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Contrasto all'immigrazione clandestina: prevalenza delle comunità' filippine e cinesi

ROMA 11 Novembre 2011 – Sono circa 10.000 i cittadini stranieri di nazionalità extracomunitaria e comunitaria che gli agenti delle Divisioni e dei 49 Commissariati della Questura di Roma,  impegnati nei controlli di prevenzione e contrasto delle diverse forme di illegalità,  hanno accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione dall’inizio dell’anno.

In particolare, Commissariati, Volanti, Squadra Mobile, insieme con gli altri Uffici coinvolti nei diversi dispositivi di controllo, hanno messo in condizione l’Ufficio Immigrazione di procedere alla verifica della posizione dei singoli con il risultato finale di circa 5600 provvedimenti di espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale per la violazione della normativa sul soggiorno.

I controlli effettuati su strada sono stati intensificati negli ultimi mesi sulla base di una pianificazione disposta con ordinanze del Questore e finalizzata, in particolare, al rintraccio di soggetti ritenuti a rischio per la commissione di reati e forme di devianza.

In tale contesto l’Ufficio Immigrazione si inserisce come organo finalizzatore nell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina, integrandosi in un dispositivo di rete principalmente incentrato nei servizi operativi relativi al contrasto della prostituzione su strada, ai controlli presso gli insediamenti abusivi  e gli scali ferroviari, con particolare attenzione in questo ultimo caso alle connessioni del fenomeno della presenza di clandestini sul territorio nazionale  ed anche l’abusivismo e la contraffazione di marchi.

Tra le persone accompagnate all’Ufficio Immigrazione si registra una prevalente componente maschile.

L’attività finalizzata alla verifica delle condizioni per il soggiorno non si limita tuttavia al controllo dei soggetti rintracciati su strada. L’Ufficio Immigrazione procede infatti ad effettuare controlli a campione anche rispetto alla posizione degli stranieri già titolari di regolare permesso di soggiorno.

In  tale direzione sono 85 i decreti di revoca di permesso di soggiorno già adottati dall’Ufficio di viale Patini.

Sotto il profilo invece della accessibilità al soggiorno sul territorio nazionale l’Ufficio Immigrazione ha assicurato l’adozione di oltre 115.000 permessi di soggiorno tra rilasci e rinnovi degli stessi titoli. Dai dati emerge una significativa prevalenza sul territorio delle comunità filippine e cinesi.

 

Contrasto all’immigrazione clandestina: prevalenza delle comunità’ filippine e cinesi

ROMA 11 Novembre 2011 – Sono circa 10.000 i cittadini stranieri di nazionalità extracomunitaria e comunitaria che gli agenti delle Divisioni e dei 49 Commissariati della Questura di Roma,  impegnati nei controlli di prevenzione e contrasto delle diverse forme di illegalità,  hanno accompagnato presso l’Ufficio Immigrazione dall’inizio dell’anno.

In particolare, Commissariati, Volanti, Squadra Mobile, insieme con gli altri Uffici coinvolti nei diversi dispositivi di controllo, hanno messo in condizione l’Ufficio Immigrazione di procedere alla verifica della posizione dei singoli con il risultato finale di circa 5600 provvedimenti di espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale per la violazione della normativa sul soggiorno.

I controlli effettuati su strada sono stati intensificati negli ultimi mesi sulla base di una pianificazione disposta con ordinanze del Questore e finalizzata, in particolare, al rintraccio di soggetti ritenuti a rischio per la commissione di reati e forme di devianza.

In tale contesto l’Ufficio Immigrazione si inserisce come organo finalizzatore nell’azione di contrasto all’immigrazione clandestina, integrandosi in un dispositivo di rete principalmente incentrato nei servizi operativi relativi al contrasto della prostituzione su strada, ai controlli presso gli insediamenti abusivi  e gli scali ferroviari, con particolare attenzione in questo ultimo caso alle connessioni del fenomeno della presenza di clandestini sul territorio nazionale  ed anche l’abusivismo e la contraffazione di marchi.

Tra le persone accompagnate all’Ufficio Immigrazione si registra una prevalente componente maschile.

L’attività finalizzata alla verifica delle condizioni per il soggiorno non si limita tuttavia al controllo dei soggetti rintracciati su strada. L’Ufficio Immigrazione procede infatti ad effettuare controlli a campione anche rispetto alla posizione degli stranieri già titolari di regolare permesso di soggiorno.

In  tale direzione sono 85 i decreti di revoca di permesso di soggiorno già adottati dall’Ufficio di viale Patini.

Sotto il profilo invece della accessibilità al soggiorno sul territorio nazionale l’Ufficio Immigrazione ha assicurato l’adozione di oltre 115.000 permessi di soggiorno tra rilasci e rinnovi degli stessi titoli. Dai dati emerge una significativa prevalenza sul territorio delle comunità filippine e cinesi.

 

Immigrazione clandestina: 15 arresti a Roma

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: OPERAZIONE DELLA POLIZIA. 15 ARRESTI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA ALL’INGRESSO ILLEGALE IN ITALIA. OBBLIGO DI FIRMA PER ALTRI 4 INDAGATI.

ROMA 06 Luglio 2011 – Sono 15 le persone finite in manette alle prime ore dell’alba. Ad eseguire le misure restrittive gli agenti del Commissariato S.Paolo, guidati dal dr. Luigi De Angelis, che hanno chiuso il cerchio intorno ad un’indagine durata circa un anno, che ha coinvolto 19 persone, prevalentemente romane e alcuni di origini filippine. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’ingresso in Italia di clandestini. L’associazione, che agiva anche con un cifrario in codice, falsificava la documentazione alloggiativa e quella legata a rapporti di lavoro inesistenti per ottenere la sanatoria per colf e badanti, il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare. Il prezzo per ogni pratica era di circa 1000 euro, che venivano pagati dagli stranieri per ‘tappe di avanzamento dei lavori’. Per 4 delle 19 persone coinvolte non sottoposte agli arresti sono destinatarie di obbligo di firma presso gli uffici di polizia.

Le indagini, condotte anche grazie ai sistematici riscontri delle posizioni dei singoli stranieri vittime dell’associazione effettuati dall’Ufficio immigrazione, diretto dal dr. Maurizio Improta, hanno consentito di accertare attraverso sopralluoghi e pedinamenti la tecnica degli aderenti al sodalizio criminoso.

In particolare, a capo dell’organizzazione con il ruolo di organizzatori e promotori si ponevano tre dei 15 destinatari di misure cautelari, che si occupavano della gestione delle “pratiche”, con l’individuazione dei “finti” alloggi da dichiarare per il compimento dell’iter burocratico, della definizione delle tariffe, ed ancora della “retribuzione” dei collaboratori. Diverso il ruolo di altri 4 arrestati che, assicuravano i contatti tra gli associati e la “ricezione delle richieste. I potenziali clienti venivano agganciati nei pressi della Prefettura, dove veniva loro offerta la possibilità di ottenere la regolarizzazione facile.

Nella maggior parte dei casi è emerso che gli stranieri per i quali venivano presentate le dichiarazioni di ospitalità presso gli immobili individuati dall’associazione non erano mai entrati all’interno degli stessi.

Tra le vittime dell’associazione cittadini stranieri di prevalente cittadinanza filippina e cinese.