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Riparte l’ iniziativa a “Scuola Sicuri”.

ROMA – Con l’inizio dell’anno scolastico, considerata la positiva esperienza della scorsa stagione, peraltro bene accolta e commentata dai dirigenti scolastici, riprenderà la programmazione dei servizi da parte dei Carabinieri a Roma e Provincia finalizzati a garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche, nonché a prevenire e contrastare forme di illegalità, con particolare riferimento ai fenomeni di bullismo e di spaccio di sostanze stupefacenti tra gli studenti.

Controlli attenti ma discreti, anche con l’ausilio di unità cinofile, svolti nelle fasce orarie di inizio e fine lezione, con modalità diverse, ricorrendo anche a personale in borghese.

Al particolare servizio parteciperanno soprattutto le 174 Stazioni Carabinieri di Roma e Provincia, capillarmente distribuite sul territorio, che costituiscono l’espressione più diretta dell’Istituzione, quella prossima ai cittadini e che ha un ruolo determinante nelle attività di prevenzione e repressione dei reati.

Tale piano di prevenzione disposto dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, in collaborazione con i presidi e direttori didattici degli istituti, proseguirà fino alla fine dell’anno scolastico, anche con altre iniziative quali conferenze sulla legalità nelle scuole, visite presso le caserme e specifica attività dell’Arma sul territorio, a garanzia della sicurezza degli studenti e delle famiglie.

Ai casi che vedono coinvolte vittime vulnerabili, ai reati compiuti attraverso la Rete, sarà dedicata particolare attenzione sia in via preventiva che repressiva, attraverso un’efficace comunicazione nelle scuole e un continuo monitoraggio della Rete, impedendo pericolosi adescamenti, soprattutto nei confronti degli studenti minorenni.

Già all’esordio dell’iniziativa i risultati non si sono fatti attendere: un ragazzino di 16 anni, infatti, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione Roma Monte Mario perché sorpreso nei pressi di un istituto scolastico di via Sebastiano Vinci,  in possesso di decine di dosi di hashish, pronte per essere vendute.

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ROMA. LA QUESTURA COMMEMORA L’AGENTE MAURIZIO ARNESANO VITTIMA DEL TERRORISMO.

Roma 6 Febbraio 2015 – Aveva solo 19 anni Maurizio Arnesano, Guardia di P.S., quando il 6 febbraio del 1980 venne ucciso a Roma da un commando del gruppo eversivo dei “Nuclei Armati Rivoluzionari”.

Questa mattina, in occasione della cerimonia di commemorazione del 35° anniversario della sua morte, il Questore di Roma Nicolò D’Angelo ha deposto una corona di alloro sulla lapide collocata all’interno del Commissariato Prati, dove prestava servizio Maurizio Arnesano, a nome del Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa.

Alla cerimonia hanno partecipato Autorità civili e militari, i familiari e i colleghi della vittima.

La Guardia di P.S. Maurizio Arnesano stava svolgendo un servizio di vigilanza dinanzi al Consolato Libanese di Roma, in via Settembrini, quando venne aggredito alle spalle da due terroristi che cercarono di strappargli il mitra M-12 e la pistola che aveva in dotazione.

Nel corso della violenta colluttazione i due terroristi spararono alcuni colpi di pistola ferendolo a morte.

Le indagini svolte dalla Digos di Roma, consentirono di individuare in Valerio Fioravanti e Giorgio Vale i responsabili dell’assassinio.

Il Nucleo TPC dei Carabinieri restituisce reperti archeologici allo Stato del Messico

ROMA 02 Ottobre 2014 – Si è svolta nella serata di ieri presso l’Ambasciata del Messico a Roma la cerimonia di restituzione di 38 reperti archeologici messicani allo Stato di appartenenza, alla presenza del Gen. B. Mariano Mossa, Comandante del Comando CC TPC, e di S.E. l’Ambasciatore Miguel Ruiz-Cabañas Izquierdo.

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, nel contesto di un’indagine avviata nei primi mesi del corrente anno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, tesa a contrastare il mercato clandestino di materiale archeologico, hanno sequestrato 38 reperti archeologici messicani e 3 ecuadoriani, datati tra il IV secolo a.C. ed il XII d.C.

