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Mauritania: scade 1 Marzo ultimatum per Sergio Cicala e moglie

di Antonella Serafini

NOUAKCHOT 28 Febbraio 2010 – Al Qaeda del Maghreb ha diffuso un messaggio audio dell’ostaggio italiano Sergio Cicala. Lo scrive la France Press citando il sito americano Site, specializzato a monitorare i siti islamici. Nel messaggio si chiede agli italiani di fare pressioni sul governo Berlusconi per salvare la vita di Cicala e della moglie. Le richieste per la liberazione dei rapiti il 17 dicembre scorso in Mauritania, sono quelle dell’ultimatum di febbraio, ovvero il rilascio di alcuni prigionieri “i cui nomi erano stati dati al negoziatore italiano”. Al Qaeda puntava al rilascio di 4 islamici detenuti in Mali e già liberati e di alcuni altri prigionieri in Mauritania.
“Il premier Silvio Berlusconi è noto per la sua generosità. Spero che possa aiutare me e mia moglie”. Così dice Sergio Cicala, l’italiano nelle mani di Al Qaeda nel Maghreb, nel messaggio audio diffuso questa mattina su internet. “La libertà mia e di mia moglie dipende dalle concessioni che il governo è pronto a fare” continua l’ostaggio italiano, che si rivolge anche al presidente Napolitano. Il messaggio è stato registrato il 24 febbraio. L’ultimatum per Cicala scade domani. Per il suo rilascio, i terroristi chiedono la liberazione degli estremisti detenuti in Mauritania.
Il ministero degli Esteri italiano “mantiene il silenzio stampa” in merito alla vicenda del sequestro di Sergio Cicala, anche alla luce del messaggio audio dell’ostaggio diffuso stamane su internet da Al Qaeda. Lo dice la stessa Farnesina. Il 6 febbraio scorso il gruppo di Al Qaeda nel Maghreb islamico aveva fissato al primo marzo l’ultimatum all’Italia per il rilascio di Cicala.
E alla vigilia della scadenza dell’ultimatum, la figlia di Sergio Cicala lancia un appello al governo perche’ nulla sia intentato per la liberazione del padre e di sua moglie. Alexia, 30 anni, avuta da Cicala dal suo primo matrimonio, affida al fidanzato il suo appello a Frattini e Berlusconi. Lei da Caltanissetta preferisce rimanere in silenzio preferendo non commentare l’ultimatum, che scadra’ domani, imposto dai rapitori per la liberazione del padre, ne’ il video dei sequestratori in cui Cicala chiede aiuto a Berlusconi.

Mali: sequestro Cicala, individuati ostaggi ma troppo rischio per un blitz

ROMA 20 Febbraio 2010 – Quattro detenuti islamici sono stati rilasciati dalle autorità del Mali. La loro liberazione era stata chiesta dal gruppo che tiene in ostaggio un francese, tre spagnoli e gli italiani Sergio Cicala e Philomène Kabouré. Sembrano dunque aprirsi spiragli per il rilascio della coppia italiana, sequestata lo scorso dicembre in Mauritania. Il gruppo Al Qaeda nel Maghreb islamico aveva fissato a oggi e al 1 marzo gli ultimatum per soddisfare le richieste per liberare, rispettivamente, il francese Pierre Camatte e Sergio Cicala.
I sei ostaggi sono stati localizzati nelle mani del ramo magrebino di Al Qaeda, ma l’ordine del Governo del Mali e’ di non intervenire contro i terroristi per evitare qualsiasi rischio. La notizia arriva dalla versione on-line del quotidiano spagnolo ”El mundo” che riporta le dichiarazioni di un colonello dell’esercito maliano a Gao.

Tutte le fonti militari e goverantivi consultate nel paese africano mantengono la speranza che Pierre Camatte riuscira’ a tornera’ casa. Il secondo ultimatum fissato da Al Qaeda per l’ostaggio francese, nelle mani di Al Qaeda dal 26 novembre, scade oggi.

”El mundo” spiega che fonti ufficiali francesi hanno riferito che, durante i tre viaggi fatti a febbraio in Mali dal ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, il presidente Amadou Toumani e’ riuscito a ottenere una proroga dell’esecuzione fino al 23 febbraio. In ogni caso, la liberazione dei tre spagnoli e della coppia italiana non sembra legata alla sorte di Camatte.