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Afghanistan: un ospedale pediatrico per i bambini di Herat

Afghanistan: un ospedale per i bambini di Herat HERAT 13 Maggio 2010 – Un ospedale pediatrico per i bambini afghani! Lo sforzo congiunto del Ministero degli Esteri e del Ministero della Difesa consentirà alla popolazione afgana di disporre da oggi di due strutture sanitarie di primissimo ordine: un Ospedale Pediatrico ed un Ospedale Regionale completamente ristrutturati che serviranno un bacino di circa 1milione di persone. L’inaugurazione delle strutture realizzate con fondi italiani è avvenuto lo scorso 5 maggio alla presenza del Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Elisabetta Belloni, che ha tagliato per due volte un nastro tricolore insieme al generale Claudio Berto, comandante del Regional Command West di ISAF e al governatore di Herat, Yusuf Nooristani.

Queste strutture sanitarie rappresentano un esempio di fattiva e concreta sinergia tra le diverse presenze italiane che ad Herat, la capitale economica dell’Afghanistan, operano in favore della ricostruzione e della stabilizzazione di una Provincia chiave della regione occidentale dell’Afghanistan: la componente civile, guidata dal dott. Sergio Maffettone; la componente militare del Provincial Reconstruction Team, guidata dal col. Emmanuele Aresu; la Cooperazione Italiana ad Herat, rappresentata dal dr. Marco Urago.

All’Ospedale Regionale, la Cooperazione Italiana ha provveduto alla ristrutturazione dell’Ospedale e alla fornitura di apparecchiature elettromedicali per i quattro principali reparti: Pronto Soccorso, Radiologia, Laboratorio Analisi e Sale Operatorie per un investimento complessivo di oltre 1,2milioni di euro. Il PRT, attraverso ingegneri militari, che operano nel CIMIC Centre, ha finanziato i lavori per la cabina di trasformazione e l’allacciamento alla rete di distribuzione principale, ad oltre 5 km di distanza dalla sede dell’Ospedale, per un investimento da parte del Ministero della Difesa di 180mila euro.

Altrettanto presso l’Ospedale Pediatrico: costruito sempre dalla componente militare del PRT di Herat nel 2008 con un investimento di oltre 850 mila euro, dispone della struttura principale per i reparti sanitari e di una guesthouse per lo staff. La Cooperazione Italiana ha provveduto, con un investimento complessivo di oltre 1milione di euro, all’allestimento e all’equipaggiamento e ha sviluppato le attività di sostegno e formazione del personale medico e paramedico. Le attività di supporto della Cooperazione si articolano anche attraverso il sostegno all’acquisto di farmaci, il trasporto gratuito dei pazienti dall’ospedale regionale al pediatrico ed il servizio mensa per lo staff.

L’ospedale pediatrico, che dispone di 100 posti letto, nel corso dell’ultimo anno ha curato oltre 15mila pazienti, di cui 7mila ricoverati. Tale ospedale è peraltro strettamente connesso all’attività sanitaria di supporto alla popolazione che viene condotta ogni giorno dal personale medico militare del PRT che dal 2005 ha visitato oltre 23mila pazienti e che, dal 2008, si avvale dell’Ospedale Pediatrico per i casi che necessitano ricoveri o cure più complesse.

Roma: non ci sarebbero italiani tra le vittime del sisma in Cile

ROMA 28 Febbraio 2010 – Il nostro ministero degli Esteri sta verificando la situazione degli oltre 50mila italiani residenti in Cile. Le informazioni finora raccolte indicano che nessun connazionale sarebbe tra le vittime del sisma. Il dato è però provvisorio, e le verifiche proseguono. La Farnesina, nel suo sito Viaggiare sicuri, consiglia per il momento di “rinviare i viaggi non necessari” in Cile. L’aeroporto di Santiago resterà chiuso per almeno 72 ore, fanno sapere fonti ufficiali cilene.

Mali: ridare la luce, missione umanitaria italiana

ridare la luce REPUBBLICA DEL MALI 11 Dicembre 2009 – Si è conclusa ieri la missione umanitaria italiana “Ridare la luce 2009” che si è svolta nella Repubblica del Mali dal 24 novembre al 10 dicembre 2009 per curare le popolazioni del deserto del Sahel dalle malattie della vista e, da quest’anno, per svolgere operazioni di chirurgia generale e scambio di conoscenze su nuove tecniche operatorie tra medici e infermieri italiani e maliani.

