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Ragusa. Al via il progetto di volontariato “Green zone”.

Libero Consorzio e Fondazione San Giovanni Battista promuovono un percorso di inclusione sociale per richiedenti e titolari di protezione internazionale

 

Ragusa, 29 ottobre 2018 – “Green zone” è il nome del progetto di volontariato che vede protagonisti i titolari e richiedenti protezione internazionale ospiti nelle strutture della rete SPRAR gestite dalla Fondazione San Giovanni Battista il cui ente titolare è il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa. 

Il dirigente del Libero Consorzio, Raffaele Falconieri e il presidente della Fondazione, Renato Meli, hanno siglato il protocollo di intesa che darà l’avvio al progetto. 

“La fondazione –  dichiara Meli – opera nel settore  dell’accoglienza da oltre 15 anni. Da tre anni proponiamo percorsi di volontariato e cittadinanza attiva per favorire processi di integrazione efficaci e stabili tra migranti e cittadini presenti sul territorio. Un modo per prevenire fenomeni di discriminazione sempre più ricorrenti. La cura del verde pubblico, la pulizia di spazi comuni sono azioni che hanno l’obiettivo di favorire la costruzione di un orizzonte di valore sociale e civico condiviso mediante attività di volontariato da parte dei migranti ospiti di centri di accoglienza, al servizio del territorio di riferimento”.

“Il progetto di volontariato – conferma Falconieri – va a vantaggio della collettività, dà un segno tangibile di impegno e volontà di partecipazione delle persone accolte sul nostro territorio. Il valore di tali attività è immediatamente legato non solo all’impiego del tempo in maniera costruttiva, ma anche alla possibilità di apprendere nuove competenze”. 

“Inoltre – aggiungono i firmatari del protocollo di intesa – il prendersi cura di spazi in stato di abbandono e degrado e di persone ha importanti valenze simboliche e l’intento palese di scalfire la diffidenza e l’indifferenza che talvolta separano i due mondi, mettendo in diretta connessione le strutture di accoglienza e la città con i suoi abitanti. Infine, l’accudimento di aree locali di uso comune, costituisce concreto strumento di cittadinanza attiva e consapevole per i migranti, nonché fonte di sensibilizzazione per la cittadinanza tutta. 

Attraverso attività come quella proposta, si può contribuire a prevenire, mitigare e rispondere ai differenti meccanismi di esclusione sociale che, in quanto tali, precludono e ostacolano il pieno sviluppo degli individui e della comunità nel suo complesso”.

I volontari svolgeranno attività di salvaguardia e manutenzione del verde pubblico in stato di abbandono e degrado (strade provinciali), manutenzione di strutture pubbliche (scuole). Potranno essere inoltre assegnati loro compiti di vigilanza e gestione delle aree di pertinenza esterne agli edifici scolastici, nonché, in presenza del personale già in servizio presso gli enti locali, potranno essere adibiti al presidio e sorveglianza degli attraversamenti pedonali in concomitanza con le fasi di accesso ed uscita dalla scuola da parte degli studenti.

Si prevede a tal fine il coinvolgimento di migranti guidati da un coordinatore della Fondazione San Giovanni Battista e da eventuali referenti di settore designati dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

Tutte le attività prevedono un percorso di formazione e verranno svolte all’interno del territorio provinciale, con particolare riferimento alle città di Comiso e Ragusa.

Saranno impiegati complessivamente 9 richiedenti o titolari di Protezione internazionale o umanitaria, residenti presso centri SPRAR “Biscari” e “Farsi Prossimo” della Fondazione San Giovanni Battista siti a Ragusa e Comiso.

Il periodo di realizzazione delle attività va da metà ottobre a dicembre 2018 e da Febbraio a Dicembre 2019. 

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Trenta ragazzi impegnati sul tema “Migranti e rifugiati: teoria, pratiche e competenze”

FSGB summer school 2016Ragusa, 28 agosto 2016 – Sono trenta i partecipanti alla Summer school 2016 promossa dalla Fondazione San Giovanni Battista sul tema “Migranti e  rifugiati: teoria, pratiche e competenze” partita il 25 agosto con l’apertura presso il Centro polifunzionale d’informazione e servizi per i migranti di Via Napoleone Colajanni.

Alle ore 10 alla presenza di istituzioni, partner e formatori è stato presentato il progetto realizzato con il supporto della Scuola per Assistenti Sociali “F. Stagno D’Alcontres”, Praticare Onlus, Diocesi di Ragusa, Cvx-Lega Missionaria e in collaborazione con Prefettura, Questura, Provincia ed il comune di Comiso e di Ragusa.

