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Roma: arrestato cinese per l'omicidio di un connazionale

ROMA 03 Dicembre 2010 – Nel pomeriggio di ieri gli investigatori della Squadra Mobile, diretta dal dr. Vittorio Rizzi, hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere D.H.J. cittadino cinese di 32 anni, indiziato di tentato omicidio di un connazionale.
In particolare, la notte dell’11 giugno un cittadino cinese si era recato al pronto soccorso dell’ospedale Vannini, con ferite da taglio all’addome.
Prima di essere sottoposto ad intervento chirurgico il ferito ha raccontato alla Polizia che poco prima, in via Casilina, nelle vicinanze di una sala giochi, aveva avuto un diverbio con un conoscente.
Quest’ultimo, ad un tratto, aveva estratto un coltello colpendolo più volte all’addome e al torace, per poi scappare e che lui si era recato da solo presso il pronto soccorso.
Nonostante le reticenze dei presenti a fornire informazioni, gli agenti nel corso del sopralluogo hanno trovato delle impronte di sangue sul pavimento, iniziando così a ricostruire la dinamica dei fatti.
Sulla base dei riscontri, sarebbe emerso un diverbio risalente a 2 mesi prima, quando la vittima aveva prestato la sua patente di guida al connazionale al fine di consentirgli di dormire in albergo in quanto clandestino. Ma il documento non gli era più stato restituito.
Il giorno prima del ferimento lo aveva reincontrato, ma alla richiesta del documento era sorta una discussione nel corso della quale si erano picchiati. Poi si erano visti di nuovo la sera del ferimento in via Casilina e l’aggressore, all’ennesima richiesta del documento, prima lo ha colpito con uno schiaffo e poi lo ha ferito con il coltello.
Una volta chiuso il cerchio investigativo, gli uomini della Squadra Mobile hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’aggressore, disposta dall’Autorità Giudiziaria.
L’uomo, individuato ieri pomeriggio è stato arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli.

Roma: arrestato cinese per l’omicidio di un connazionale

ROMA 03 Dicembre 2010 – Nel pomeriggio di ieri gli investigatori della Squadra Mobile, diretta dal dr. Vittorio Rizzi, hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere D.H.J. cittadino cinese di 32 anni, indiziato di tentato omicidio di un connazionale.
In particolare, la notte dell’11 giugno un cittadino cinese si era recato al pronto soccorso dell’ospedale Vannini, con ferite da taglio all’addome.
Prima di essere sottoposto ad intervento chirurgico il ferito ha raccontato alla Polizia che poco prima, in via Casilina, nelle vicinanze di una sala giochi, aveva avuto un diverbio con un conoscente.
Quest’ultimo, ad un tratto, aveva estratto un coltello colpendolo più volte all’addome e al torace, per poi scappare e che lui si era recato da solo presso il pronto soccorso.
Nonostante le reticenze dei presenti a fornire informazioni, gli agenti nel corso del sopralluogo hanno trovato delle impronte di sangue sul pavimento, iniziando così a ricostruire la dinamica dei fatti.
Sulla base dei riscontri, sarebbe emerso un diverbio risalente a 2 mesi prima, quando la vittima aveva prestato la sua patente di guida al connazionale al fine di consentirgli di dormire in albergo in quanto clandestino. Ma il documento non gli era più stato restituito.
Il giorno prima del ferimento lo aveva reincontrato, ma alla richiesta del documento era sorta una discussione nel corso della quale si erano picchiati. Poi si erano visti di nuovo la sera del ferimento in via Casilina e l’aggressore, all’ennesima richiesta del documento, prima lo ha colpito con uno schiaffo e poi lo ha ferito con il coltello.
Una volta chiuso il cerchio investigativo, gli uomini della Squadra Mobile hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’aggressore, disposta dall’Autorità Giudiziaria.
L’uomo, individuato ieri pomeriggio è stato arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli.

Operazione Iblis: 47 arresti in tutta la Penisola

CATANIA 03 Novembre 2010 – Blitz dei Carabinieri del Ros in Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Colpiti esponenti di spicco di Cosa nostra, pubblici amministratori e imprenditori di Catania, indagati a vario titolo per associazione mafiosa, omicidio e altri reati.
Sono state ricostruite le recenti dinamiche di Cosa nostra catanese con documentati interessi criminali e infiltrazioni negli appalti pubblici e sequestrati beni per oltre 400 milioni di euro, comprendenti l’intero circuito economico di imprese, complessi commerciali, fabbricati e beni mobili dei sodalizi indagati.
Tra gli arrestati anche il deputato regionale Fausto Fagone (Popolari Italia Domani).