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Stalker ucciso: carabinieri chiudono il cerchio

ROMA 29 Agosto 2011 – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci e quelli della Compagnia di Montesacro hanno chiuso il cerchio in relazione all’omicidio di Stefano Suriano, ucciso con numerosi fendenti al torace alla vigilia di ferragosto lungo via Tiburtina, per il quale sono stati già arrestati i tre autori, due dei quali rei confessi. Venerdì scorso infatti i militari, a seguito delle prolungate ricerche che avevano già consentito di rinvenire, grazie ai subacquei, nel fiume Aniene la presunta arma del delitto, in un terreno agricolo in località Albuccione, nei pressi di Guidonia Montecelio, hanno ritrovato l’autovettura Fiat Tipo utilizzata dagli autori del delitto per garantirsi la fuga. L’autovettura, di proprietà del padre dei fratelli Aratari, è stata sequestrata e verrà sottoposta ad accertamenti tecnici per verificare la presenza, all’interno, di impronte digitali ovvero di tracce biologiche utili alle indagini. Parallelamente i militari hanno identificato, perquisito e deferito in stato di libertà un 45enne, di Guidonia Montecelio, pregiudicato per reati vari, ritenuto la persona che ha offerto ospitalità ad Antonio Aratari subito dopo il delitto al fine di sottrarsi alla cattura. A conferma dell’ipotesi investigativa, presso la sua abitazione, i militari hanno rinvenuto e sequestrato alcune garze ancora intrise di sangue con le quali Antonio Aratari si sarebbe medicato le ferite riportate nel corso delle concitate fasi del delitto.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo ed i colleghi di Montesacro, coordinati dal dott. Marco Mansi, ritengono pertanto di aver ormai fatto piena luce sull’intera vicenda. Gli accertamenti continueranno ancora per verificare il grado di premeditazione e se nell’omicidio siano coinvolte, anche in maniera indiretta, altre persone.


 

Omicidio stalker: arrestato terzo complice

ROMA 18 Agosto 2011 – Nella notte, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e della Compagnia di Roma Montesacro hanno notificato a M.A. 27enne, romano, celibe, operaio, con piccoli precedenti, un ulteriore decreto di fermo emesso dal p.m. – dott. Marco Mansi – nell’ambito delle indagini svolte in ordine all’omicidio di Stefano Suriano, colpito mortalmente da sette coltellate al torace alle ore 00.30 del 14 agosto u.s. nell’area di servizio “Q8” lungo via Tiburtina 1110. L’arrestato, sentito in ordine al delitto fino a tarda notte nella caserma di via in Selci, dopo una iniziale reticenza, a seguito di precise contestazioni in relazione agli elementi fino ad oggi raccolti dai militari, rendeva dichiarazioni confessorie ammettendo le sue responsabilità e dei suoi complici. Il fermato, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Regina Coeli a disposizione dell’A.G. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali coinvolgimenti di altri complici.

Nel pomeriggio del 14 agosto i Carabinieri di Roma avevano sottoposto al fermo di indiziato di delitto C.N., 63enne romano, con precedenti, perchè ritenuto responsabile, in concorso con altre tre persone in corso di identificazione, dell’omicidio dello stalker Stefano Suriano, 36enne rinvenuto cadavere, nel corso della notte, in un un’area di servizio lungo la via Tiburtina.
Dai primi accertamenti era emerso che la vittima, con numerosi precedenti, anche per stalking, mentre riforniva il proprio automezzo, era stata improvvisamente aggredita da quattro persone munite di armi improprie e, a seguito delle gravi ferite riportate, decedeva presso l’ospedale Sandro Pertini poco dopo il ricovero.
Le attività di indagine svolte, hanno permesso di acclarare che l’aggressione sia riconducibile ai numerosi atti persecutori posti in essere nei confronti del fermato e delle sue due figlie. In particolare, ieri sera, dopo aver subito un’ulteriore aggressione verbale nei pressi dell’abitazione del fermato con minacce di morte, quest’ultimo, unitamente a dei complici, avrebbe organizzato una spedizione punitiva, ponendosi, con un mezzo rubato,  all’inseguimento del SURIANO che veniva intercettato nella citata area di servizio.
Il fermato, lungamente interrogato dai militari e dal P.M., dott. Marco Mansi, di fronte agli schiaccianti e numerosi elementi raccolti nei suoi confronti, aveva ammesso le proprie responsabilità in ordine all’omicidio.
Il fermato era stato tradotto presso la casa circondariale di Regina Coeli a disposizione dell’A.G.