“Dal 25 Agosto al 3 settembre per i 30 partecipanti – spiega il Presidente della Fondazione, Tonino Solarino – sarà l’occasione di vivere un’esperienza estiva di nove giorni a contatto con il settore dell’immigrazione ed un metodo di insegnamento innovativo”.

Le mattine saranno dedicate alla didattica accademica: lezioni universitarie, casi applicativi e lavori di gruppo su argomenti che riguardano ambiti disciplinari diversi, politico-sociale, socio-antropologico, giuridico. In tal senso la Summer school si avvarrà  della collaborazione con università italiane e importanti esperti del settore.

I pomeriggi riguarderanno la didattica esperienziale dove gli studenti saranno coinvolti in stage interni con la possibilità di compiere un’esperienza sul campo da svolgere presso centri di accoglienza del territorio.

La prima edizione ha avuto una partecipazione di candidati che provengono da tutta Italia ed ha l’ambizione di riunire partecipanti da diversi ambiti professionali e fasce di età. Infatti il 40% appartengono in un’età compresa tra i 30-40 anni, il 33% alla fascia tra i 18-30 anni, infine il 23% tra i 40-64 anni.

“L’obiettivo principale – conclude Solarino – è la formazione di professionisti in grado di rispondere alle esigenze richieste dai servizi alla persona e alla comunità di rifugiati e richiedenti asilo. I profili professionali dei partecipanti sembrano ben rispondere ai diversi ambiti disciplinari che si approfondiranno nel corso delle giornate, in particolare medici, assistenti sociali, mediatori culturali, figure provenienti dal mondo della cooperazione e del sociale e studenti interessati al tema”.

Festival delle Relazioni. Oggi è la volta di Moni Ovadia e Francesco Cafiso.

Grande successo per l’incontro con Nello Dell’Agli e Margherita Spagnuolo Lobb.
Oggi è la volta di Moni Ovadia e Francesco Cafiso

Festival delle Relazioni - stranieri a se stessi (5)Ragusa, 15 giugno 2016 – Tutto esaurito per il primo incontro del Festival delle Relazioni. L’auditorium Cartia è infine risultato insufficiente per contenere il pubblico accorso per ascoltare le relazioni degli studiosi Nello Dell’Agli e Margherita Spagnuolo Lobb. 

Tonino Solarino, Presidente della Fondazione San Giovanni Battista, dopo aver presentato i due relatori, ha elogiato la città di Ragusa perché è una vera comunità il cui patrimonio non consiste solo nei magnifici monumenti storici, ma anche nella grande capacità dei cittadini nel saper coltivare efficaci relazioni umane e culturali.

stranieri a se stessi (18)Frate Nello Dell’Agli ha affrontato il tema da un punto di vista spirituale e teologico con una relazione dal titolo “Tra la fatica e il piacere di conoscersi”. E lo ha fatto secondo lo stile della lectio divina, commentando un passo del Deuteronomio: “Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna”. Dell’Agli ha voluto sottolineare innanzitutto l’importanza di un cammino memoriale per non fuggire dalla propria coscienza e per sapersi relazionare sempre sia con lo straniero che è in noi, sia con lo straniero che si incontra nel percorso di vita. 

Festival delle Relazioni - stranieri a se stessi (77)Margherita Spagnuolo Lobb ha affrontato il tema della conferenza con una relazione di stampo psicoterapeutico dal titolo “Percorsi di relazionalità tra bellezza e dolore”. La studiosa ha sottolineato l’importanza della relazionalità, soprattutto per i bambini. “Il nostro cervello – afferma – è fatto per l’altro e si sviluppa e cresce proprio con le relazioni. Molte patologie nascono dal fatto della mancanza dell’altro. Proprio per questo l’esperienza dell’amore è fondamentale e ci plasma fortemente. Nell’amore l’uomo cerca il senso della completezza e dell’unità, proprio come il mistico la cerca in Dio. Quindi il nostro vero desiderio sano è quello di andare sempre “verso l’altro”. Perciò, accettare la fragilità e cogliere la diversità nella comune ricerca di verità, è il bel compito necessario di ogni essere umano”. 

La serata si è conclusa gioiosamente con la premiazione dei vincitori dei concorsi organizzati dal Festival.

Tre gli appuntamenti previsti per oggi: alle 19 a Palazzo Garofalo inaugurazione dell’esposizioni artistiche e della Stanza della meditazione. Alle 19,30 in piazza San Giovanni l’attore e regista Moni Ovadia incontra il pubblico per un momento dal titolo “Stranieri e viandanti nel mondo e nel mondo interiore”. Al termine, Francesco Cafiso, jazzista di fama mondiale omaggia il Festival con una performance in trio che vedrà impegnato anche il pittore Giovanni Robustelli nell’esecuzione live di un’opera pittorica su tela. 

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.

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