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Carabinieri arrestano scafista albanese

ROMA 11 Novembre 2011 – Un cittadino albanese di 31 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Appia in esecuzione di un mandato di cattura internazionale. L’uomo, insieme ad un connazionale 42enne, è stato notato dai militari aggirarsi nel quartiere Statuario a Roma. Il loro atteggiamento guardingo ha insospettito i Carabinieri che hanno deciso di controllarli. I documenti esibiti dai cittadini albanesi, visibilmente contraffatti, hanno convinto i Carabinieri della Stazione Roma Appia ad approfondire le verifiche sul loro conto. Il responso ottenuto dalle impronte digitali non ha lasciato scampo agli stranieri, risultati entrambi gravati da provvedimenti restrittivi: il 42enne da un ordine di carcerazione, emesso dal Tribunale di Trani nel 2004 per traffico di droga. Sul conto del 31enne, invece, è emerso qualcosa di ben più grave: un mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte di Appello di Valona (Albania) nel 2005 con le accuse di favoreggiamento e attraversamento illegale di confine, reato punito dal codice penale albanese con 25 anni di reclusione.

I fatti risalgono al mese di gennaio del 2004, quando l’albanese, a soli 24 anni, organizzò insieme ad altri connazionali uno dei tanti “viaggi della speranza”: a bordo di un gommone partito dal porto di Valona e diretto in Italia, furono stipati 36 profughi albanesi disposti ad affrontare qualsiasi avversità pur di raggiungere nuove prospettive di vita nel nostro Paese. Ogni passeggero pagò agli scafisti una quota di 1.500 euro. Purtroppo per loro, dopo alcune miglia di navigazione, giunti nel canale di Otranto si trovarono ad affrontare pessime condizioni meteo e onde altissime, fatale connubio che portò, in breve tempo all’affondamento del gommone e alla morte per annegamento di 21 dei 36 passeggeri albanesi.

Entrambi i ricercati sono stati arrestati e associati al carcere di Regina Coeli.

 

Firmato protocollo contro le discriminazioni

ROMA 13 Aprile 2011 – Nella mattinata del 7 aprile, a Roma, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD), operante nell’ambito del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale e l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

L’intesa, finalizzata a definire i rapporti di collaborazione e di scambio informativo tra i due organismi, contribuirà ad accrescere l’efficacia dell’impegno istituzionale nel contrasto alle varie forme di discriminazione a danno degli individui a causa della razza, delle origini etniche, del credo religioso, di handicap o dell’orientamento sessuale.

L’OSCAD, infatti, istituito il 2 settembre 2010, presieduto dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale e composto da rappresentanti del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, delle strutture centrali della Polizia di Stato e del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha il compito di ricevere da Istituzioni, associazioni di categoria e privati cittadini le segnalazioni di atti discriminatori attinenti alla sfera della sicurezza commessi nei confronti delle minoranze, per attivare interventi mirati delle Forze di Polizia sul territorio, mentre l’UNAR, istituito nel 2003, ha la funzione di garantire l’effettività del principio di parità di trattamento tra le persone, di vigilare sull’operatività degli strumenti di tutela vigenti contro le discriminazioni e di contribuire a rimuovere queste ultime.

In occasione della cerimonia di sottoscrizione dell’accordo, il Prefetto Antonio Manganelli, Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ha rivolto un saluto ai presenti, tra cui vari rappresentanti delle associazioni che tutelano gli interessi delle potenziali vittime di comportamenti discriminatori.
Nella circostanza, inoltre, sono state presentate le pagine dedicate all’OSCAD nell’ambito dei siti internet istituzionali dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato che contengono, tra le altre notizie utili, un link per l’inoltro diretto delle segnalazioni di atti discriminatori alla segreteria dell’Osservatorio da parte dei privati cittadini o delle associazioni interessate.

 

( www.carabinieri.it )

Il Premio“terra e pace”all’Arma dei Carabinieri

” PER NON DIMENTICARE – HIROSHIMA 1945 – 2010″
65 ANNI DALLA BOMBA
Roma, celebrazione al Pantheon con l’ambasciatore del Giappone
Il Premio“terra e pace” all’Arma dei Carabinieri
Messaggi di Napolitano, Fini e Schifani
ROMA – Venerdì – 6 AGOSTO – 2010
ORE 9,30–P.ZZA DEL PANTHEON

Anche quest’anno Venerdì 6 Agosto in occasione del 65° anniversario della tragedia di Hiroshima, il Comitato “Terra e Pace ” per il quattordicesimo anno consecutivo, organizza a Pantheon a Roma con il patrocinio del Comune, della Provincia di Roma, della Regione Lazio, una manifestazione per non dimenticare quel tragico evento che costituisce una ferita ancora aperta nella storia del XX° secolo,con 250.000 vittime.
La manifestazione si svolgerà alle ore 9,30 nella Piazza del Pantheon nel cuore della Roma antica, con la presenza del Consigliere Capo Politica Estera dell’Ambasciata del Giappone in Italia Dott. Akihiko Uchikawa, i Gonfaloni di Comune, Provincia e Regione, autorità dello Stato, rappresentanti delle istituzioni, del volontariato, organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche.
Dopo l’esecuzione degli inni nazionali del Giappone e dell’Italia, vi saranno brevi interventi delle autorità. Sarà data lettura dei Messaggi del Presidente della Repubblica e dei Presidenti di Camera e Senato. Seguirà la consegna del premio “terra e pace” ( un fossile di un milione di anni simbolo del rispetto della vita sul pianeta) al Generale di Brigata Vittorio Tomasone, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Roma.
Madrina di eccezione sarà Carla Fracci, che leggerà una poesia sulla tragedia di Hiroshima.
“Anche quest’anno, nella difficile situazione che vive il mondo tra minacce di riarmo nucleare e nuovi focolai di guerra in medio oriente – dichiara il Presidente Athos De Luca – il Comitato celebra l’anniversario di Hiroshima, perché nessuno e soprattutto tra i giovani, dimentichi le tragiche conseguenze per l’umanità quando il dialogo e la politica falliscono e si intraprende la via delle armi,dell’intolleranza e del razzismo. Il premio che consegneremo questo anno vuole significare il grande valore dell’impegno dell’Arma dei Carabinieri per la pace nel mondo ”.
La manifestazione si concluderà con un minuto di silenzio per tutte le vittime della guerra nucleare e dei numerosi carabinieri che hanno perduto la vita nelle missioni di pace nel mondo.