Archivi tag: Medio Oriente

LIBANO: UNIFIL IN CATTEDRA NELL’ACCADEMIA MILITARE LIBANESE.

Beirut, Libano – 6 settembre 2014. Si é tenuto in questi giorni, presso lo Staff College “Fouad Chehab” delle Lebanese Armed Forces (LAF), un seminario organizzato da United Nations Development Programme (UNDP) in collaborazione con UNIFIL e la neonata sezione CIMIC delle LAF, sulle “Relazioni Civili – Militari e Cooperazione Civile – Militare in Libano (CMR – CIMIC)”.

L’evento, fortemente sostenuto dal Generale PORTOLANO, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, si inquadra nell’ambito delle iniziative intraprese dai Caschi Blu in in supporto e assistenza alle LAF, per lo sviluppo di un’autonoma capacitá nel settore della Military Community Outreach e della Cooperazione Civile – Militare. Il seminario rappresenta un ulteriore passo in avanti nella cooperazione strategica tra UNIFIL e LAF, la cui importanza é stata rimarcata dal Generale PORTOLANO nel corso dei recenti incontri che ha avuto con le piú alte cariche istituzionali libanesi, il Primo Ministro Tammam SALAM e il Presidente del Parlamento, Nabih BERRI.

Dalla fine della guerra civile nel 1990, il Libano ha continuato ad essere testimone di una serie di crisi nazionali destabilizzatrici, caratterizzate da conflitti locali associati ad un crescente disagio sociale per il deterioramento delle condizioni economiche e l’assenza di lavoro. La successiva firma dell’Accordo di Ta’if, nei primi anni novanta, ha consegnato alle LAF il compito di supportare le Forze di Sicurezza Interna nel mantenimento dell’ordine pubblico. Tale responsabilitá ha portato le LAF a relazionarsi direttamente con le comunitá locali. Oggigiorno, la crisi siriana ed il conseguente grande flusso di rifugiati, ha convinto i vertici delle Forze Armate Libanesi della necessitá di dotarsi di un bacino di personale adeguatamente formato nel campo delle relazioni e della cooperazione civile – militare, in grado di gestire in maniera coordinata e integrata con le altre componenti militari, organizzazioni governative e non, il delicato e pressante problema dei rifugiati siriani.

UNIFIL, nel cui settore di responsabilitá risiedono, secondo i dati forniti da United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), oltre 54.000 rifugiati siriani, ha partecipato all’iniziativa con esperti peacekeepers italiani, Ufficiali provenienti dal 28º Reggimento “PAVIA” di Pesaro e dal Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza, che hanno fornito i propri contributi professionali e illustrato le attivitá svolte nell’Area di Operazione di UNIFIL nel campo della Military Community Outreach e del CIMIC.

La Military Community Outreach Unit (MCOU) é lo strumento principale di comunicazione diretta alle autoritá locali e alla popolazione di temi e messaggi funzionali al conseguimento del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; al contempo, fornisce accurati  feedback sulla percezione che le comunitá locali hanno dei Caschi Blu. Invece, il CIMIC si occupa della finalizzazione dei Quick Impact Project (QIP), progetti a breve e medio termine a favore delle fasce piú bisognose della popolazione, riguardanti due macro aree principali, ovvero la fornitura di beni e servizi di prima necessitá (energia elettrica, acqua potabile, sanitizzazione, salute) e infrastrutturali.  Grazie ai fondi resi disponibili dal 2007 ad oggi dalle 38 nazioni contributrici, UNIFIL sta contribuendo efficacemente ad una ripresa, seppur lenta, dell’economia di questa zona del sud del Libano, e alla creazione di aspettative anche per le classi meno abbienti della popolazione. La creazione di un ambiente sociale favorevole rappresenta la chiave di volta per stabilizzazione definitiva di quest’area del Libano che, grazie all’operato dei Caschi Blu, si mantiene calma nonostante le forti tensioni che stanno interessando il Medio Oriente.

Scuola Ufficiali Carabinieri: inaugurato il nuovo Anno Accademico

ROMA 24 Febbraio 2011 – Nella mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi e del Ministro della Difesa On. Avv. Ignazio La Russa, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2010 – 2011.

