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Libia sull’orlo di una nuova guerra civile tra feriti da curare e petrolio da proteggere

Pronta l’Operazione Ippocrate: un passo in più rispetto a quanto realizzato fino ad ora dall’Italia. Impegno italiano senza sosta per la riappacificazione in Libia e nella difesa degli interessi nazionali.

 

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Sirte liberata: la lunga strada della Libia verso la pace.

Libia, Sirte liberataTripoli, 11 agosto 2016 – Si esulta dopo la caduta della roccaforte di Daesh a Sirte. Il generale Mohammed al Ghasry, portavoce del comando delle operazioni militari che fa capo al governo d’Accordo Nazionale riconosciuto dall’Onu, ha dichiarato che Sirte sarà dichiarata entro domani ufficialmente “città liberata”, come riporta il sito news libico “al Wasat”.

L’annuncio della ripresa della roccaforte del Califfato “sarà fatto dopo la bonifica da ordigni e mine seminate dai terroristi nelle strade, i quartieri, le abitazioni, i campi agricoli e le sedi governative”, ha spiegato il generale Al Ghasry.

Intanto, come affermato sindaco della città, Mokhtar Khalifa, all’Associated Press, le forze libiche sostenute dagli Stati Uniti “hanno liberato il 70%” di Sirte dalle mani dell’Isis.

In un’intervista al Corriere della sera il ministro degli esteri Paolo Gentiloni conferma l’aiuto a Serraj e annuncia che presto potrebbe riaprire l’ambasciata italiana in Libia con la nomina Giuseppe Perrone a capo della sede diplomatica.

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Leggi anche: Guerra contro ‪‎Isis‬ in Libya on Cybernaua Action Magazine.

 

Libya. Sarraj: “Sarà una guerra lunga ma la vittoria su Sirte è vicina”.

Fayez al Sarraj5 giugno 2016 – «Speriamo che questa guerra contro il terrorismo possa essere in grado di unire la Libia. Ma sarà lunga: e la comunità internazionale lo sa».

Fayez al Sarraj, primo ministro del governo di unità Onu della Libia ha escluso un intervento militare internazionale per combattere il gruppo Stato islamico, che ha visto una presenza crescente nel paese dal 2014.

«E ‘vero che abbiamo bisogno di aiuto da parte della comunità internazionale nella nostra lotta contro il terrorismo – ha dichiarato Sarraj durante un’intervista  al francese Journal du Dimanche – ed è vero che l’aiuto lo abbiamo già ricevuto. Non stiamo parlando di un intervento internazionale perché la presenza di truppe di terra straniera sarebbe in contrasto con i nostri principi».

Ed ha proseguito: «Invece abbiamo bisogno di immagini satellitari, di intelligence, assistenza tecnica, non certo di bombardamenti».

Sono circa 25 le nazioni, tra cui Stati Uniti e Russia, che lo scorso mese hanno un accordo di aiuto per  la Libia contro i jihadisti, ma il primo ministro Fayez al-Sarraj sostenuto che non avrebbe “permesso truppe straniere sul suolo”.

Nella giornata di ieri, le forze fedeli al GNA hanno detto di aver ripreso la base aerea di Gardabiya dalle mani dei jihadisti a circa 20 chilometri della città di Sirte, la roccaforte jihadista in Libia diventata una postazione strategica per la sua posizione in grado di interrompe i canali di approvvigionamento all’Isis.

E Faye al Sarraj non haq dubbi: «La vittoria totale su IS a Sirte è vicina».