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Tutela dell'ambiente: sequestrata cava abusiva nel Parco dell'Etna

CATANIA 26 Giugno 2011 – L’esecuzione di una attività di verifica fiscale  nell’ambito della programmazione operativa ha permesso ai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Riposto di accertare diverse violazioni in materia di tutela ambientale e paesaggistica,  nei confronti di una nota impresa che opera nel settore dell’estrazione di materiale basaltico per uso ornamentale.

L’attività che è stata eseguita con la collaborazione dei funzionari appartenenti al distretto minerario di Catania  e si è conclusa con il sequestro di una area di circa 15.000 mq. ricadente in una zona protetta del parco dell’Etna, nel territorio del comune di Milo.

L’area in questione era stata destinata dall’impresa per l’estrazione di materiale basaltico  senza la prescritta concessione e senza rispettare le prescrizioni imposte dal Distretto minerario . Ciò ha comportato l’alterazione delle bellezze naturali del Parco dell’Etna che insistono nella speciale area di protezione denominata “Zona C”.

L’estrazione abusiva è stata quantificata in circa 200.000 mc. di materiale lapideo.

Il titolare dell’impresa di estrazione è stato deferito all’Autorita Giudiziaria per le violazioni di cui all’art. 734 del Codice Penale  “Distruzione e deturpamento di bellezze naturali” nonché per le altre ipotesi di reato previste, nello specifico, dalla vigente normativa ambientale e paesaggistica.

L’attività delle Fiamme Gialle della Compagnia di Riposto si pone nell’alveo delle intraprendenze operative del Corpo tendenti alla tutela dell’ambiente, che deve necessariamente considerarsi  bene economico e patrimonio dell’umanità, oggetto di continue aggressioni, da parte di una criminalità sempre più agguerrita, che costituiscono, di fatto, una diminuito patrimoniale della collettività.


Tutela dell’ambiente: sequestrata cava abusiva nel Parco dell’Etna

CATANIA 26 Giugno 2011 – L’esecuzione di una attività di verifica fiscale  nell’ambito della programmazione operativa ha permesso ai militari della compagnia della Guardia di Finanza di Riposto di accertare diverse violazioni in materia di tutela ambientale e paesaggistica,  nei confronti di una nota impresa che opera nel settore dell’estrazione di materiale basaltico per uso ornamentale.

L’attività che è stata eseguita con la collaborazione dei funzionari appartenenti al distretto minerario di Catania  e si è conclusa con il sequestro di una area di circa 15.000 mq. ricadente in una zona protetta del parco dell’Etna, nel territorio del comune di Milo.

L’area in questione era stata destinata dall’impresa per l’estrazione di materiale basaltico  senza la prescritta concessione e senza rispettare le prescrizioni imposte dal Distretto minerario . Ciò ha comportato l’alterazione delle bellezze naturali del Parco dell’Etna che insistono nella speciale area di protezione denominata “Zona C”.

L’estrazione abusiva è stata quantificata in circa 200.000 mc. di materiale lapideo.

Il titolare dell’impresa di estrazione è stato deferito all’Autorita Giudiziaria per le violazioni di cui all’art. 734 del Codice Penale  “Distruzione e deturpamento di bellezze naturali” nonché per le altre ipotesi di reato previste, nello specifico, dalla vigente normativa ambientale e paesaggistica.

L’attività delle Fiamme Gialle della Compagnia di Riposto si pone nell’alveo delle intraprendenze operative del Corpo tendenti alla tutela dell’ambiente, che deve necessariamente considerarsi  bene economico e patrimonio dell’umanità, oggetto di continue aggressioni, da parte di una criminalità sempre più agguerrita, che costituiscono, di fatto, una diminuito patrimoniale della collettività.


Riposto: le fiamme gialle scoprono evasione fiscale

RIPOSTO 02 Settembre 2010 – L’attività della Compagnia di Riposto continua a raccogliere pregevoli risultati a testimonianza del fatto che anche nel versante ionico etneo si rilevano importanti fenomeni di evasione fiscale. L’attività investigativa di natura tributaria eseguita dalle Fiamme gialle ripostesi ha permesso di scoprire un dispositivo, messo in atto da un imprenditore edile, idoneo a far registrare una evasione fiscale di livello elevato. L’attività di verifica fiscale, scaturita dalla attività di intelligence, ha messo in luce l’omessa dichiarazione dei redditi da parte di un imprenditore che opera nel settore delle costruzioni edili.
L’imprenditore pur avendo presentato la prescritta dichiarazione evidenziava un volume di affari pari a zero, tale inadempienza, ha permesso all’imprenditore di sottrarre all’imposizione fiscale ricavi per un ammontare di oltre 1.200.000 euro, e quindi, l’omesso versamento in termini di imposte dovute all’erario di circa 127.000 euro. Il risultato ottenuto può rientrare tra quelli più importanti, tenuto anche conto della media dei livelli di volumi d’affari raggiunto dalle imprese nella provincia etnea.
È appena il caso ricordare, come questa particolare attività ispettiva si è conclusa, con importanti risultati, nonostante l’attuale periodo di ferie a testimonianza dell’incessante impegno che il Corpo riserva nella lotta all’evasione fiscale e al crimine economico. L’impegno profuso trova riscontro altresì, nelle diverse attività repressive avviate dalla Compagnia che hanno consentito il raggiungimento di prestigiosi risultati in materia di contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché nel settore di contrasto al fenomeno della contraffazione di marchi.