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Roma: vendevano legname rubato, un arresto e una denuncia

ROMA 03 Settembre 2010 – I Carabinieri della Compagnia di Subiaco hanno interrotto la trattativa intavolata tra due 50enni, residenti a Camerata Nuova, per l’acquisto di alcuni quintali di legname risultati illecitamente asportati all’interno del parco dei monti Simbruini. L’acquirente, attirato nei boschi alle porte della cittadina dal prezzo stracciato con cui era stata messa in vendita la legna, è stato denunciato a piede libero per ricettazione mentre il “boscaiolo” è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato. I militari hanno recuperato su un camion circa 100 quintali di legna, caricata sul rimorchio mediante un braccio meccanico, tutta di provenienza furtiva. In questo periodo i Carabinieri stanno eseguendo una fitta serie di controlli nelle aree boschive di competenza a seguito delle numerose segnalazioni pervenute circa il fenomeno del disboscamento selvaggio, anche in aree protette o nelle riserve, che non solo arreca un notevole danno ecologico, ma che potenzialmente potrebbe creare dissesti idrogeologici in caso di abbondanti precipitazioni.
L’arrestato, trattenuto in caserma, sarà giudicato con rito direttissimo.

…. da Trezzano a Noto l’insostenibilità delle scelte non etiche

Intervento di Vincenzo Belfiore, Legambiente

« ….. In relazione alla notizia riportata da un noto quotidiano qualche giorno addietro a firma di Tony Zermo e cioè che alcuni hotel siciliani in particolare alcuni del nostro litorale utilizzano prodotti alimentari importati dalla Lombardia, non ci farebbe alcuna impressione se ciò fosse avvenuto alla metà dell’ 800 quando, magari sono in pochi a saperlo, Trezzano sul Naviglio, il comune lombardo, dal quale partono i rifornimenti di viveri oggi al centro dell’attenzione, fu feudo della famiglia netina dei Landolina possesso derivato dai Pons de Leon come ancora oggi evidente nello stemma del comune lombardo dove campeggiano i tre gigli d’argento su sfondo nero emblema dell’antichissima famiglia di origine normanna dei Landolina che a Noto fece dimora ricoprendo le più importanti cariche tra cui proprio alla metà dell’800 quello ricoperto da Pietro Landolina marchese di Trezzano e di S. Alfano (Noto presso Canicattini) di primo intendente del Valle minore di Noto ovvero rappresentante del governo delle Due Sicilie per le attuali provincie di Siracusa e Ragusa. Ma nel 2009 il modello proposto da questi hotel è l’antitesi del modello di sviluppo che Legambiente si è proposto di premiare per il territorio di Noto e del sud-est con le 5 vele e non solo, che basato sulle produzioni di qualità, incalcolabile il numero di produzioni DOP DOC IGP del nostro territorio olio vino pomodori ortaggi ma anche carni pregiate e pescato, un modello basato sulla valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali ma anche gastronomiche. Oggi ci sentiamo di dire, non essere soltanto il modello di sviluppo indicato da Legambiente, ormai consapevolmente indicato non solo dalla classe politica ma anche dalla volontà di chi opera nel settore e i cui risultati nonostante la crisi vedono comunque il nostro territorio la cui offerta turistica è basata essenzialmente patrimonio naturale e culturale di qualità (unesco, riserve, aree marine, 5 vele etc) sostanzialmente reggere, non arretrando come in tutta Italia, ma addirittura con settori in crescita.
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