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La dieta mediterranea e’ patrimonio Unesco

“Un successo per la nostra tradizione alimentare e un riconoscimento alla qualità delle nostre abitudini alimentari e dei nostri prodotti”.

Esordisce così l’On.le Giovanni La Via, deputato al Parlamento europeo, alla notizia della proclamazione da parte dell’UNESCO della dieta mediterranea quale elemento del patrimonio immateriale dell’umanità.

Un successo per l’Italia poichè la dieta mediterranea rappresenta il terzo elemento italiano presente nella lista, insieme all’opera dei pupi siciliani e al canto a tenore sardo ma un risultato ancora più prestigioso in quanto la nostra dieta mediterranea costituisce la prima pratica alimentare tradizionale al mondo ad essere iscritta nell’elenco dei riconoscimenti UNESCO.

“Adesso – commenta La Via – impegnarsi per difendere questo patrimonio assume un significato ancora maggiore: dobbiamo tutelare i produttori che realizzano gli ingredienti di questa preziosa dieta, dobbiamo garantire i consumatori attraverso una corretta informazione su ciò che acquistano e, nel contempo, salvaguardare l’immagine, a livello mondiale, della nostra identità gastronomica e culturale.”

La dieta mediterranea e' patrimonio Unesco

“Un successo per la nostra tradizione alimentare e un riconoscimento alla qualità delle nostre abitudini alimentari e dei nostri prodotti”.

Esordisce così l’On.le Giovanni La Via, deputato al Parlamento europeo, alla notizia della proclamazione da parte dell’UNESCO della dieta mediterranea quale elemento del patrimonio immateriale dell’umanità.

Un successo per l’Italia poichè la dieta mediterranea rappresenta il terzo elemento italiano presente nella lista, insieme all’opera dei pupi siciliani e al canto a tenore sardo ma un risultato ancora più prestigioso in quanto la nostra dieta mediterranea costituisce la prima pratica alimentare tradizionale al mondo ad essere iscritta nell’elenco dei riconoscimenti UNESCO.

“Adesso – commenta La Via – impegnarsi per difendere questo patrimonio assume un significato ancora maggiore: dobbiamo tutelare i produttori che realizzano gli ingredienti di questa preziosa dieta, dobbiamo garantire i consumatori attraverso una corretta informazione su ciò che acquistano e, nel contempo, salvaguardare l’immagine, a livello mondiale, della nostra identità gastronomica e culturale.”

…. da Trezzano a Noto l’insostenibilità delle scelte non etiche

Intervento di Vincenzo Belfiore, Legambiente

« ….. In relazione alla notizia riportata da un noto quotidiano qualche giorno addietro a firma di Tony Zermo e cioè che alcuni hotel siciliani in particolare alcuni del nostro litorale utilizzano prodotti alimentari importati dalla Lombardia, non ci farebbe alcuna impressione se ciò fosse avvenuto alla metà dell’ 800 quando, magari sono in pochi a saperlo, Trezzano sul Naviglio, il comune lombardo, dal quale partono i rifornimenti di viveri oggi al centro dell’attenzione, fu feudo della famiglia netina dei Landolina possesso derivato dai Pons de Leon come ancora oggi evidente nello stemma del comune lombardo dove campeggiano i tre gigli d’argento su sfondo nero emblema dell’antichissima famiglia di origine normanna dei Landolina che a Noto fece dimora ricoprendo le più importanti cariche tra cui proprio alla metà dell’800 quello ricoperto da Pietro Landolina marchese di Trezzano e di S. Alfano (Noto presso Canicattini) di primo intendente del Valle minore di Noto ovvero rappresentante del governo delle Due Sicilie per le attuali provincie di Siracusa e Ragusa. Ma nel 2009 il modello proposto da questi hotel è l’antitesi del modello di sviluppo che Legambiente si è proposto di premiare per il territorio di Noto e del sud-est con le 5 vele e non solo, che basato sulle produzioni di qualità, incalcolabile il numero di produzioni DOP DOC IGP del nostro territorio olio vino pomodori ortaggi ma anche carni pregiate e pescato, un modello basato sulla valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali ma anche gastronomiche. Oggi ci sentiamo di dire, non essere soltanto il modello di sviluppo indicato da Legambiente, ormai consapevolmente indicato non solo dalla classe politica ma anche dalla volontà di chi opera nel settore e i cui risultati nonostante la crisi vedono comunque il nostro territorio la cui offerta turistica è basata essenzialmente patrimonio naturale e culturale di qualità (unesco, riserve, aree marine, 5 vele etc) sostanzialmente reggere, non arretrando come in tutta Italia, ma addirittura con settori in crescita.
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