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29° Anniversario della morte del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

PALERMO 03 Settembre 2011 – Si è ricordato oggi, a Palermo, il 29esimo anniversario dell’eccidio mafioso in cui persero la vita il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Il 3 settembre 1982 la guerra che la Mafia aveva dichiarato allo Stato segnò uno dei momenti più tragici. L’automobile su cui viaggiavano Dalla Chiesa e la moglie venne affiancata da due motociclette e un’auto, i cui occupanti aprirono il fuoco a colpi di kalashnikov uccidendoli entrambi. L’agente Russo, che li seguiva di scorta a bordo di un’alfetta, attinto anch’egli da una raffica di colpi, morì dopo 13 giorni di agonia all’Ospedale di Palermo. Sotto una pioggia di piombo cadde un simbolo delle Istituzioni.

Il Generale Dalla Chiesa, nei cento giorni da Prefetto di Palermo, riuscì a scuotere gli animi della gente comune, incontrando gli studenti nei licei, gli operai nei cantieri e la gente per le strade: riuscì a diventare simbolo di legalità e speranza.

Alla cerimonia di deposizione della Corona d’alloro, avvenuta nella mattinata in via Isidoro Carini, luogo della strage, oltre a numerose autorità militari e civili, ha partecipato in rappresentanza del Governo il Sottosegretario all’Interno On. Alfredo Mantovano. La commemorazione si è conclusa con la celebrazione della Santa Messa presso la chiesa di S.Giacomo dei Militari, all’interno del Comando Legione Carabinieri “Sicilia”.

 

( www.carabinieri.it )

Legalita': adottato il codice etico di Confindustria

LEGALITA’: ADOTTATO IL CODICE ETICO DI CONFINDUSTRIA. IN FORTE AUMENTO I DATI DI BILANCIO.


PALERMO 29 Giugno 2011 – Le circa 900 imprese associate a InterconfidiMed, consorzio fidi 107 siciliano di matrice confindustriale, si impegnano a non tenere rapporti con la criminalità organizzata, a non subire ricatti o richieste estorsive e a denunciare ogni fatto illecito alle autorità competenti. Lo ha stabilito ieri l’assemblea dei soci di InterconfidiMed, riunitasi a Palermo, che ha adottato il Codice etico di Confindustria e un nuovo modello organizzativo e che ha anche apportato alcune modifiche allo Statuto, secondo le indicazioni di Bankitalia, tali da rafforzare i meccanismi di legalità e di controllo anche i fini dell’antiriciclaggio.

Con queste decisioni InterconfidiMed, presieduto da Gaetano Licata e amministrato da Italo Candido, è uno fra i primi consorzi fidi in Italia a porsi come presidio antimafia nel settore delle garanzie reali prestate alle aziende socie sulle linee di credito concesse loro dalle banche.

L’assemblea ha anche approvato il bilancio consuntivo 2010, che si è chiuso, rispetto all’esercizio del 2009, con un incremento del 21% del numero di soci (786) e del 18% in termini di affidamenti bancari (178 milioni di euro), con un patrimonio netto di vigilanza di oltre 7 milioni di euro e con un tasso di escussione garanzie da parte delle banche, in caso di insolvenza dei clienti, pari ad appena lo 0,10%.

Numeri che si presentano in ulteriore e deciso aumento già nel primo semestre 2011, con un numero di soci salito a 850, affidamenti in essere per 195 milioni di euro e richieste di fidi in corso per altri 35 milioni di euro.

“Tutto ciò – ha dichiarato l’A.d. di InterconfidiMed, Italo Candido – conferma che il modello delle garanzie reali concesse da un consorzio fidi 107 è l’unico vero strumento che hanno oggi le imprese per superare la congiuntura negativa e per sostenere la propensione agli investimenti che è ancora fortemente presente in tutti i settori economici”.

 

Legalita’: adottato il codice etico di Confindustria

LEGALITA’: ADOTTATO IL CODICE ETICO DI CONFINDUSTRIA. IN FORTE AUMENTO I DATI DI BILANCIO.


PALERMO 29 Giugno 2011 – Le circa 900 imprese associate a InterconfidiMed, consorzio fidi 107 siciliano di matrice confindustriale, si impegnano a non tenere rapporti con la criminalità organizzata, a non subire ricatti o richieste estorsive e a denunciare ogni fatto illecito alle autorità competenti. Lo ha stabilito ieri l’assemblea dei soci di InterconfidiMed, riunitasi a Palermo, che ha adottato il Codice etico di Confindustria e un nuovo modello organizzativo e che ha anche apportato alcune modifiche allo Statuto, secondo le indicazioni di Bankitalia, tali da rafforzare i meccanismi di legalità e di controllo anche i fini dell’antiriciclaggio.

Con queste decisioni InterconfidiMed, presieduto da Gaetano Licata e amministrato da Italo Candido, è uno fra i primi consorzi fidi in Italia a porsi come presidio antimafia nel settore delle garanzie reali prestate alle aziende socie sulle linee di credito concesse loro dalle banche.

L’assemblea ha anche approvato il bilancio consuntivo 2010, che si è chiuso, rispetto all’esercizio del 2009, con un incremento del 21% del numero di soci (786) e del 18% in termini di affidamenti bancari (178 milioni di euro), con un patrimonio netto di vigilanza di oltre 7 milioni di euro e con un tasso di escussione garanzie da parte delle banche, in caso di insolvenza dei clienti, pari ad appena lo 0,10%.

Numeri che si presentano in ulteriore e deciso aumento già nel primo semestre 2011, con un numero di soci salito a 850, affidamenti in essere per 195 milioni di euro e richieste di fidi in corso per altri 35 milioni di euro.

“Tutto ciò – ha dichiarato l’A.d. di InterconfidiMed, Italo Candido – conferma che il modello delle garanzie reali concesse da un consorzio fidi 107 è l’unico vero strumento che hanno oggi le imprese per superare la congiuntura negativa e per sostenere la propensione agli investimenti che è ancora fortemente presente in tutti i settori economici”.