Nel corso della cerimonia, presieduta dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Ministro ha sottolineato l’unicità del modello organizzativo dell’Arma che è, al contempo, forza di polizia e forza militare.“Una specificità riconosciuta da tutti, anche a livello internazionale” – ha aggiunto il Ministro La Russa – “che porta i Carabinieri ad essere sempre presenti dove maggiore è il bisogno”.
Rivolto, poi, agli Ufficiali frequentatori, il Ministro La Russa ha enfatizzato l’importanza di appartenere alla grande famiglia dell’Arma: “posso immaginare la soddisfazione di sentirsi parte non solo dell’Arma dei Carabinieri ma della Storia d’Italia. La durata bicentenaria di questa Istituzione dice più di qualunque altra parola. ‘Nei secoli Fedele’, veramente nei secoli”.
Invitato a parlare, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è complimentato con i Carabinieri perché “l’Arma è sempre in testa nelle classifiche rispetto al gradimento e all’affetto degli italiani per le istituzioni. E’ un primo posto meritato perché dove c’è una stazione dei Carabinieri tutti sappiamo che c’è qualcuno a cui rivolgerci”.

Nell’aprire la cerimonia, il Comandante della Scuola, Generale di Divisione Ugo Zottin, ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto, “Università dell’Arma” che forma i carabinieri dirigenti di domani, frequentata attualmente anche da Ufficiali Afgani, Albanesi, Senegalesi, Turchi e da 3 funzionari della Gendarmeria della Città del Vaticano.

Il Generale Zottin ha poi esortato gli allievi a prepararsi “ad affrontare con serietà, onestà, lealtà e coraggio le complesse difficoltà che il futuro da Comandanti” riserva, ricordando “che nel governo del personale l’esempio costituisce lo stimolo imitativo per i dipendenti, i quali mutuano dall’impegno del loro Comandante il comportamento da assumere per l’assolvimento dei propri doveri“.

Fra le tante Autorità presenti in platea anche il Vice Presidente della Corte Costituzionale Prof. Paolo Maddalena, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dott. Gianni Letta, il Sottosegretario all’Interno On. Alfredo Mantovano, il Vice Presidente del CSM On. Michele Vietti, il Sottosegretario alla Difesa On. Guido Crosetto, i Presidenti delle Commissioni Difesa della Camera e del Senato, On. Edmondo Cirielli e Sen. Gianpiero Carlo Cantoni, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Biagio Abrate, il Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Generale Giuseppe Bernardis, i Direttori dell’Aisi Prefetto Giorgio Piccirillo e dell’Aise Prefetto Adriano Santini.

Ha quindi preso la parola il Comandante Generale Leonardo Gallitelli, che ha evidenziato il fondamentale ruolo svolto dalla Scuola nell’educare all’etica della responsabilità i giovani Ufficiali, futuri comandanti di un’Istituzione che raccoglie un consenso davvero straordinario sia in Patria, sia fuori dai confini nazionali. Un consenso che l’Arma si è conquistato, giorno dopo giorno, sul campo, nel difendere il bene comune e i valori fondanti della Nazione, attraverso innumerevoli semplici gesti quotidiani compiuti in silenziosa abnegazione e pagando un forte tributo in termini di vite umane (110 caduti e oltre 10.000 feriti nell’ultimo decennio).

L’intervento del Comandante Generale è stato anche, come da tradizione, l’occasione per fare il punto di situazione sullo stato dell’Istituzione.

L’Arma, ha sottolineato il Generale Gallitelli, ha sempre sviluppato un forte legame con il territorio attraverso le sue Stazioni, tra i simboli più antichi dello Stato italiano e “espressioni della vicinanza dello Stato al cittadino, per quella capacità di sommare efficienza operativa e sensibilità umana“, in grado, già da sole, di infondere senso di sicurezza nelle comunità in cui operano. Non a caso, infatti, già la semplice ipotesi di sopprimere anche la più piccola delle Stazioni provoca la preoccupata reazione di autorità e cittadini. “Per questo l’Arma – ha aggiunto il Generale Gallitelli -, in attesa dell’auspicato reintegro delle carenze di effettivi – circa 7.000 – concretizzatesi negli anni precedenti, è attenta ad adeguare costantemente la distribuzione delle Stazioni sul territorio, privilegiando le aree maggiormente interessate da problemi di sicurezza con una mirata ricollocazione dei presidi, in piena sintonia con la Polizia di Stato, nei piccoli come nei grandi comuni. Stiamo perciò potenziando la presenza nelle periferie. Lo abbiamo già fatto a Palermo, dove di recente è stata inaugurata la nuova sede della Stazione San Filippo Neri, nel quartiere Zen, e lo stiamo facendo anche nella Capitale“. Un programma reso possibile sia dal provvedimento governativo di sblocco del turn-over, sia dalla costante razionalizzazione degli apparati logistico-burocratici e dall’avanzata informatizzazione dei processi gestionali. “Il concetto chiave – ha precisato il Comandante Generale – è garantire efficienza con la massima economicità“.

