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Progetto Africa Partnership Station: la fregata Scirocco in Tanzania

La fregata italiana “Scirocco” ha sostato fino al 20 agosto nel porto di Dar Es Salaam in Tanzania, per l’attività bilaterale Italia-Tanzania riguardante lo sviluppo della Capacity building.

L’attività rientra nel progetto Africa Partnership Station, che ha lo scopo di rafforzare i rapporti di collaborazione con alcuni Paesi africani, attraverso molteplici attività di supporto e formazione, dirette ad incrementare e sviluppare le capacità operative dei Paesi interessati, nel campo della Difesa e della Sicurezza marittima.

In particolare, il personale della nave “Scirocco”, con il coordinamento delle autorità militari locali, ha condotto un corso di addestramento a favore di quarantasette ufficiali della Marina Militare del Paese africano, in diversi settori: dal contrasto alla proliferazione degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), alla navigazione e al carteggio, alla difesa passiva (antincendio e antifalla), alla condotta di imbarcazioni e al pronto soccorso.

Il corso si è svolto in parte a bordo dell’unità, in parte nella locale Scuola Navale.

   La nave Scirocco è stata varata il 17 aprile 1982, nei Cantieri Navali Riuniti di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 28 aprile 1983.

L’attività di Nave Scirocco è stata, fin dal suo ingresso nella Squadra Navale, prevalentemente caratterizzata da un impiego in ambito multinazionale; infatti l’Unità  ha fatto parte in più occasioni della Forza Navale della NATO nel Mar Mediterraneo (NAVOCFORMED nel 1986 e 1991; STANAVFORMED nel 1997, 1998, 2002 e 2005) e di quella dell’Unione Europea Occidentale, in occasione delle operazioni di embargo nei confronti delle Repubbliche della Ex-Yugoslavia (nel 1992 e 1993). Nave Scirocco ha inoltre operato a garanzia della libertà di navigazione ed a protezione dei mercantili italiani nelle acque del Golfo Persico, a seguito del conflitto Iran-Iraq (1987) ed a supporto della pace  nel contesto delle operazioni Somalia 2 (1994), Decisive Enhancement (1996 IFOR) e Determined Guard (1997-1998).

Per contrastare lo sfruttamento del Mar Mediterraneo, quale via di comunicazione, a favore del terrorismo internazionale, Nave Scirocco ha partecipato all’operazione Active Endeavour (nel 2002 e 2005), sotto l’egida della NATO, ottenendo, tra l’altro, il primato tra le Unità Alleate in termini di scorte effettuate ad unità non-combattenti in transito nello  Stretto di Gibilterra (Operazione STROG).

Nel 2004 Nave Scirocco è stata ridislocata per circa 5 mesi nell’area del Golfo Persico e Mar Rosso, partecipando, nell’ambito della forza navale europea EUROMARFOR, all’operazione Resolute Behaviour IV (in supporto all’operazione Enduring Freedom), svolgendo un’intensa attività di controllo del traffico mercantile (117 ispezioni su mercantili, pescherecci e barchini in circa 5 mesi).

Dal 2005 al 2007, Nave Scirocco, per prima tra le Unità della Classe Maestrale, è stata sottoposta ad un sostanziale ammodernamento del Sistema di Combattimento e del Sistema di Piattaforma, che  ne allineano la tecnologia e le capacità alle Unità Navali militari di più recente costruzione, garantendone altresì una significativa estensione della vita operativa.

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Roma: "The Final Cut 2009", Carabinieri smantellano traffico internazionale di stupefacenti

ROMA 09 Settembre 2010 – I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro stanno eseguendo in tutta Italia 26 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Tribunale di Roma, GIP Dott.ssa Guglielmi, a carico di soggetti responsabili a vario titolo di traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione Roma Porta Cavalleggeri è stata convenzionalmente denominata“The Final Cut 2009”, sotto la direzione della DDA di Roma (Procuratore Aggiunto Dott. Capaldo, Dott. Sabelli e Dott.ssa Cugini). Per i collegamenti internazionali l’operazione è stata coordinata dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, DCSA.
Le ordinanze sono state eseguite nelle province di Roma, Napoli, Taranto, Cosenza, Latina, Palermo, Frosinone, Terni e Vibo Valentia. I Carabinieri hanno inoltre perquisito numerose abitazioni di soggetti residenti nella Capitale ed a vario titolo collegati all’organizzazione criminale. Le misure restrittive hanno colpito cittadini italiani, un romeno e persone provenienti da paesi africani (Tanzania, Somalia, Gambia, Sud Africa, Uganda, Kenia, Burundi, Nigeria).
Nell’ambito dell’operazione sono stati impiegati circa 150 uomini più unità dei Nuclei Cinofili e dei Nucleo Elicotteri dei Carabinieri territorialmente interessati dall’operazione.
L’indagine, iniziata nel mese ottobre 2009, dallo stralcio di posizioni di alcuni soggetti emersi nell’indagine denominata “La Calda Notte” (condotta dalla Stazione Carabinieri Roma Porta Cavalleggeri), conclusasi nel mese di settembre 2009 con l’esecuzione di n. 18 occ per traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti (artt. 73 e 74 dpr. 309/90), ha consentito l’individuazione di un network criminale, strutturato in cellule stanziate in Tanzania, Nigeria, Turchia, Cina e Brasile, nonché in vari quartieri della Capitale e in Giugliano in Campania, in grado di approvvigionare cocaina, eroina, hashish e marijuna dai suddetti paesi esteri, attraverso corrieri che la trasportavano in ovuli ingeriti, per rifornire le piazze dello spaccio romane e partenopee.
Nel corso dell’intera indagine sono state arrestate 32 persone in flagranza di reato e 2 denunciate. Sono state effettuate centinaia di perquisizioni e sequestrati vari chili di sostanze stupefacenti di vario genere (cocaina, eroina, hashish e marijuana).
Durante l’attività investigativa, a causa dei vari interventi effettuati da militari, tre soggetti hanno cercato di darsi alla fuga in Tanzania. Per tale motivo in data 16.01.2010 sono stati arrestati presso lo scalo aeroportuale di Roma Fiumicino. Nel corso di tale attività sono state sequestrate anche banconote per un valore totale di € 70.000 circa (provento dell’illecita attività) portate al seguito dai tre fuggitivi, destinatari di O.C.C.. per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Spesso i corrieri erano a loro volta sfruttati poiché i capi dell’organizzazione criminale, facendo leva sulle credenze popolari dei paesi d’origine, li intimorivano dicendo loro che, qualora non avessero compiuto i viaggi con la sostanza stupefacente, i propri familiari sarebbero stati vittime di riti vudù.
Altro particolare riguarda il ruolo assunto dalla ex responsabile della comunità tanzaniana in Italia nell’organizzazione: si tratta di una donna di 45 anni, KIRRO Zuhra Mohamed Ally Jumbe, titolare di un call center nei pressi della Stazione Termini (sequestrato), che gestiva i rapporti con molti dei trafficanti offrendo assistenza ai corrieri africani, non per scopi umanitari ma per garantire la buona riuscita delle operazioni di traffico e spaccio. La donna è stata arrestata in flagranza per lo spaccio di 100 g di eroina.

