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Noto: nascita di 16 Caretta-Caretta sulla spiaggia di Cicirata, Legambiente chiede estensione dell’area marina protetta

NOTO 06 Settembre 2010 – Grande soddisfazione di Legambiente per il lieto evento sulla spiaggia della Cicirata, la schiusa delle uova di tartaruga Caretta Caretta.
«Una nidificazione certamente avvenuta a luglio di circa 90 uova di cui nessuno era accorto – spiega Vincenzo Belfiore di Legambiente – nella zona centrale della frequentatissima spiaggia in territorio avolese a pochi passi dal confine con il comune di Noto, presso la foce del fiume Asinaro».
I ricercatori del Centro Recupero di Comiso guidati dal dott. Gianni Insacco e sorvegliate dalla Guardia Costiera e Azienda Faunistica, hanno potuto accertare che 16 tartarughine su circa 50 uova schiuse hanno raggiunto il mare antistante.
«Finalmente documentata per la prima volta la schiusa di uova di tartaruga nel nostro golfo, un evento di cui si avevano notizie e segnalazioni ma mai le evidenze scientifiche – spiega Belfiore – ed insieme alle due deposizioni di San Lorenzo (Vendicari non è stata accertata) questa schiusa conferma la bontà della nostra proposta di estendere l’istituzione dell’ Area Marina Protetta il cui iter è inspiegabilmente paralizzato, non solo al tratto di mare antistante Vendicari ma all’ intero litorale».

Noto: nascita di 16 Caretta-Caretta sulla spiaggia di Cicirata, Legambiente chiede estensione dell'area marina protetta

NOTO 06 Settembre 2010 – Grande soddisfazione di Legambiente per il lieto evento sulla spiaggia della Cicirata, la schiusa delle uova di tartaruga Caretta Caretta.
«Una nidificazione certamente avvenuta a luglio di circa 90 uova di cui nessuno era accorto – spiega Vincenzo Belfiore di Legambiente – nella zona centrale della frequentatissima spiaggia in territorio avolese a pochi passi dal confine con il comune di Noto, presso la foce del fiume Asinaro».
I ricercatori del Centro Recupero di Comiso guidati dal dott. Gianni Insacco e sorvegliate dalla Guardia Costiera e Azienda Faunistica, hanno potuto accertare che 16 tartarughine su circa 50 uova schiuse hanno raggiunto il mare antistante.
«Finalmente documentata per la prima volta la schiusa di uova di tartaruga nel nostro golfo, un evento di cui si avevano notizie e segnalazioni ma mai le evidenze scientifiche – spiega Belfiore – ed insieme alle due deposizioni di San Lorenzo (Vendicari non è stata accertata) questa schiusa conferma la bontà della nostra proposta di estendere l’istituzione dell’ Area Marina Protetta il cui iter è inspiegabilmente paralizzato, non solo al tratto di mare antistante Vendicari ma all’ intero litorale».

…. da Trezzano a Noto l’insostenibilità delle scelte non etiche

Intervento di Vincenzo Belfiore, Legambiente

« ….. In relazione alla notizia riportata da un noto quotidiano qualche giorno addietro a firma di Tony Zermo e cioè che alcuni hotel siciliani in particolare alcuni del nostro litorale utilizzano prodotti alimentari importati dalla Lombardia, non ci farebbe alcuna impressione se ciò fosse avvenuto alla metà dell’ 800 quando, magari sono in pochi a saperlo, Trezzano sul Naviglio, il comune lombardo, dal quale partono i rifornimenti di viveri oggi al centro dell’attenzione, fu feudo della famiglia netina dei Landolina possesso derivato dai Pons de Leon come ancora oggi evidente nello stemma del comune lombardo dove campeggiano i tre gigli d’argento su sfondo nero emblema dell’antichissima famiglia di origine normanna dei Landolina che a Noto fece dimora ricoprendo le più importanti cariche tra cui proprio alla metà dell’800 quello ricoperto da Pietro Landolina marchese di Trezzano e di S. Alfano (Noto presso Canicattini) di primo intendente del Valle minore di Noto ovvero rappresentante del governo delle Due Sicilie per le attuali provincie di Siracusa e Ragusa. Ma nel 2009 il modello proposto da questi hotel è l’antitesi del modello di sviluppo che Legambiente si è proposto di premiare per il territorio di Noto e del sud-est con le 5 vele e non solo, che basato sulle produzioni di qualità, incalcolabile il numero di produzioni DOP DOC IGP del nostro territorio olio vino pomodori ortaggi ma anche carni pregiate e pescato, un modello basato sulla valorizzazione delle nostre risorse naturali, culturali ma anche gastronomiche. Oggi ci sentiamo di dire, non essere soltanto il modello di sviluppo indicato da Legambiente, ormai consapevolmente indicato non solo dalla classe politica ma anche dalla volontà di chi opera nel settore e i cui risultati nonostante la crisi vedono comunque il nostro territorio la cui offerta turistica è basata essenzialmente patrimonio naturale e culturale di qualità (unesco, riserve, aree marine, 5 vele etc) sostanzialmente reggere, non arretrando come in tutta Italia, ma addirittura con settori in crescita.
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