Arrestato professore di liceo: stalker seriale terrorizzava colleghe e studentesse

ROMA 27 Giugno 2011 – I Carabinieri della Sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Roma hanno arrestato lo scorso venerdì un professore romano di 38 anni, docente di Storia e Filosofia in diversi Licei della Capitale, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso nei suoi confronti dall’Autorità Giudiziaria per molestie ed atti persecutori (stalking). L’uomo, dal 2001 ad oggi, stava terrorizzando colleghe e studentesse delle scuole in cui aveva insegnato o in cui stava tuttora insegnando, con centinaia di telefonate a sfondo sessuale. In alcuni casi l’uomo arrivava anche ad infastidire non solo le vittime, ma anche le rispettive famiglie, creando in loro un fortissimo turbamento. A volte le molestie erano accompagnate da minacce più o meno velate e dalla continua dimostrazione di come lui fosse a conoscenza delle abitudini di vita delle donne. Lo stalker seriale, attento e metodico, era solito far partire le chiamate da utenze cellulari a lui non riconducibili, relative a sim ricaricabili alimentate tramite “scratch cards” acquistate in diversi esercizi commerciali romani, operazione che non consente l’identificazione dell’acquirente. Ogni volta recitava un personaggio diverso: dal vecchietto ricoverato in ospedale, all’infermiere, fino addirittura ad appartenenti alle forze dell’ordine. Il molestatore, approfittando della sua professione, era agevolato nel reperire numeri telefonici e informazioni personali delle sue vittime, 29 quelle finora accertate, direttamente dalla documentazione scolastica a cui aveva libero accesso. Lo stalker era riuscito a determinare nelle donne uno stato d’ansia e di paura tali da indurle a cambiare radicalmente le loro abitudini di vita. Al termine di lunghe e complicate indagini tecniche, scattate a seguito di una serie di denunce per molestie telefoniche sporte alle forze dell’ordine a partire dal 2005, i Carabinieri della Sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Roma sono riusciti a smascherarlo. Il 38enne, che nella mattina del 24 giugno sarebbe dovuto essere membro di una commissione per gli esami di maturità in un Liceo romano, ora si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione.

Il professore stalker seriale, B.B., 38 anni di Roma, è stato arrestato presso la sua abitazione dai Carabinieri della Sezione di P.G. della Procura della Repubblica, in esecuzione di un ordinanza di arresti domiciliari emessa dal GIP di Roma dott. Sandro Di Lorenzo per atti persecutori e molestie reiteratamente commessi nell’arco temporale tra l’anno 2001 e l’anno 2011, avvalendosi prevalentemente dell’uso del mezzo telefonico, nei confronti di numerose donne e in più casi anche delle loro famiglie, che ha continuato a chiamare insistentemente e nelle ora più disparate della giornata, in molti casi  nell’arco di diversi anni, recando un gravissimo turbamento alla serenità di tali persona anche perché le molestie sono state accompagnate in più casi da minacce e dalla conoscenza spesso dimostrata delle abitudini di vita delle donne. Le indagini traggono origine da una serie di denuncie per molestie telefoniche presentate presso diversi organi locali di polizia e risalenti a diversi anni fa (a partire dagli anni 2005 e 2006), nelle quali le donne hanno ampiamente narrato il contenuto delle decine, a volte centinaia di telefonate, che lo stesso individuo aveva loro fatto. Le denunce presentavano numerose analogie tra loro -dal momento che l’anonimo interlocutore proferiva frasi a sfondo sessuale, usando nei diversi casi una terminologia e richieste molto simili fra loro, nell’ambito di una tipologia feticistico – masochista, il cui contenuto è riportato in modo esplicito nei capi di incolpazione a carico dell’indagato di cui alla misura cautelare applicata nei suoi confronti.

