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Libia: corsi di formazione per personale militare libico

Consegnati gli attestati di partecipazione dei corsi organizzati dai militari italiani impiegati nella missione MIASIT in Libia al personale militare del Governo di Accordo Nazionale (GNA)

 

Si è conclusa nei giorni scorsi, con una dimostrazione delle capacità acquisite e la consegna degli attestati di partecipazione, una serie di corsi rivolti al personale militare del GNA, preposto alla sicurezza dell’Ospedale di Mitiga in Tripoli, presso il quale opera con continuità personale medico militare italiano.

I corsi in parola, organizzati dalla MIASIT nell’ambito dell’attività di assistenza e supporto alla Libia, hanno visto la partecipazione di 25 unità del personale militare libico e sono stati orientati allo sviluppo delle loro capacità al fine di garantire la sicurezza di un’installazione militare. Nonché a fornire le competenze di base per il primo soccorso tattico.

Nel dettaglio sono state sviluppate attività pratiche, quali tecniche di approccio alle persone sospette, alla perquisizione personale e veicolare, alla tecnica di immobilizzazione, di uso e maneggio delle armi. Inoltre procedure relative al primo soccorso tattico, ai movimenti tattici ed alla liberazione di ostaggi all’interno dei locali dell’Ospedale.

La cerimonia di fine corso è stata condotta alla presenza del Comandante della Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia, del Generale di Brigata Ignazio Lax, dell’Ispettore Generale della Sanità Militare libica e dei responsabili dell’unità addestrata. Le autorità libiche presenti hanno elogiato l’attività svolta dagli istruttori italiani e l’impegno profuso dalle Forze Armate italiane nel fornire un contributo decisivo per la stabilizzazione del Paese.

La Missione Bilaterale di Assistenza e Supporto in Libia fornisce supporto alle Forze di Sicurezza e alle Istituzioni governative libiche, sviluppando attività di cooperazione sia in Libia sia in Italia, al fine di incrementare le capacità libiche di stabilizzazione del Paese, supportando l’azione della Libia nel contrasto al terrorismo e ai flussi migratori illegali.

 

 

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Courtesy Ministero della Difesa

 

 

 

Libia. Attacchi e minacce contro le istituzioni di Tripoli.

UNSMIL chiede al Governo di Accordo Nazionale di attuare rapidamente i nuovi accordi di sicurezza di Tripoli che sostituiscono i gruppi armati con forze di sicurezza regolari e disciplinate

 

Tripoli, 1 novembre 2018 – La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha osservato negli ultimi giorni l’uso illegale della forza e l’intimidazione nei confronti di istituzioni pubbliche e private a Tripoli, in particolare la filiale di Aman Bank al-Siyahia e la Libyan Arab Foreign Società d’investimento (LAFICO). Gli attacchi miravano a prendere il controllo di queste istituzioni e ottenere un accesso privilegiato alle risorse finanziarie. Gli uomini armati, che agiscono con il pretesto di fornire sicurezza o autorità infondata, hanno intimato e, in alcuni casi, hanno aggredito fisicamente il personale, impedendo loro di essere in grado di operare in modo efficace.
“L’interferenza con il sostentamento dei libici e la ricchezza nazionale della Libia è una questione grave e deve cessare immediatamente – si legge nella nota di UNSMIL –  e gli autori devono affrontare procedimenti penali. I gruppi armati devono ritirarsi dalle istituzioni statali e sovrane e dalle strutture civili, senza aumentare la loro presa. Chiediamo al governo di accordo nazionale di attuare rapidamente i nuovi accordi di sicurezza di Tripoli che sostituiscono i gruppi armati con forze di sicurezza regolari e disciplinate”.

Libia. Si chiama in causa il Consiglio di Sicurezza dell’ONU per fermare le violenze.

L’UNSMIL, dopo aver accolto con favore le molteplici dichiarazioni pubbliche che condannano l’escalation delle violenze di questi ultimi giorni a Tripoli e che chiedono la fine delle ostilità unitamente al consolidamento del cessate il fuoco, ha espresso  le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime degli scontri di Tripoli, sottolineando che la giustizia non può essere raggiunta attraverso la vendetta.

Dal canto loro, presso le Nazioni Unite, si sta preparando una lista delle milizie che hanno violato il Diritto Internazionale Umanitario che sarà presentata al Consiglio di Sicurezza per l’attuazione di sanzioni e di procedimenti susseguenti, come è stato fatto contro Ibrahim Jadhran.

 

La portavoce della missione ONU in Libia, Sawsan Ghosh, ha sottolineato il sostegno al ritiro delle milizie armate da Tripoli e da tutte le città.

“La missione sta cercando di riprendere in mano l’attuazione degli accordi del cessate il fuoco attraverso la comunicazione con i partiti locali e internazionali”, ha detto Ghosh ai manifestanti che hanno protestato fuori dal quartier generale della missione nella giornata di sabato per chiedere a gran voce una sospensione della guerra.

Ghosh ha espresso il sostegno della missione ONU per le manifestazioni pacifiche che hanno chiesto riforme economiche e di sicurezza, insistendo sul fatto che l’UNSMIL è una missione “politica” autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che non prevede l’uso della forza.

 

Oltre alle manifestazioni di sabato a Tripoli, anche la municipalità di Souq al-Jum’aa ha invitato l’inviato ONU in Libia, Ghassan Salameh, ad attivare immediatamente la risoluzione del Consiglio di sicurezza sulla protezione dei civili in Libia ed ha avvertito in una lettera indirizzata all’inviato delle Nazioni Unite che gruppi armati stanno invadendo Tripoli da ogni parte per estendere la loro influenza nella capitale ed accaparrarsi il potere sulle risorse del paese, elogiando gli sforzi del rappresentante delle Nazioni Unite, che ha portato alla istituzione di una tregua e un cessate il fuoco.

Il Consiglio municipale ha ribadito la sua richiesta di adottare tutte le misure necessarie per fermare i combattimenti, rimuovere tutti i gruppi armati da Tripoli e punire chiunque cerchi di ostacolare il processo di riforma, siano essi individui o istituzioni.

 

Anche l’ex presidente dell’Alto Consiglio di Stato (HCS) Abdulrahman Asewehli ha invitato tutte le parti in conflitto a Tripoli a esercitare moderazione e cessare tutte le ostilità.

“Le disposizioni sulla sicurezza dovrebbero essere avviate immediatamente e senza alcuna influenza interna ed esterna – si legge in un tweet – insistendo sull’importanza di coinvolgere il team di sicurezza delle Nazioni Unite, dato per essere un organismo neutrale che gode della fiducia delle parti in crisi”.

Asewehli ha anche espresso la necessità di trovare al più presto un’autorità esecutiva che goda della fiducia del popolo nelle elezioni parlamentari.