11.00 dal Porto Mediceo ed arriverà dopo circa 20 minuti in Piazza del Municipio transitando per Via Grande.

Sfileranno le delegazioni di 18 nazioni partecipanti al TAN, nel seguente ordine:

  • Italia;
  • Cile;
  • Cina;
  • Colombia;
  • Emirati Arabi;
  • Giordania;
  • Giappone;
  • Gran Bretagna;
  • India;
  • Irlanda;
  • Messico;
  • Polonia;
  • Portogallo;
  • Serbia;
  • Slovenia;
  • Spagna;
  • Svezia;
  • Turchia.

Il Giappone ha confermato la sua presenza al TAN nonostante il tragico terremoto.

La parata sarà impreziosita dalla fanfara dell’Accademia Navale, che accompagnerà la manifestazione per l’intera durata.

Una volta arrivate presso il Municipio, le delegazioni saranno salutate dal Sindaco di Livorno dalla scalinata del Municipio.
In questo frangente, alcune scolaresche di Livorno (che seguiranno la parata lungo il percorso) si introdurranno nei ranghi della parata simulando un virtuale abbraccio della cittadinanza verso gli ospiti.
La manifestazione si preannuncia ricca di entusiasmo, come ormai avviene da diversi anni.

 

Evaso bloccato al check-in a Fiumicino

ROMA 23 Febbraio 2011 – Era evaso dagli arresti domiciliari e si era diretto a Fiumicino per prendere il volo pensando di aver fatto perdere la proprie tracce, ma da attenderlo al check-in,  anziché avvenenti hostess, ha trovato i Carabinieri della Compagnia Aeroporti che dopo averlo arrestato lo hanno fatto tornare con i piedi per terra.  Si tratta di un cittadino del Perù di 22 anni, conosciuto alle Forze dell’Ordine, residente a Livorno, che probabilmente avendo nostalgia del proprio paese aveva deciso di tornare a casa a di lasciare l’abitazione in cui era ristretto. Da qualche giorno infatti il ragazzo si era allontanato dalla cittadina Toscana. I Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma lo hanno fermato per un controllo a seguito del quale è risultato evaso. Inutile il tentativo di giustificarsi.  Il giovane peruviano, arrestato, sarà processato con rito direttissimo.

Roma: identificati i brigatisti responsabili dell'attentato alla caserma Vannucci

di Antonella Serafini

ROMA 05 Giugno 2010 – Nella mattinata odierna la DIGOS della Questura di Roma, presso le case circondariali di Viterbo e Catanzaro, ha notificato nuove ordinanze di custodia cautelare a Gianfranco Zoja e Riccardo Porcile, entrambi arrestati nel giugno dello scorso anno perché sospettati di appartenere alla formazione eversiva denominata “per il Comunismo Brigate Rosse”.

I nuovi provvedimenti sono stati emessi perché i due sono stati ritenuti responsabili di un attentato perpetrato il 25 settembre 2006, alla caserma “Vannucci” dei paracadutisti, a Livorno, definita “covo di fascisti” e “braccio armato dell’imperialismo italiano” in un volantino a firma “per il Comunismo Brigate Rosse”.

Le misure di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal GIP del Tribunale di Roma Dr. Ariolli a seguito di richiesta di applicazione di misura cautelare emessa dal Procuratore Aggiunto Dr. Pietro Saviotti, responsabile del Pool Antiterrorismo della Procura, e dei Pubblici Ministeri Erminio Amelio e Luca Tescaroli.

In particolare, le indagini della Sezione Antiterrorismo della DIGOS di Roma, continuate incessantemente dopo la disarticolazione della formazione eversiva di matrice marxista – leninista denominata “Per il Comunismo Brigate Rosse” nel giugno scorso, con gli arresti di Luigi Fallico, Bruno Bellomonte, Gianfranco Zoja, Riccardo Porcile e Bernardino Vincenzi, e poi, nello scorso mese di gennaio, con quelli di Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio, tutti ancora detenuti e recentemente rinviati a giudizio, hanno consentito di acquisire ulteriori riscontri probatori in ordine all’attentato dinamitardo perpetrato il 25 settembre 2006, rivendicato da detta formazione, alla caserma “Vannucci” dei paracadutisti della Folgore, a Livorno.

Di questo attentato debbono rispondere Gianfranco Zoja e Riccardo Porcile, accusati di aver perpetrato un “atto di terrorismo con ordigno esplosivo e micidiale alla caserma della “Vannucci” della Folgore”, detenendo e trasportando “un mortaio artigianale e candelotti di esplosivo (circa 280 grammi) di gelatina esplosiva, al fine di sovvertire l’ordinamento dello Stato e di mettere in pericolo la vita delle persone”.

