Archivi tag: rifugiati

Trenta ragazzi impegnati sul tema “Migranti e rifugiati: teoria, pratiche e competenze”

FSGB summer school 2016Ragusa, 28 agosto 2016 – Sono trenta i partecipanti alla Summer school 2016 promossa dalla Fondazione San Giovanni Battista sul tema “Migranti e  rifugiati: teoria, pratiche e competenze” partita il 25 agosto con l’apertura presso il Centro polifunzionale d’informazione e servizi per i migranti di Via Napoleone Colajanni.

Alle ore 10 alla presenza di istituzioni, partner e formatori è stato presentato il progetto realizzato con il supporto della Scuola per Assistenti Sociali “F. Stagno D’Alcontres”, Praticare Onlus, Diocesi di Ragusa, Cvx-Lega Missionaria e in collaborazione con Prefettura, Questura, Provincia ed il comune di Comiso e di Ragusa.

“Dal 25 Agosto al 3 settembre per i 30 partecipanti – spiega il Presidente della Fondazione, Tonino Solarino – sarà l’occasione di vivere un’esperienza estiva di nove giorni a contatto con il settore dell’immigrazione ed un metodo di insegnamento innovativo”.

Le mattine saranno dedicate alla didattica accademica: lezioni universitarie, casi applicativi e lavori di gruppo su argomenti che riguardano ambiti disciplinari diversi, politico-sociale, socio-antropologico, giuridico. In tal senso la Summer school si avvarrà  della collaborazione con università italiane e importanti esperti del settore.

I pomeriggi riguarderanno la didattica esperienziale dove gli studenti saranno coinvolti in stage interni con la possibilità di compiere un’esperienza sul campo da svolgere presso centri di accoglienza del territorio.

La prima edizione ha avuto una partecipazione di candidati che provengono da tutta Italia ed ha l’ambizione di riunire partecipanti da diversi ambiti professionali e fasce di età. Infatti il 40% appartengono in un’età compresa tra i 30-40 anni, il 33% alla fascia tra i 18-30 anni, infine il 23% tra i 40-64 anni.

“L’obiettivo principale – conclude Solarino – è la formazione di professionisti in grado di rispondere alle esigenze richieste dai servizi alla persona e alla comunità di rifugiati e richiedenti asilo. I profili professionali dei partecipanti sembrano ben rispondere ai diversi ambiti disciplinari che si approfondiranno nel corso delle giornate, in particolare medici, assistenti sociali, mediatori culturali, figure provenienti dal mondo della cooperazione e del sociale e studenti interessati al tema”.

Protezione dei Diritti dei migranti: migranti irregolari come cittadini locali?

migranti che sbarcano al portoSecondo uno studio di François Crépeau della McGill University di Montreal, la questione della immigrazione irregolare va affrontata con un approccio nuovo e differente.

Crépeau, in una sua pubblicazione del 2014, sostiene la necessità di un approccio umano alla migrazione irregolare motivato su quattro punti.

  1. la migrazione è una costante della civiltà;
  2. la migrazione irregolare non viene inquadrato come un fenomeno sociale ma risponde alle esigenze economiche del dopoguerra mentre viene vista sempre di più come una questione problematica per la sicurezza nazionale;
  3. i migranti hanno diritti e il loro rispetto, la protezione e la promozione ed il confronto con i diritti dei cittadini è la prossima frontiera per lo sviluppo di politiche per i diritti umani.

François CrépeauAl quarto punto, François Crépeau (foto a dx) sostiene che potremmo aver bisogno di ri-concettualizzare cittadinanza e residenza al fine di riconoscere la dignità umana di tutti al di sopra del loro status amministrativo.

Team di atleti profughi sotto la bandiera olimpica: la prima volta dei rifugiati

Rifugiati - Team OlimpicoIl Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato, nella giornata di venerdì 3 giugno, la selezione di 10 rifugiati che gareggeranno il prossimo agosto a Rio de Janeiro, formando così per la prima volta nella storia delle Olimpiadi una squadra olimpica dei rifugiati.

Essi comprendono due nuotatori siriani, due judoka provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, un maratoneta etiope e cinque mezzofondisti dal Sud Sudan.

«La loro partecipazione alle Olimpiadi è un omaggio al coraggio ed alla perseveranza di tutti i rifugiati nel superare le avversità e costruire un futuro migliore per se stessi e le loro famiglie –  ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi – l’UNHCR sta con loro e con tutti i rifugiati».

L’iniziativa arriva in un momento in cui più persone che mai – 59,5 milioni di persone secondo gli ultimi dati – sono costrette ad abbandonare le loro case per sfuggire a conflitti e persecuzioni.

La squadra che li rappresenterà a Rio spera di dare al mondo un segnale della loro capacità di recupero e di talento non sfruttato.