A conclusione dell’attività investigativa i numerosi procedimenti a carico di ignoti originati dalle preesistenti denuncie sono stati ovviamente tutti riuniti nell’unico procedimento a carico dell’odierno indagato.

Le indagini svolte negli anni precedenti si erano dimostrate tutt’altro che agevoli, tant’è che le denuncie erano state rinnovate fino ad epoca recentissima in quanto il B. continuava indisturbato a molestare in modo ossessivo le sue vittime.

Il modus operandi del B. era quello tipico di uno stalker seriale, particolarmente attento e metodico : infatti in tutti questi anni ha utilizzato  esclusivamente alcune  sim a lui non riconducibili,  ovvero con intestazioni fittizie, senza mai effettuare anche una sola telefonata a diversi interlocutori dalla cui identità fosse teoricamente possibile risalire al B. medesimo.

Inoltre il B.  ricaricava tali utenze mobili mediante utilizzo delle “scratch cards” acquistate presso esercizi commerciali che non consentono l’identificazione dell’acquirente.

La misura cautelare è stata emessa quando si è acclarato che il B. fosse con assoluta certezza la persona  che aveva la disponibilità e l’uso delle 2 utenze mobile utilizzate –dal 2005 al 2011- per l’attività” di stalking.

A ciò si è giunti con indagini di natura tecnica (sviluppo dei tabulati delle utenze utilizzate e la localizzazione dei ponti radio) unitamente ad appostamenti e pedinamenti,  svolti a partire dal mese di ottobre dell’anno 2010.

In primo luogo si riusciva a localizzare la zona di Roma ed il quartiere (Tuscolano)  in cui l’indagato stazionava durante la sua attività molestatoria; successivamente si localizzava la rivendita presso cui si recava saltuariamente per l’acquisto delle ricariche ; in ultima analisi  venivano attentamente studiati i filmati di video sorveglianza di un esercizio pubblico, analizzando le persone che avevano fatto ingresso -in concomitanza con gli orari di attivazione delle ricariche telefoniche,  giungendo dopo ulteriori attività di pedinamenti a circoscrivere i sospetti sul soggetto identificato come il B.

A riscontro del quadro indiziario è stato accertato altresì :

–  che il B. quale insegnante di Storia e Filosofia, da diverso tempo ha prestato e presta tuttora servizio in  diversi Licei della capitale, e gli stessi Istituti sono stati frequentati da svariate persone offese, alcune in qualità di colleghe, alcune altre persino in qualità di discenti;

– che proprio attraverso l’accesso a uffici e/o documenti esistenti in ambito scolastico  l’indagato ha reperito le informazioni di carattere personale grazie relative alle vittime -a cominciare dai recapiti telefonici-, di cui ha fatto utilizzo per portare a compimento la propria condotta criminosa.

Le indagini sono state coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott.ssa Elisabetta Ceniccola.

Nel corso del lungo arco temporale preso in considerazione la capacità criminosa del B. nello specifico campo si è evoluta atteggiandosi a sempre maggiore audacia e sfrontatezza.

Lo stesso ha mostrato una notevole capacità “trasformistica”,  in quanto oltre a vari camuffamenti della voce lo stesso ha interpretato vari personaggi, presentandosi ora come un vecchio malato ricoverato presso una casa di cura, ora come il dottore o l’infermiere che aveva in cura il predetto vecchietto, ora addirittura come un poliziotto o anche commissario di polizia del centro stalking, riuscendo anche in tale veste ad incutere notevole timore e malessere psicologico nelle vittime.