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Ardesis Festival 2012: valori come energia per un futuro giovane ed educazione all’imprenditorialità

ARDESIS FESTIVAL 2012. EUROPEAN ENTERPRISE DAY 2012 

I valori come energia per un futuro giovane: educazione all’imprenditorialità 

Workshop. I giovani come interpreti e ambasciatori dell’identità culturale. Le IDENTITÀ DEL TERRITORIO come design per un sistema di sviluppo culturale e economico nella provincia di Brescia 

ROMA, mercoledì 28 novembre 2012 ore 9,30. PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI, via Nazionale 

Premessa. Elementi di grande innovazione caratterizzano la nona edizione del programma “Il Filo di Arianna: Arte come identità culturale” che, con un percorso creativo e operativo formato da step, si propone di rendere tangibili le modalità per trasformare le idee in occupazione, crescita e progresso sociale, costruendo il mosaico di riferimento come un manuale per il giovane imprenditore.

Punto di partenza è il simbolo, l’identificazione del proprio territorio, intesa come l’insieme dei saperi umanistici e scientifici che – attraverso una serie di immagini – costituiscono le basi della conoscenza: da qui le idee, le intuizioni prendono forma creativa e si confrontano con l’innovazione crescente supportata dalle nuove tecnologie e dalle professionalità che via via si richiedono. Inserirsi nell’artigianato o nelle industrie culturali e creative sia come professionista che come imprenditore, richiede una spinta interiore ed una costanza che solo “i valori” possono sostenere.

E per iniziare ad identificare i valori, possiamo guardare al nostro passato, il Rinascimento, un periodo di “rinascita”, di fermento culturale, storico, politico, religioso, filosofico, scientifico e artistico di grande interesse. Qui troviamo una delle caratteristiche dell’imprenditore: la fiducia in se stesso, la spinta propulsiva racchiusa nel detto latino “homo faber fortunae suae”. 

Riepiloghiamo i vari aspetti alla base del “modello” sperimentale e riproducibile che l’Associazione scientifica I.C.S. International Communication Society in collaborazione con la Fondazione Cardinale Cusano onlus, Istituzioni e Enti pubblici e privati, europei, nazionali e locali, intende costruire utilizzando tutti gli apporti creativi dei giovani studenti supportati dai docenti che hanno partecipato dal 2004 ai progetti annuali del programma “Il Filo di Arianna”: un filo ininterrotto di ricerche, studio, idee e realizzazioni si è snodato annualmente dal mondo della scuola per arrivare alla valutazione di esperti dei vari settori che hanno premiato i lavori migliori, portandoli a conoscenza in Italia e in Europa.

In questo processo manca ancora l’anello che permetta di sviluppare nel modo migliore le conoscenze acquisite dai giovani e renderle proficue nel mondo del lavoro sia dipendente che autonomo: l’acquisizione delle leggi del mercato del lavoro e delle professioni che presuppone le conoscenze dell’economia e del marketing, non in modo astratto, ma “tarate” sui settori di interesse e di predisposizione dei giovani stessi

Da qui le linee e le modalità per i corsi di educazione all’imprenditorialità nelle scuole superiori, con una sperimentazione in Lombardia, Piemonte e Lazio, per quelle classi di giovani che hanno partecipato ai bandi di concorso nei settori del turismo e dell’arte design innovation. Potranno così aggiungere nel proprio “portfolio” nozioni di economia e marketing sia per la costituzione di una microimpresa – come ipotizzato dalla Small Business Act europea recepita in Italia – oppure inserirsi nella vita con le conoscenze oggi indispensabili e con la fiducia che “ognuno può essere imprenditore di se stesso”.

Per l’avanzamento del programma, abbiamo bisogno di quella che viene definita a livello europeo “Alleanza delle conoscenzee precisamente dell’apporto conoscitivo o operativo o economico che ogni ente o istituzione può dare. 

Nell’evento di Roma, l’on.le Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura, Sport e Politiche Giovanili e il Presidente delle Biblioteche di Roma, Francesco Antonelli apriranno l’incontro come alleanza delle conoscenze del territorio per lo sviluppo dei progetti per il 2013 che si concreteranno nei corsi di educazione all’imprenditorialità nelle scuole superiori, presentati dalla prof.ssa Augusta Busico, giornalista e consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il giornalista Gino Falleri coordinerà la Tavola Rotonda per un MANUALE DEL GIOVANE IMPRENDITORE: trasformare le idee in occupazione, crescita e progresso sociale. Interverranno: Mons. Giangiulio Radivo, giornalista di Radio Vaticana, presidente della Fondazione Cardinale Cusano onlus sui Valori dell’Arte e della Scienza per l’imprenditorialità; Lorenzo Canova, storico e critico d’Arte, Simona Carosi della Soprintendenza Beni archeologici dell’Emilia Romagna; Sergio Guarino, curatore dei Musei Capitolini, la giornalista Angela Padrone, con “Testimonianze di imprenditrici”, Armando Finocchi per il settore Civiltà contadina, Davide Peluzzi sui Valori della Montagna e Roberto Madrigali, meteorologo “Il clima ed i suoi effetti come identità dei prodotti del suolo”.

