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Immigrazione: Spagna principale destinazione, diminuiscono gli arrivi in Italia

IOM, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la migrazione, in data 9 Ottobre, ha riferito che 86.436 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare tra il 2018 e il 7 ottobre, dei quali 39.445 in Spagna, la principale destinazione di quest’anno. Infatti, da quando sono stati segnalati gli arrivi di fine settembre, la Spagna nel 2018 ha ora ricevuto attraverso il Mediterraneo immigrati più irregolari di quanto abbia fatto in tutti gli anni 2015, 2016 e 2017 messi insieme.

Gli arrivi totali della regione attraverso il recente fine settimana si confrontano con 140.272 arrivi attraverso la regione nello stesso periodo dell’anno scorso e 318.207 a questo punto nel 2016.

La Spagna, con il 46% di tutti gli arrivi durante l’anno, continua a ricevere migranti via mare in ottobre con un volume quasi il doppio di quello della Grecia e oltre sette volte quello dell’Italia.

Gli arrivi in ​​Italia fino a fine settembre sono i più bassi registrati a questo punto – la fine di una stagione di vela estiva normalmente impegnata – in quasi cinque anni. L’anno scorso a ottobre i migranti sono passati dal Nord Africa all’Italia a un ritmo di quasi 1.500 a settimana – o circa cinque volte il tasso di quest’anno. Due anni fa, i numeri erano ancora più alti: quasi 4.000 a settimana. Nel 2016, da giugno a ottobre, il numero medio di salvataggi tra gli arrivi marittimi di migranti verso l’Italia ogni mese ha superato il numero che è arrivato in tutto il 2018.

Flavio Di Giacomo, IOM di Roma, ha riferito che i 21.313 arrivi italiani di migranti irregolari via mare quest’anno includono molti che arrivano da punti di partenza diversi dalla Libia. Ha osservato che, secondo i dati raccolti dallo staff dell’OIM ai punti di sbarco, quasi 150 migranti dalla Tunisia sono arrivati ​​via mare a Lampedusa tra venerdì e domenica e hanno spiegato che attualmente quasi tutti i flussi che arrivano in Italia dai primi di settembre provengono dalla rotta tunisina.

“Gli arrivi tunisini finora quest’anno sono 4.742 e rappresentano il primo posto tra tutte le nazionalità”, ha detto Di Giacomo. Ha detto l’anno scorso e nel 2016 sono stati segnalati numeri simili di arrivi dalla Tunisia, ma difficilmente sarebbero entrati nella lista delle prime dieci nazionalità in Italia, travolti da quelli dell’Eritrea, della Nigeria e di molti migranti sub-sahariani arrivati ​​via Libia.

“Il numero totale di migranti tunisini che arrivano l’anno scorso alla fine di settembre è stato di 2.650”, continua Di Giacomo, “mentre 3.500 tunisini sono arrivati ​​dal 1 ° ottobre al 31 dicembre. Ciò ha portato il numero totale di arrivi nel 2017 a 6.150 “.

Di Giacomo ha osservato che le morti in mare continuano a verificarsi più frequentemente nel Mediterraneo nelle acque che collegano il Nord Africa e la Sicilia, con 1.267 registrati fino al 7 ottobre.

 

 

Courtesy IOM

UNHCR: oltre 700 i migranti annegati nell’ultima settimana

Carlotta SamiLa conta domenicale delle vittime è uno degli esercizi più macabri in quella che si sta rivelando come un’emergenza umanitaria tra le più complicate  da gestire. Carlotta Sami (foto a sx), portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati esprime sofferenza in un suo tweet: «Sarà il mondo in grado di realizzare che le oltre 700 persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo solo in questa ultima settimana avrebbero meritato un passaggio sicuro?»

Per MSF il numero delle persone annegate potrebbe superare le 900 vittime.

soccorso Vega 27 maggio 2016I sopravvissuti ai naufragi di questa settimana secondo una stima della Marina Militare Italiana sono stati più di 600 salvati al largo delle coste della Libia durante la giornata di sabato per un totale durante solo questa settimana di circa 13mila migranti che sono stati portati nei centri di prima accoglienza di Pozzallo e Taranto.

Prosegue senza sosta l’attività di soccorso dei dispositivi italiani ed europei nel Mare Nostrum, sempre più mare di morte, mentre pare continuare incessante l’attività di coloro che gestiscono il traffico umano dall’Africa verso l’ Europa e che, pare, abbiano trovato nella “strategia” del sovraccarico dei barconi un elemento di ulteriore destabilizzazione della fragilità dell’Unione Europea.

(Nella foto a destra le operazioni di salvataggio del 27 maggio 2016 effettuate da Nave Vega con Durand Le Penne – Bergamini in soccorso di un natante).

 

Libia: domani Gruppo di Contatto a Roma. Frattini alla Camera, nessuno crede a futuro Gheddafi

ROMA 04 Maggio 2011 – “Nessuno al mondo pensa che il regime di Gheddafi possa avere un futuro; il Cnt, invece, può averlo. E i rappresentanti del Cnt ci hanno detto che ricorderanno chi li ha aiutati e chi ha voltato loro le spalle”. Lo ha detto nell’Aula della Camera il Ministro degli Esteri Franco Frattini, nell’esprimere il parere del governo sulle mozioni sulla Libia. Il Ministro ha sottolineato che l’Italia ha un “interesse nazionale” rispetto alla “fase irreversibile di evoluzione nel Mediterraneo”; un interesse nazionale che “per la Libia è ancora più evidente. E’ nostro interesse essere protagonisti per la costruzione del presente e del futuro della Libia e del Mediterraneo”, ha spiegato Frattini che ha ricordato che l’Italia “metterà a disposizione aerei e navi per evacuare i feriti gravi dalla Libia”.

L’obiettivo politico – ha aggiunto Frattini – è che cessino al più presto le azioni militari e che si individuino delle soluzioni mirate che portino ad una riconciliazione nazionale. Intenzione dell’Italia, ha aggiunto, è “ascoltare le proposte e i suggerimenti dei libici”. “Confermiamo il nostro ‘si’ all’attuazione della risoluzione dell’Onu – ha proseguito – il cui obiettivo è arrivare alla pacificazione, mentre l’azione militare è solo il mezzo”. Frattini ha poi illustrato a grandi linee la proposta italiana sulla vicenda Libia e ha detto che questa verrà esaminata e discussa nella riunione del Gruppo di Contatto che si svolgerà domani a Roma.

 

( www.esteri.it )