Roma: “The Final Cut 2009”, Carabinieri smantellano traffico internazionale di stupefacenti

ROMA 09 Settembre 2010 – I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro stanno eseguendo in tutta Italia 26 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Tribunale di Roma, GIP Dott.ssa Guglielmi, a carico di soggetti responsabili a vario titolo di traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione Roma Porta Cavalleggeri è stata convenzionalmente denominata“The Final Cut 2009”, sotto la direzione della DDA di Roma (Procuratore Aggiunto Dott. Capaldo, Dott. Sabelli e Dott.ssa Cugini). Per i collegamenti internazionali l’operazione è stata coordinata dalla Direzione Centrale Servizi Antidroga, DCSA.
Le ordinanze sono state eseguite nelle province di Roma, Napoli, Taranto, Cosenza, Latina, Palermo, Frosinone, Terni e Vibo Valentia. I Carabinieri hanno inoltre perquisito numerose abitazioni di soggetti residenti nella Capitale ed a vario titolo collegati all’organizzazione criminale. Le misure restrittive hanno colpito cittadini italiani, un romeno e persone provenienti da paesi africani (Tanzania, Somalia, Gambia, Sud Africa, Uganda, Kenia, Burundi, Nigeria).
Nell’ambito dell’operazione sono stati impiegati circa 150 uomini più unità dei Nuclei Cinofili e dei Nucleo Elicotteri dei Carabinieri territorialmente interessati dall’operazione.
L’indagine, iniziata nel mese ottobre 2009, dallo stralcio di posizioni di alcuni soggetti emersi nell’indagine denominata “La Calda Notte” (condotta dalla Stazione Carabinieri Roma Porta Cavalleggeri), conclusasi nel mese di settembre 2009 con l’esecuzione di n. 18 occ per traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti (artt. 73 e 74 dpr. 309/90), ha consentito l’individuazione di un network criminale, strutturato in cellule stanziate in Tanzania, Nigeria, Turchia, Cina e Brasile, nonché in vari quartieri della Capitale e in Giugliano in Campania, in grado di approvvigionare cocaina, eroina, hashish e marijuna dai suddetti paesi esteri, attraverso corrieri che la trasportavano in ovuli ingeriti, per rifornire le piazze dello spaccio romane e partenopee.
Nel corso dell’intera indagine sono state arrestate 32 persone in flagranza di reato e 2 denunciate. Sono state effettuate centinaia di perquisizioni e sequestrati vari chili di sostanze stupefacenti di vario genere (cocaina, eroina, hashish e marijuana).
Durante l’attività investigativa, a causa dei vari interventi effettuati da militari, tre soggetti hanno cercato di darsi alla fuga in Tanzania. Per tale motivo in data 16.01.2010 sono stati arrestati presso lo scalo aeroportuale di Roma Fiumicino. Nel corso di tale attività sono state sequestrate anche banconote per un valore totale di € 70.000 circa (provento dell’illecita attività) portate al seguito dai tre fuggitivi, destinatari di O.C.C.. per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Spesso i corrieri erano a loro volta sfruttati poiché i capi dell’organizzazione criminale, facendo leva sulle credenze popolari dei paesi d’origine, li intimorivano dicendo loro che, qualora non avessero compiuto i viaggi con la sostanza stupefacente, i propri familiari sarebbero stati vittime di riti vudù.
Altro particolare riguarda il ruolo assunto dalla ex responsabile della comunità tanzaniana in Italia nell’organizzazione: si tratta di una donna di 45 anni, KIRRO Zuhra Mohamed Ally Jumbe, titolare di un call center nei pressi della Stazione Termini (sequestrato), che gestiva i rapporti con molti dei trafficanti offrendo assistenza ai corrieri africani, non per scopi umanitari ma per garantire la buona riuscita delle operazioni di traffico e spaccio. La donna è stata arrestata in flagranza per lo spaccio di 100 g di eroina.