Gli interventi sulle IDENTITA’ DEL TERRITORIO COME DESIGN PER UN SISTEMA DI SVILUPPO CULTURALE E ECONOMICO DEL LAZIO proseguono con la presentazione dei nuovi bandi per il 2013, da parte dei docenti Giulio Toffoli e Cosimo Quaranta. Un momento di valutazione e di riconoscimento delle eccellenze è costituito dalla premiazione delle scuole e degli studenti che hanno lavorato sui temi proposti nel 2011/2012. Anche il light lunch, con i prodotti tipici delle aziende dei territori colpiti dal terremoto, è una valorizzazione del Made in Italy e poi…una meraviglia degna delle tradizioni gastronomiche del Rinascimento da ammirare e gustare: l’ARDESIS Cake Design, le torte monumentali che si richiamano ai simboli del territorio con le dolci decorazioni…per valorizzare l’imprenditorialità di giovani e donne, presentate da Giuseppe Pensabene, manager dell’AICD, Associazione Italiana Cake Designers e premiate dalla Sig.ra Rossana Palombini. 

Poi la visita alla mostra “Sulla via della Seta”. 

Eventi ante: 9 novembre a Milano; 10 novembre a Salò, 13 novembre a Torino. 

Per la partecipazione è possibile prenotarsi inviando un fax o una email a: Ufficio Stampa: Associazione I.C.S. International Communication Society. Tel. 0670453308; 335376186, fax 0677206257; email: icsociety@tin.it

 

 

 

 

Operazione anti 'ndrangheta del Ros: 33 arresti in Calabria

REGGIO CALABRIA 11 Marzo 2011 – Dalle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Ros, al comando del Col. Pasquale Angelosanto, coadiuvato dal comandante  del Reparto operativo, Ten. Col. Carlo Pieroni, hanno eseguito 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere e congiuntamente al Comando provinciale della Guardia di Finanza il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di 60 milioni di euro nei confronti degli arrestati alla cosca Ficara-Latella, operante nella zona sud del capoluogo reggino.

La cosca era stata nel recente passato interessata sia dall’indagine “Reale”, in cui sono stati registrati i colloqui tra Giovanni Ficara e Pelle Giuseppe avvenuti nella casa di quest’ultimo nel mese di marzo 2010, che dall’indagine “Piccolo Carro” che aveva fatto luce sul ritrovamento di una macchina piena di armi ed esplosivi nei pressi del passaggio del corteo del Presidente della Repubblica, durante la sua visita alla città il 21 gennaio 2010. Anche le risultanza dell’indagine “Il Crimine” avevano interessato questa cosca il cui esponente Nino Latella era stato eletto nella carica di capo società della provincia della ‘ndrangheta, seconda per ordine d’importanza solo a quella del capo crimine. Le indagini hanno evidenziato dei contrasti all’interno della cosca tra due diverse componenti che facevano capo rispettivamente a Giovanni Ficara, arrestato nell’operazione “Reale” e Pino Ficara, oggi tratto in arresto.
L’indagine “Reggio Sud” ha consentito di tracciare non solo gli organigrammi dei due diversi gruppi, ma anche le attività criminali ed il reimpiego nell’economia legale dei proventi illeciti.
In particolare la cosca, che nel tempo ha allargato la propria sfera d’influenza su altri territori rispetto a quello di Pellaro, sfruttando anche la debolezza delle famiglie limitrofe a seguito dell’esecuzione di provvedimenti giudiziari e delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha dimostrato di avere il pieno controllo del territorio e di gestire anche i reati contro il patrimonio, chiedendo conto alla delinquenza comune di reati quali i furti, le rapine e le estorsioni connesse con il fenomeno del cosiddetto “cavallo di ritorno”.
La cosca riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici, facendoli assegnare a proprie società controllate, come dimostra la vicenda legata all’appalto per il centro globale di revisione della motorizzazione civile di Reggio Calabria, in cui il responsabile del procedimento ha invitato 5 ditte di cui 4 riconducibili ai Ficara  ed una sicuramente non interessata alla commessa. Sempre all’interno della motorizzazione civile, alcuni affiliati sono riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l’esame scritto.
L’indagine ha messo in luce inoltre i fortissimi condizionamenti dell’economia locale posti in essere dalle due componenti della cosca. Gli affiliati, infatti controllavano tutto il settore della consegna al dettaglio dei pacchi per conto della società “Bartolini”  ed anche gran parte del settore del trasporto su gomma, attraverso delle società con oltre 50 autoarticolati. Altri settori d’interesse sono  quello della produzione e del montaggio di infissi, effettuati a prezzi superiori a quelli di mercato ed imposti grazie al potere del sodalizio di ‘ndrangheta: in questo settore spicca l’appalto per il montaggio degli infissi preso il centro commerciale di San Leo nella zona sud di Reggio Calabria.
Infine, come ha anche dimostrato l’indagine “Il Crimine”, il capo cosca Giovanni Ficara aveva spostato i propri interessi nella provincia di Milano, in previsione dei lavori dell’Expo 2015, dove aveva acquisito delle quote societarie di alcune aziende in difficoltà, alle quali aveva fatto avere dei prestiti agevolati, pur non ricorrendone i presupposti, attraverso la creazione di una filiale di una società finanziaria che da Reggio Calabria erogava denaro alle società milanesi per salvarle dal dissesto, al solo fine di costituire un terminale lecito per gli interessi della cosca in Lombardia.