Tra gli interventi più significativi nel contrasto dei fenomeni criminali, il Generale Gallitelli ha ricordato, oltre alla semplificazione delle strutture dei comandi operativi, anche “l’istituzione della Sezione “Misure di prevenzione” presso i Nuclei Investigativi più impegnati (Caserta, Torino, Genova, Bari, Reggio Calabria, Catania, Torre Annunziata e Castello di Cisterna) e il potenziamento dei Reparti Anticrimine di Milano, Roma, Napoli, Palermo e Reggio Calabria“. Provvedimenti, questi, destinati a qualificare ulteriormente le capacità di risposta nei fondamentali settori dell’aggressione dei patrimoni illeciti e della cattura dei latitanti.

Un impegno veramente ragguardevole che si completa con il contrasto, in Patria e all’estero, della minaccia eversiva e di quella terroristica. “Ferma restando la necessaria attenzione a quanto sta accadendo nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, le componenti investigative e tutte le strutture territoriali dell’Arma – ha sottolineato il Comandante Generale – sono impegnate nella ricerca di segnali di radicalizzazioni suscettibili di deriva terroristica“.

Un’attività, questa, complementare rispetto al contrasto avanzato realizzato dalle missioni internazionali, “dove i Carabinieri e tutti i militari italiani riscuotono unanimi apprezzamenti“. Ad oggi sono circa 700 i Carabinieri impegnati nei Balcani, in Libano, in Medio Oriente, in Georgia, a Cipro, in Congo e in Iraq ed Afghanistan.

Il Generale Gallitelli, infine, prima di invitare il Signor Ministro della Difesa a dichiarare ufficialmente aperto l’Anno Accademico, si è rivolto ai giovani Ufficiali Allievi, sottolineando l’importanza dell’autorevolezza nell’azione di comando: “Un’ultima e conclusiva riflessione è dedicata ai giovani ufficiali della Scuola. Ho inizialmente fatto cenno alla severità degli studi. Da essi deriveranno la vostra competenza, la vostra sicurezza nell’agire, la vostra capacità di indirizzo nei confronti degli uomini e delle donne che vi saranno affidati. Ma non potrete esprimere tutto questo se vi mancherà l’autorevolezza. E l’autorevolezza non è un abito pronto che si possa indossare o dismettere quando fa comodo. L’autorevolezza è la testimonianza quotidiana della vostra competenza. È la testimonianza concreta dei valori e dei sentimenti che sostengono la vostra motivazione, il vostro credo.
Come affermava il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il Carabiniere è un uomo che crede e, quindi, che ha fede. Un’incrollabile fede, benignamente contagiosa di legalità e di fiducia per tutti i cittadini
“.

( www.carabinieri.it / www.difesa.it )

Milano: traffico d'armi, restano in carcere i due iraniani

MILANO 22 Marzo 2010 – Restano in carcere i 2 iraniani arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano su un presunto traffico d’armi verso l’Iran. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame, respingendo le istanze avanzate dalle difese. Anche il ministero degli Esteri di Teheran ne aveva chiesto il rilascio. Il 3 marzo le indagini avevano portato all’arresto di Hamid Masoumi-Nejad, giornalista della tv iraniana accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma, e di Ali Damirchilu, fermato a Torino.

Gli arresti erano avvenuti durante l’operazione “Sniper” della Guardia di Finanza di Milano dello scorso 3 Marzo quando erano stati eseguiti 9 arresti nei confronti di cittadini italiani e iraniani per associazione per delinquere finalizzata all’ illecita esportazione di armi e sistemi di armamento verso l’Iran, paese sottoposto ad embargo internazionale sul traffico di armi. Quattro delle persone colpite dai provvedimenti sono ritenuti agenti dei servizi segreti iraniani. Due sono irreperibili, uno dei due arrestati è Masoumi-Nejad. Gli altri 5 sono italiani, impegnati in società di import-export.

E di sicuro l’impasse diplomatica con l’Iran scaturita dopo gli arresti, non hanno bloccato le indagini: il traffico d’armi al centro della questione unisce in profondi nodi l’Italia con Svizzera, Romania, Ungheria, Gran Bretagna, e Medio Oriente.