Nella circostanza, un attentatore, giunto sul posto in bicicletta, aveva piazzato al di fuori della caserma una sorta di mortaio artigianale nascosto in un borsone, che avrebbe dovuto proiettare all’interno una carica esplosiva, da far deflagrare nel cortile, peraltro di giorno, in uno spazio molto frequentato dai militari. Solo l’intervento di due militari di passaggio che, insospettitisi del borsone, si erano avvicinati e visto il contenuto, lo avevano spostato con un calcio impedendo il lancio verso l’obiettivo, ma provocando, dopo qualche secondo, una parziale deflagrazione dell’ordigno, aveva evitato gravissime conseguenze e si era registrato solo il lieve ferimento degli stessi militari per un trauma acustico.
L’attentato era stato poi rivendicato con un volantino a firma “per il Comunismo Brigate Rosse”.

Le indagini della Sezione Antiterrorismo della DIGOS hanno permesso di accertare che Gianfranco Zoja – negli anni ’80, a lungo detenuto per l’appartenenza alla colonna genovese delle Brigate Rosse – era colui che materialmente aveva collocato l’ordigno, raggiungendo il luogo dell’attentato in bicicletta.

In particolare, nell’immediatezza dell’attacco terroristico il personale dell’Arma intervenuto aveva sequestrato la bicicletta utilizzata dall’attentatore e, sulla stessa, le indagini scientifiche avevano permesso di rilevare una traccia di DNA.

Successivamente, a seguito delle indagini della DIGOS che ha individuato i componenti del gruppo eversivo, è stato acquisito dalla Polizia Scientifica il profilo genetico di Zoja che è stato confrontato con quello che era stato rilevato sulla bicicletta utilizzata nell’attentato.

Le attività di analisi effettuate nei laboratori del Servizio Polizia Scientifica hanno consentito di accertare che il DNA rilevato sulla bicicletta era quello di Gianfranco Zoja.

Per quel che riguarda Porcile, invece, ulteriori riscontri e l’attenta attività di analisi dell’Antiterrorismo della DIGOS sulla documentazione sequestratagli nel giugno scorso, hanno permesso di accertare come la stessa riportasse diversi passi, nonché le tematiche presenti nel volantino di rivendicazione. Lo stesso, inoltre, deteneva istruzioni utili a fabbricare gli ordigni ed un vero e proprio arsenale, tra cui detonatori e diversi chili di materiale esplodente.

Ecco il testo del volantino con il quale era stato rivendicato l’attacco alla caserma “Vannucci”, a firma “Per il comunismo Brigate Rosse”

NELLE VITTORIE COME NELLE SCONFITTE CIO’ CHE CONTA E’ LA CONTINUITA’ DELL’ATTACCO”
Ernesto Che Guevara
Il giorno 25 settembre 2006 un nucleo della nostra organizzazione ha bombardato la caserma della brigata Folgore, a Livorno.
La Folgore, oltre che un covo di fascisti e stupratori, rappresenta insieme agli altri corpi speciali il braccio armato per eccellenza dell’imperialismo italiano.
Questo, all’interno del Nuovo Ordine Mondiale disegnato dal polo imperialista attualmente dominante U.S.A. ha svolto negli ultimi decenni un ruolo sempre più attivo di penetrazione politica, economica e militare, dalla Somalia alla Jugoslavia, dall’Afghanistan all’Irak e oggi, infine, anche in Libano.
Per non parlare dell’alleanza strategica con Israele, punta di lancia dell’imperialismo nell’area mediorientale.
Se l’imperialismo è il modo di essere del capitale più avanzato in questa fase storica, la rivoluzione comunista deve necessariamente assumere la forma dell’internazionalismo proletario.

Occorre cioè costruire la corretta dialettica tra ciò che la lotta di classe esprime a livello locale e la dimensione necessariamente internazionale dello scontro.
Allo stesso modo, occorre sostenere, all’interno del Fronte antimperialista, quelle forze che si muovono nella direzione dei reali interessi strategici del proletariato internazionale.
Portare in casa dell’imperialismo la guerra che esso porta al resto del mondo!
Guerra alla guerra imperialista!
Costruire il solo strumento capace di ribaltare i rapporti di forza tra proletariato e borghesia, cioè il Partito Comunista Combattente!