Operazione anti ‘ndrangheta del Ros: 33 arresti in Calabria

REGGIO CALABRIA 11 Marzo 2011 – Dalle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Ros, al comando del Col. Pasquale Angelosanto, coadiuvato dal comandante  del Reparto operativo, Ten. Col. Carlo Pieroni, hanno eseguito 33 ordinanze di custodia cautelare in carcere e congiuntamente al Comando provinciale della Guardia di Finanza il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di 60 milioni di euro nei confronti degli arrestati alla cosca Ficara-Latella, operante nella zona sud del capoluogo reggino.

La cosca era stata nel recente passato interessata sia dall’indagine “Reale”, in cui sono stati registrati i colloqui tra Giovanni Ficara e Pelle Giuseppe avvenuti nella casa di quest’ultimo nel mese di marzo 2010, che dall’indagine “Piccolo Carro” che aveva fatto luce sul ritrovamento di una macchina piena di armi ed esplosivi nei pressi del passaggio del corteo del Presidente della Repubblica, durante la sua visita alla città il 21 gennaio 2010. Anche le risultanza dell’indagine “Il Crimine” avevano interessato questa cosca il cui esponente Nino Latella era stato eletto nella carica di capo società della provincia della ‘ndrangheta, seconda per ordine d’importanza solo a quella del capo crimine. Le indagini hanno evidenziato dei contrasti all’interno della cosca tra due diverse componenti che facevano capo rispettivamente a Giovanni Ficara, arrestato nell’operazione “Reale” e Pino Ficara, oggi tratto in arresto.
L’indagine “Reggio Sud” ha consentito di tracciare non solo gli organigrammi dei due diversi gruppi, ma anche le attività criminali ed il reimpiego nell’economia legale dei proventi illeciti.
In particolare la cosca, che nel tempo ha allargato la propria sfera d’influenza su altri territori rispetto a quello di Pellaro, sfruttando anche la debolezza delle famiglie limitrofe a seguito dell’esecuzione di provvedimenti giudiziari e delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ha dimostrato di avere il pieno controllo del territorio e di gestire anche i reati contro il patrimonio, chiedendo conto alla delinquenza comune di reati quali i furti, le rapine e le estorsioni connesse con il fenomeno del cosiddetto “cavallo di ritorno”.
La cosca riusciva a pilotare anche gli appalti pubblici, facendoli assegnare a proprie società controllate, come dimostra la vicenda legata all’appalto per il centro globale di revisione della motorizzazione civile di Reggio Calabria, in cui il responsabile del procedimento ha invitato 5 ditte di cui 4 riconducibili ai Ficara  ed una sicuramente non interessata alla commessa. Sempre all’interno della motorizzazione civile, alcuni affiliati sono riusciti ad ottenere la patente nautica, risultando comunque idonei, senza aver mai superato l’esame scritto.
L’indagine ha messo in luce inoltre i fortissimi condizionamenti dell’economia locale posti in essere dalle due componenti della cosca. Gli affiliati, infatti controllavano tutto il settore della consegna al dettaglio dei pacchi per conto della società “Bartolini”  ed anche gran parte del settore del trasporto su gomma, attraverso delle società con oltre 50 autoarticolati. Altri settori d’interesse sono  quello della produzione e del montaggio di infissi, effettuati a prezzi superiori a quelli di mercato ed imposti grazie al potere del sodalizio di ‘ndrangheta: in questo settore spicca l’appalto per il montaggio degli infissi preso il centro commerciale di San Leo nella zona sud di Reggio Calabria.
Infine, come ha anche dimostrato l’indagine “Il Crimine”, il capo cosca Giovanni Ficara aveva spostato i propri interessi nella provincia di Milano, in previsione dei lavori dell’Expo 2015, dove aveva acquisito delle quote societarie di alcune aziende in difficoltà, alle quali aveva fatto avere dei prestiti agevolati, pur non ricorrendone i presupposti, attraverso la creazione di una filiale di una società finanziaria che da Reggio Calabria erogava denaro alle società milanesi per salvarle dal dissesto, al solo fine di costituire un terminale lecito per gli interessi della cosca in Lombardia.