“Oggi le Forze Armate, grazie alle proprie capacità e professionalità, dialogano continuamente con le realtà sociali, produttive e volontaristiche italiane, per fare ciò che serve, dove serve ed in modo efficace” ha detto il Generale Ispettore Capo Ottavio Sarlo, Capo del Corpo Sanitario dell’Aeronautica Militare, “e la missione Ridare la Luce è un chiaro esempio di come il nostro Paese sia in grado di mettere a fattor comune le proprie risorse per ‘ridare la vita’ alle popolazioni del terzo mondo in modo concreto e diretto, faccia a faccia”.

La missione Ridare la Luce si è svolta in coordinamento e collaborazione tra l’ONG “Associazione Fatebenefratelli per i Malati Lontani” (AFMAL), ideatrice dell’iniziativa, e Aeronautica Militare, Alenia Aeronautica (società di Finmeccanica), Esercito Italiano, Ministero degli Esteri, Istituto Superiore di Sanità, volontari e altre aziende private italiane. La missione ha visto la partecipazione di 60 persone, tra medici, paramedici, piloti e personale per il supporto logistico.

Molte le novità che hanno caratterizzato questa missione, in particolare sono state donate attrezzature mediche per la chirurgia endoscopica digestiva e per il laboratorio analisi e verranno effettuati corsi specifici per i medici locali. L’aspetto della formazione è molto sentito ed è stato uno dei punti di forza della missione. Durante le due settimane di permanenza è stato organizzato un seminario per medici e paramedici locali sulle tecniche di rianimazione d’urgenza cardio-polmonare e sull’utilizzo di nuove tecniche operatorie in chirurgia addominale e laparoscopica. Medici militari specializzati, frequentatori del Corso di Perfezionamento Aeronautico in medicina Aeronautica e Spaziale, hanno seguito insieme con i medici maliani un corso sulle patologie tipiche delle zone altamente disagiate e tropicali.

Il tema delle cura delle malattie infettive è fortemente sentito e “la Cooperazione italiana, in stretta collaborazione con il Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, è impegnata nella realizzazione di una clinica oculistica presso l’Ospedale di Gaò attraverso la costruzione di un reparto di oftalmologia, l’installazione di attrezzature di chirurgia oculistica, di un laboratorio di analisi, dove medici italiani e maliani collaboreranno per la cura e lo studio delle patologie oftalmiche”, ha detto la dottoressa Elisabetta Belloni, capo della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri.

Il personale medico e paramedico, civile e militare, era partito il 24 novembre dall’Aeroporto di Pratica di Mare (Roma) ed ha operato presso l’ospedale di Gaò, una città situata sul fiume Niger, nei pressi del confine con la Nigeria. Attrezzature, presidi sanitari e personale sono arrivati in Africa con un C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa e con il nuovo velivolo da trasporto tattico C-27J di Alenia Aeronautica.

“E’ con grande piacere che, anche quest’anno, Alenia Aeronautica ha messo a disposizione la propria tecnologia e le proprie persone per fornire supporto ad un’iniziativa che rappresenta non solo un grande esempio di solidarietà e collaborazione internazionale, ma che rispecchia i valori di fondo della nostra azienda”, commenta l’Amministratore Delegato di Alenia Aeronautica, Ing. Giovanni Bertolone.

Gli oculisti provenienti dagli Ospedali Fatebenefratelli San Pietro di Roma, Isola Tiberina e dal San Giovanni di Dio di Siviglia (Spagna), dal San Camillo di Roma e da strutture mediche dell’Aeronautica Militare hanno operato assieme in Mali nel settore oftalmologico, come la cataratta, che nell’Africa sub-sahariana colpisce, nelle varie forme, circa l’80 percento della popolazione. Dal 2003, l’AFMAL, svolge questa attività in Mali e, dal 2004, con la collaborazione dell’Aeronautica Militare, sono state effettuate dieci missioni con oltre 19.000 visite e 3.600 interventi chirurgici alla cataratta.

“Il progetto Ridare la Luce mira ad un obiettivo ben preciso, quello di liberare i bambini che, fin da piccoli, vengono usati come guida per i ciechi – ha detto Fra’ Gerardo D’Auria, Vice Presidente Nazionale AFMAL – privandoli della loro infanzia, del gioco, della scuola e della futura formazione. Allo stesso tempo rendiamo autonomo l’adulto facendogli acquistare la vista con l’intervento”.

Al loro fianco sono stati presenti medici chirurghi ed anestesisti provenienti dalle strutture mediche militari, sia dell’Aeronautica che dell’Esercito, dall’Istituto Superiore di Sanità, dalla clinica Nuova Itor di Roma, Università La Sapienza e Tor Vergata al Fatebenefratelli e dall’Università di Vanderbildt del Tenensee (USA).

( foto per gentile concessione www.difesa.it )