I beni, importati illegalmente sul territorio nazionale, erano stati affidati, per accertarne l’autenticità e disporre la successiva vendita, ad una casa d’asta di Milano.

Le indagini hanno consentito di appurare che i reperti erano stati introdotti in Italia negli anni ’70 da un milanese, nel frattempo deceduto, che aveva intrattenuto rapporti di lavoro con il sud America.

L’Autorità Giudiziaria monzese, a conclusione degli accertamenti, ha disposto il dissequestro dei beni, stimati in 100.000,00 euro, in favore degli Stati di appartenenza.

 

Logo_TPC1Le origini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale risalgono al 3 maggio 1969, allorché il Comando Generale dell’Arma, sulla base di una lungimirante intuizione del Capo di Stato Maggiore pro-tempore, Gen. Arnaldo Ferrara, determinò di costituire, presso il Ministero della Pubblica Istruzione e d’intesa con questo, il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.

L’intendimento era quello di fronteggiare, con efficacia di strumenti ed interventi mirati, l’allarmante fenomeno della depauperazione del più grande museo al mondo: l’Italia.
La sede prescelta fu lo storico Palazzetto ideato dall’architetto Filippo Raguzzini, vivace espressione dell’architettura tardo-barocca nella storica e suggestiva Piazza di Sant’Ignazio, assai cara al cuore dei romani ed importante meta del turismo culturale. Oggi si può ben affermare che, nell’immaginario, il reparto è romanticamente identificato dalla pubblica opinione con la sua stessa prestigiosa sede.

L’Italia fu così la prima Nazione al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nello specifico settore, anticipando peraltro di un anno la raccomandazione della Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), che, da Parigi, indicava agli Stati aderenti l’opportunità di adottare varie misure volte a impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, tra cui la costituzione di servizi a ciò preposti.

Anche a seguito dei rilevanti risultati conseguiti, il 20 settembre 1971 il Comando Generale dell’Arma stabiliva l’elevazione del reparto al rango di Comando di Corpo, retto da Colonnello, con alle dipendenze il preesistente Nucleo Tutela Patrimonio Artistico.

Quest’ultimo, negli anni successivi, allo scopo di delineare un modello organizzativo più rispondente alle aumentate esigenze di contrasto nel particolare comparto criminale, veniva riconfigurato in Reparto Operativo, articolato nelle Sezioni Archeologia, Antiquariato, Falsificazione ed Arte Contemporanea: Con Decreto del Ministro per i Beni Culturali e Ambientali del 5 marzo 1992, era formalmente sancita la collocazione del Comando nell’ambito del Dicastero, così come ne venivano formalizzati funzioni e compiti, con la nuova denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico, che sarà mantenuta sino all’emanazione del D.P.R. 6 luglio 2001, nr. 307.

Con tale provvedimento, infine, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (nuova e attuale denominazione) è stato inserito tra gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, al quale risponde funzionalmente.

Ai sensi del Decreto del Ministro dell’Interno del 28 aprile 2006, il Comando Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale, in quanto struttura specializzata dell’Arma dei Carabinieri, anche attraverso i 12 Nuclei ed 1 Sezione TPC distribuiti sul territorio nazionale, alla quale è affidata in via prevalente e prioritaria la competenza nello specifico comparto di specialità (come già previsto in analogo D.M. sin dal 1992), ha ora anche formalmente assunto, nel settore, la funzione di polo di gravitazione informativa e di analisi a favore di tutte le Forze di Polizia, con particolare riferimento all’alimentazione della banca dati specializzata e dunque oggi come in passato il Comando opera sul territorio nazionale d’intesa con tutte le componenti dell’Arma dei Carabinieri, con le altre Forze dell’Ordine ed in sinergia con le Soprintendenze e svolge la propria attività in campo internazionale tramite INTERPOL secondo le convenzioni.

Per i meriti acquisiti dal Comando nel campo dei Beni Culturali sono state conferite alla Bandiera dell’Arma cinque medaglie d’oro ai Benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte:

Diploma di 1^ classe, il 1 giugno 1981
Diploma di 1^ classe, il 20 maggio 1986
Diploma di 1^ classe, il 02 gennaio 1995
Diploma di 1^ classe, il 17 maggio 2005
Diploma di 1^ classe, il 30 maggio 2008